L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 luglio 2022

Ucraina - I fatti dicono una cosa e la narrazione un'altra

Il supermercato delle bugie



Ogni giorno ho la tentazione di smascherare le decine, anzi centinaia di invenzioni e bugie prodotte dall’informazione occidentale sull’Ucraina anche se mi rendo contro che sarebbe un’opera gigantesca, come smentire tutte le Mille e una notte fabbricate quotidianamente. Tuttavia si può sempre incasellare ogni singola bugia in un filone o in un ambito in cui essa potrebbe essere efficace. Per esempio è ben noto che Iran e Cina sono grandi importatori di armi russe, oggi quelle di punta in molti campi, ma tuttavia da Washington è arrivata la notizia che la Russia importerebbe droni iraniani invertendo completamente il flusso che oggi va da Mosca a Teheran. La notizia è ovviamente falsa, ma accompagna il tentativo statunitense di convincere l’Arabia saudita a non stringere rapporti con l’Iran che aiuta la Russia. Certo a Riyad dovrebbero essere parecchio ingenui per credere a una notizia che inizialmente era un’informazione data in via confidenziale solo ai sauditi. I quali però vorrebbero gli S400 russi visto la figuraccia dei Pershing americani nella guerra contro gli Houti. Il fatto è che proprio l’avventura ucraina ha mostrato le piaghe e le debolezze dell’impero e sarà un miracolo se Biden non combinerà ancora più pasticci, ma ad ogni modo la bugia dei droni ha un carattere specifico e funzionale anche se può essere usata marginalmente per insinuare che i russi non ce la facciano e siano in grave difficoltà. Questo proprio mentre arriva la notizia secondo la quale una buona parte dei lanciarazzi Himars “donati” da Washington sono stati distrutti e che Washington si appresta a inviarne altri 13 addossano a questi sistemi d’arma che finora sono serviti solo a fare vittimi civili, la magica possibilità di risolvere la situazione.

In questo ultimo caso ci troviamo di fronte a una bugia preterintezionale perché se qualcuno possiede anche una vaga idea delle operazioni militari capirebbe che promettere all’Ucraina come supremo sforzo altri 13 lanciatori che tra l’altro ormai sono solo una sostituzione di quelli già distrutti, non significa affatto credere nella vittoria o nella capacità di resistenza di Kiev, ma al contrario significa non credere più a una possibilità di questo tipo: 13 lanciatori anche ammesso che arrivino tutti nei dintorni del fronte possono fare delle vittime, ma non possono assolutamente cambiare il corso del conflitto e questo lo sanno tutti . Così si dà una notizia vera, ma la si usa per far credere il contrario di ciò che essa significa, ovvero che c’è una disponibilità a trattare prima che la situazione degeneri in una guerra su tutto il continente europeo.

Poi i c’è la bugia catartica, quella della mitologica offensiva ucraina su Kherson la quale non è altro che realtà virtuale tirata fuori per controbilanciare le imminenti sconfitte ucraine nella zona di Seversk – Slavyansk: certo agli ucraini basta spacciare qualche eventuale piccolo sfondamento a livello di reparto come una grande vittoria che verrebbe riportata come tale da tutta l’informazione occidentale per raggiungere lo scopo di far credere all’esistenza in vita dell’Ucraina. In realtà nessuno che abbia la testa sulle spalle ci può credere, ma la cosa serve a fare da scudo alle élite politiche europee che stanno sacrificando la propria economia e i propri cittadini per dare man forte ai piani folli delle élite statunitensi che combattono per rimanere sul trono del potere unipolare. Ed eventualmente può anche servire a spostare truppe e armamenti russi verso Kherson ritardando le operazioni nel Donbass . Anche er questo l vero non c’è nemmeno bisogno che vi sia realmente una qualche offensiva che vada oltre la scaramuccia , basta semplicemente tenere vivo il mito di un prossimo riscatto ed evitare una vera battaglia che si concluderebbe con l’ennesima disfatta. Che sarebbe anche l’ultima. Ma la sensazione è che ormai l’esistenza stessa dell’Ucraina sia incerta e che Zelensky ne abbia firmato la condanna a morte firmando i “diritti speciali” dei polacchi, cosa che merita un post a parte. Così l’Ucraina stessa potrebbe diventare una bugia.

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