L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 luglio 2022

Agli Stati Uniti manca la carne da cannone

“Addio alle armi”: in Usa fuga dall’esercito



Non appena è apparsa all’orizzonte la possibilità di essere mandati a fare una guerra contro un avversario alla stessa altezza, se non migliore e di certo meglio preparato , il reclutamento militare negli Usa si è immediatamente diradato: secondo le notizie di stampa l’esercito è ben al di sotto del 50 percento del suo obiettivo annuale, con solo tre mesi rimasti. Anche l’Air Force è indietro di circa 4.000 uomini. La Guardia Costiera ha riempito poco più della metà degli arruolamenti in servizio attivo di cui ha bisogno. Il Corpo dei Marines probabilmente raggiungerà il suo obiettivo, ma con molta difficoltà. “Questo è probabilmente l’anno di reclutamento più impegnativo dall’inizio della forza di soli volontari nel 1973”, ha detto il tenente generale David Ottigon al Senato il 27 aprile scorso. Secondo quanto riferito, solo la Space Force raggiungerà il suo obiettivo, ma il nuovo ramo ha bisogno solo di 500 uomini che comunque non potrebbero mai andare al fronte e dunque non hanno particolari timori.

C’è un altro problema. Secondo un sondaggio interno del Dipartimento della Difesa , solo il 9% dei giovani americani idonei a prestare servizio “ha qualche inclinazione a farlo”. La tradizione delle vecchie famiglie militari sta scomparendo: la NBC riferisce che degli americani nell’età adatta per il reclutamento, solo il 13% ha genitori che avevano prestato servizio nelle forze armate. Nel 1995, questa percentuale era del 40 per cento. Questo accade nonostante il Pentagono stia aumentando i bonus di iscrizione – fino a 50.000 dollari per le reclute altamente qualificate – mentre il Comitato per i servizi armati della Camera ha recentemente approvato un “bonus di inflazione” per i membri del servizio che guadagnano meno di 45.000 dollari all’anno. Si può anche ottenere un bonus di 10.000 dollari se si accetta di andare subito alla formazione di base. Alcune reclute possono addirittura scegliere dove prestare servizio, mentre sono stati abbassati e di molto i requisiti fisici per l’ingresso nelle forze armate, altrimenti il Pentagono sarebbe rimato a secco. Tanto che seriamente si pensa di prendere stranieri o detenuti: ha suscitato ilarità nei giorni scorsi l’offerta del Pentagono ai piloti russi di essere ingaggiati con 300 mila dollari nell’aviazione ucraina. M è un umorismo involontario che mette a nudo una realtà.

Certamente le cause di questa fuga dalle armi sono complesse anche se la possibilità di dover combattere una guerra vera sia all’origine dell’improvviso calo o sia stato comunque il catalizzatore di una “reazione chimica” in qualche modo già in essere e presente in tutto il mondo occidentale. Ma ciò evidentemente mette in luce le difficolta per la Nato di mettere in piedi forze convenzionali sufficienti ad affrontare conflitti non asimmetrici. Se gli Usa hanno grossi problemi a coprire il 50% del turnover di 450 mila uomini come si può mai pensare ai 300 mila uomini pronti alla battaglia in Europa? Infatti l’arma occidentale sono le rivoluzioni colorate o le campagne contro Paesi di potenza straordinariamente inferiore: nessuno ha la possibilità di fare davvero la guerra alla Russia o anche a qualche altro Paese di media potenza. Le sanzioni erano l’arma letale del conflitto e una volta fallite lasciano il posto all’ira e alle chiacchiere su eserciti di fantasia.

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