L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 7 luglio 2022

e l'inflazione "transitoria" ha colpito duramente gli investitori anche gli obbligazionisti, eppure era scritto, bastava leggere per chi sa di un minimo di economia. Non valido per noi che dobbiamo trovare la logica tra mille notizie in contraddizione l'una con l'altra e solo con un lanternino riusciamo a dare un filo logico alla babele voluta, a volte creata inconsapevolmente

BLACK SWAN: il cigno nero è servito

Scritto il  alle 07:37 da Danilo DT

Quante volte sui blog e sui vari siti di finanza si parla del cigno nero, uno scenario apocalittico legato ad eventi che hanno una bassa possibilità di accadere e che, se accadono, possono portare a grandi cambiamenti sul mercato.

Il cigno nero poteva essere l’elezione di Trump, la Brexit, il Covid, ma poi tutti questi eventi si sono poi rivelati non così gravi visto il pronto recupero dei mercato dopo un ovvio periodo di difficoltà.
Nelle ultime settimane, poi ovviamente il cigno nero potrebbe diventare un’esplosione del conflitto ucraino come guerra globale. Ma attenzione. Io pregherei di fare con me un piccolo ragionamento.

Cosa è alla fine il cigno nero? Un qualcosa che era difficile da prevedere, che forse si poteva anche pensare ma che poi, quando esplode, diventa imprevedibile negli effetti e nella dimensione.
Riprendiamo adesso questa slide di JP Morgan.

Come già ho illustrato in altri post sul blog, praticamente nulla ha salvato, nulla ha decorrelato, nulla ha difeso. Già, proprio il mercato obbligazionario che nell’immaginario delle persone difende, ha fatto delle voragini che verranno recuperate chissà quando.
Guardate questo grafico di BofA. Il peggior anno per il mercato obbligazionario dal 1865. Miglior anno per le commodity dal 1946, il peggior anno dell’azionario dal 1875.

E allora cosa ci stiamo raccontando? Eccolo servito il cigno nero, una bomba atomica sui portafoglio degli investitori che ha colpito tutti indistintamente. Sia chi ha un profilo più dinamico e sia chi era apparentemente più prudente.

Immaginate ora i tempi di recupero per chi ha investito anche sul mercato obbligazionario. Per questi ultimi per assurdo potrebbe solo salvarli una recessione, con una FED che, complice un’inflazione che dovrebbe tendere a scendere, diventa meno proattiva e contribuisce al recupero dei bonds. E se invece non ci sarà la recessione e l’inflazione quantomeno si stabilizzerà, qualcosa con l’equity si dovrebbe recuperare. Ma comunque sia, i tempi per tutti gli investitori non saranno brevi. Il cigno nero, infatti, si lascia sempre delle code di danni pesanti.

STAY TUNED!


https://intermarketandmore.finanza.com/black-swan-il-cigno-nero-e-servito-95033.html

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