L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 giugno 2022

Severodonetsk - Le trattative mirano in primo luogo a garantire il rilascio sicuro dei civili dalla fabbrica

EUROPAPRIMA PAGINA
NELLO STABILIMENTO CHIMICO AZOT DI SEVERODONETSK SONO ASSERRAGLIATI CENTINAIA DI MILITARI UCRAINI E CIVILI
DiAndrea Puccio GIU 11, 2022 



un gruppo significativo di militari ucraini è asserragliato nella fabbrica chimica Azot di Severodonetsk, si preannuncia un caso simile a quello accaduto il mese scorso nell’acciaieria Azovstal di Mariupol.

Nella fabbrica chimica Azot di Severodonetsk sono asserragliati un numero significativo di militari e civili, l’ambasciatore della Repubblica popolare di Lugansk (RPL) in Russia, Rodion Miroshnik, ha quantificato il numero di personale in uniforme ucraino presente nello stabilimento tra 300 e 400, mentre almeno 500 civili si potrebbero trovare nella fabbrica chimica.

“I militari hanno richiesto: che gli sia permesso di lasciare il territorio dell’impianto chimico insieme agli ostaggi e che sia creato un corridoio di uscita per la città di Lisichansk. Tali richieste sono inaccettabili e non saranno discusse”, ha scritto Miróshnik su Telegram.

Per tentare di risolvere la situazione molto simile a quella accaduta nella oramai famosa acciaieria Azovstal di Mariupol, dove si trovavano asserragliati 2500 militari e miliziani, le autorità hanno iniziato le trattative con i militari ucraini.

Le trattative mirano in primo luogo a garantire il rilascio sicuro dei civili dalla fabbrica. Alle formazioni ucraine sarà garantita la vita e un trattamento adeguato in conformità con gli standard internazionali se rilasciano gli ostaggi, smettono di resistere e si arrendono incondizionatamente, ha spiegato il rappresentante.

La città di Severodonetsk, che conta circa 100.000 abitanti, è ora uno dei punti focali del conflitto, dove le forze di Lugansk, sostenute dall’esercito russo, controllano già la parte residenziale della città, concentrando i loro sforzi sulla zona industriale.

“Non possiamo agire lì con abbastanza forza perché è un’installazione dell’industria chimica. E il nostro compito principale è ripulire la zona industriale in modo che non venga causato alcun disastro ecologico”, ha detto sabato il leader del RPL, Leonid Pásechnik, ai giornalisti.

Nella fabbrica chimica i militari ucraini tengono prigionieri con la forza centinaia di civili usati come scudi umani, come avvenuto a Mariupol nel complesso siderurgico Azovstal.

Il capo del Centro di gestione della difesa nazionale russo, Mikhail Mizintsev, ha riferito che i militari ucraini detengono con la forza centinaia di civili nelle strutture sotterranee dello stabilimento Azot di Severodonetsk. Inoltre, secondo quanto affermato dall’alto funzionario, i combattenti ucraini hanno minato il complesso chimico che ospita depositi con sostanze chimiche pericolose come acido nitrico, ammoniaca e nitrato di ammonio. Ha accusato le forze di Kiev di continuare a utilizzare strutture industriali per scopi militari, usando la popolazione civile come scudo umano.

Il presidente dell’Ucraina, Vladimir Zelensky, ha indicato giovedì che i combattimenti per il controllo della città di Severodonetsk possono decidere l’esito del conflitto con le forze russe.

“Severodonetsk rimane l’epicentro del confronto nel Donbass. Difendiamo le nostre posizioni, infliggiamo perdite significative al nemico”. Ha descritto la battaglia combattuta lì come “molto feroce e molto difficile, probabilmente una delle più difficili”. “Ringrazio tutti coloro che stanno difendendo questa posizione. Il destino del nostro Donbass viene deciso lì”, ha concluso.

Il Ministro della Difesa dell’Ucraina, Alexei Réznikov, ha riconosciuto lo stesso giorno la difficile situazione che le forze armate del paese stanno attraversando e le enormi perdite che subiscono nel contesto del conflitto.

“Ogni giorno abbiamo fino a 100 dei nostri soldati morti e fino a 500 feriti”, ha scritto Réznikov sul suo account Facebook. L’alto funzionario ha riconosciuto che “la situazione al fronte è difficile” e ha indicato che, per ora, l’esercito russo ha la forza di “avanzare in diverse aree del fronte”.

Allo stesso tempo, Réznikov ha criticato la lentezza nella fornitura di armi da parte dell’occidente. “Non posso dire di essere soddisfatto del ritmo e del numero di consegne di armi. Abbiamo già ricevuto, acquistato sul mercato, fabbricato e consegnato alle forze armate ucraine un numero significativo di armi”, ha affermato il ministro ucraino. Ha anche aggiunto che “questi numeri sarebbero stati sufficienti per un’operazione di difesa vittoriosa contro qualsiasi esercito in Europa”, ma non contro la Russia.

Secondo le stime di un rapporto presentato da una squadra di funzionari dell’intelligence dell’Ucraina e dei paesi occidentali le forze russe superano quelle dell’Ucraina con un rapporto di 20 a 1 in artiglieria e 40 a 1 in munizioni. (RT)

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