L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 6 giugno 2022

Ucraini carne da cannone e basta

Ucraina: tentativi di pace prima della sconfitta totale



In occidente cominciano a comparire sempre più spesso gli appelli alle trattative di pace che da isole nella corrente delle sciocchezze narrative sulla vittoria ucraina e il milione di uomini che dovrebbero essere armati per combattere i russi, stanno diventando un continente, tanto più che la copertura sulla guerra sta lentamente diminuendo su tutti i media anche perché diventa sempre più difficile sostenere la narrativa vittoriosa. La realtà è molto diversa ed è testimoniata dal fatto che sette brigate dell’esercito ucraino sono state spostate verso est per tentare di venire in aiuto delle truppe ormai circondate dai russi: in teoria dovrebbe trattarsi di una notevole forza d’urto di 20 mila uomini, ma si tratta di sola fanteria senza armi pesanti e con un addestramento estremamente ridotto, senza copertura aerea, insomma pura carne da cannone che spesso ha un rateo di perdite attorno al 65% e ha un unica possibilità di scamparla: quella di arrendersi e fuggire, come infatti avviene sempre più spesso. Ormai la sconfitta del regime di Kiev e soprattutto dei suoi burattinai non può essere nascosta, men che meno dalle salve di missili tirate a casaccio sperando di fare vittime civili, se non sfoderando l’ asso della pace dopo aver provocato la guerra: cambiano insomma la carta, ma non cambiano di certo animo e intenzioni: dopotutto sono della Nato, ovvero dell’alleanza più sanguinose della storia. Lo stesso Biden mentre vantava i miliardi in armi concessi a Kiev ha dovuto dire: “Ci siamo mossi rapidamente per inviare all’Ucraina una quantità significativa di armi e munizioni in modo che possa combattere sul campo di battaglia ed essere nella posizione più forte possibile al tavolo dei negoziati”. Come si vede ormai di vittoria non si parla più. E del resto l’intelligence tedesca – come scrive lo Spiegel – teme che la resistenza ucraina possa essere spezzata nelle prossime quattro o cinque settimane e che nelle sacche scoppi un panico incontrollato.

Naturalmente la tesi espressa dall’inquilino della Casa Bianca o meglio di chi tira i suoi fili e scrive il gobbo, è fondata su abbagli: è vero che l’invio continuo e massiccio di armi e munizioni può rallentare la resa dei conti, ma alla fine quando l’Ucraina avrà consumato tutte le sue risorse umane diventerà un fantasma che difficilmente potrà contare qualcosa al tavolo della pace e anche i suoi – diciamo così – protettori non potranno mettere sul piatto della bilancia al possibilità di una continuazione della guerra a meno che non vogliano impegnarsi direttamente. Inoltre più dura il conflitto più cresce in Russia il desiderio di farla finita con questi banderisti servi dell’occidente e dunque la parte dell’Ucraina rivendicata da Mosca sarà molto più grande di quella che sarebbe stata , per esempio due mesi fa. Del resto il piano occidentale non era certo quello di vincere la guerra guerreggiata: l’intenzione era di distruggere economicamente la Russia e dunque anche la sua governance, leggi Putin, ma dal momento che questo non è avvenuto e che è anzi è proprio l’occidente ad essere destabilizzato dalla sua stessa azione, invocare la pace è inevitabile e accettare una sconfitta strategica storica: qualsiasi pace possibile non potrà che prevedere la neutralità controllata e garantita internazionalmente di ciò che rimane dell’Ucraina. che poi i territori ad est e quelli lungo il mar nero che sono stati incollati all’Ucraina da Stalin divengano parti integranti della Russia o stati autonomi, ma legati a Mosca sarà probabilmente il tema delle discussione.

E’ pur vero che l’occidente ha sempre di riserva l’opzione polacca che con la scusa dell’unico popolo potrebbe incamerare la parte occidentale del Paese, le regioni che una volta venivano chiamate Galizia e Rutenia, già appartenute all’impero Austro ungarico e poi alla Polonia nell’ intervallo fra le due guerre, ma non credo proprio che la Russia rimarrebbe a guardare perché sarebbe come avvicinare comunque la Nato ai suoi confini. Tuttavia anche se si trovasse un modo di realizzare questa scellerata unione ecco che le parti si invertirebbero: gli ucraini si sentirebbero traditi e comincerebbe una guerriglia anti polacca e anti Nato in grado di accelerare il processo di disgregazione reale dell’alleanza. In ogni caso è del tutto evidente che mentre l’occidente o quanto meno una parte di esso, ha fretta di trovare un pretesto per togliere sanzioni che lo stanno uccidendo, la Russia non ha fretta perché il tempo lavora per lei: così in ogni caso riuscirà a strappare le condizioni che vuole. Gli unici a rimetterci saranno gli ucraini, ma non tutti anche i nazisti, divenuti i cocchini occidentale, se la spasseranno a sbafo per il resto dei loro giorni.

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