L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 luglio 2022

Dipende solo da NOI. Parlano di Covid, dimenticando che in realtà parliamo di positività al test Pcr , cioè di qualcosa che secondo lo stesso Oms non ha alcun valore diagnostico

Covid, si gira la terza stagione



E continuano a prenderci per il culo: dopo una breve tregua dovuta alla guerra in Ucraina che è andata in acido per l’occidente, si ritorna sul fronte covid con i soliti schemi di questi due anni Soprattutto è straordinario il fatto che dopo aver nominato una cosa essa continua a persistere nonostante tutte le obiezioni. Tutti, anche quelli che non ne possono più di questa narrazione parlano di Covid, dimenticando che in realtà parliamo di positività al test Pcr , cioè di qualcosa che secondo lo stesso Oms non ha alcun valore diagnostico. Esattamente come due anni fa non viene mai specificato il numero di cicli a cui il test stesso viene sottoposto cosa che in realtà permette di “modulare” il numero stesso delle positività. visto che un alto numero di cicli da speso un falso positivo. Ma il fatto è che la stessa parola covid ha una forza di trascinamento che finisce per far dimenticare i trappoloni che abbiamo già vissuto e mille molte segnalato. Ma questo è niente in confronto alle cose che dicono i cosiddetti esperti riguardo alle sotto varianti e anzi questo rappresenta in vero capitolo tragicomico perché bisogna da una parte impaurire col virus che muta e chissà in che cosa potrebbe trasformarsi, ma dall’altro anche vendere i vecchi vaccini che per forza di cose arrivano sempre in ritardo. Adesso poi che è stato preparato un siero genico per la variante omicron mentre altre mutazioni si susseguono, la dizione variante è stata sostituita da una furba “sotto variante” perché in questo modo è più facile vendere l’idea che il neo vaccino possa avere una qualche efficacia. Soprattutto alle sotto varianti non si attribuiscono più nomi, proprio per evitare che la gente li memorizzi e alla fine capisca di essere presa in giro, ma semplici sigle che non dicono nulla e non si ricordano come l’ultima “BA.5” . Le varianti a cui si attribuisce un nome vengono tenute in serbo casomai tutto questo non funzionasse e occorresse tornare alla grande paura. In canna c’è Centaurus che si dice sia più cattiva, ma viene tenuta in serbo come emergenza.

Come si vede la pandemia è soprattutto una questione semantica gestita con attenzione dagli spin doctor che curano la narrazione. Ma poi alle volte si rivelano veramente patetici – o forse siamo noi ad essere stati trasformati in patetici ipocondriaci – perché ora si dice che i sintomi siano cambiati, che i nuovi includono e tosse e raucedine che sono assolutamente normali con influenza e raffreddore e sono sempre stati anche sintomi del covid classico, almeno secondo gli elenchi ufficiali. Ma c’è molto di peggio in questi giorni le nuove forme di questa malattia proteiforme possono includere sudorazione notturna e difficoltà a prendere sonno, cosa peraltro assolutamente normale con l’ondata di caldo che ha colpito l’intera Europa. Eppure ci sarà qualcuno che penserà al covid, che Dio lo abbia in gloria perché gli ultimi saranno i primi. D’altronde è difficile inventarsi sintomi intelligenti con malattie che siccome devono impaurire il massimo numero di persone devono essere di per sé vaghi: una delle cose che nei primi mesi del 2020 mi mise in guardia dalla narrazione che incombeva fu la diffusione da parte delle autorità sanitarie della notizia secondo la quale uno dei sintomi tipici del covid era la perdita temporaneo dl gusto. Disgraziatamente questo è anche uno dei sintomi tipici dell’influenza e del raffreddore forte, come spiega qualsiasi testo e io lo sapevo visto che sono particolarmente sensibile alle malattie da infreddatura come si diceva una volta: a che scopo dire una sciocchezza del genere se non per intorbidare le acque?

Ma ripeto la presa in giro è sempre in agguato: fin dall’anno scorso è risultato chiaro che l’obiettivo finale non è mai stato quello di sconfiggere il covid, ma di trasformarlo da pandemia in una malattia endemica ed è a questo scopo sono serviti i vaccini a mRna che non hanno avuto alcuna efficacia se non quella di produrre uno straordinario numero di reazioni avverse e di indurre un indebolimento del sistema immunitario rendendo le persone più soggette a ogni tipo di infezione (o di patologie anche molto più gravi): il piano funzionerà a meraviglia se saremo così deboli e paurosi da farci strappare anche la salute e ci piegheremo alla nuova ondata terroristica che è un programma per l’autunno. Fallirà miseramente, insieme al piano di impoverimento generale se vorremo riappropriarci della vita e della salute.

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