L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 luglio 2022

In Africa l’Occidente è ritenuto responsabile della crisi e chiedono esplicitamente che le sanzioni contro la Russia siano allentate per alleviare la carestia imminente.

Grano, l’Africa non si lascia ingannare e chiede la fine delle sanzioni



I media e i politici occidentali stanno diffondendo la leggenda secondo cui la Russia starebbe trattenendo le proprie forniture di grano e stia impedendo le esportazioni di grano dall’Ucraina. Naturalmente nessuna delle due cose ha una qualche basi di verità, si tratta di una pura invenzione per riversare ancora una volta su Mosca le responsabilità che sono invece dell’occidente, nonostante le cose sia chiarissime a chiunque non voglia fermarsi a leggere titoli: le sanzioni occidentali contro banche e porti russi impediscono le esportazioni di grano perché se il grano non può essere pagato a causa dei divieti contro le banche russe, allora ovviamente il grano non potrà essere consegnato. Per giunta molti porti russi sono stati sanzionati, motivo per cui nessun carico di cereali può essere esportato attraverso di essi. Peraltro Kiev impedisce le esportazioni di grano dai propri porti visto che ha chiuso i propri scali marittimi e non si sogna di togliere le mine di cui ha disseminato le acque costiere come ricatto per continuare a ricevere le armi: tutto questo non è frutto di narrazione, ma viene apertamente detto dalle autorità ucraine,

Ma in Africa in quanto possibili vittime sacrificali, sanno molto bene tutto questo e non cascano dell’inganno come ha ampiamente dimostrato Macky Sall, presidente del Senegal e attualmente presidente dell’Unione africana, il quale ha affermato: “Le sanzioni contro la Russia hanno esacerbato questa situazione e ora non abbiamo accesso al grano dalla Russia,. E, soprattutto, non abbiamo accesso ai fertilizzanti: già la situazione era difficile, ma ora è diventata ancora più difficile, colpendo la sicurezza alimentare in Africa.
Stamattina stavo parlando con il mio collega della Commissione dell’Unione Africana e gli ho detto che ci sono due problemi principali: la crisi e le sanzioni. Dobbiamo lavorare insieme per affrontare entrambi questi problemi in modo che il cibo, in particolare il grano e i fertilizzanti, siano esenti da sanzioni”. Sarebbe in effetti una soluzione molto semplice se gli occidentali e gli americani in particolare non fossero abituati ad usare le vite degli altri per i propri scopi. Sta di fatto che ormai in Africa l’Occidente è ritenuto responsabile della crisi e chiedono esplicitamente che le sanzioni contro la Russia siano allentate per alleviare la carestia imminente. Ma questo non compare su nessuno dei media occidentali. affinché i cittadini non i rendano conto della realtà delle cose e di quale potenziale di odio si stia ormai caricando contro di loro a causa di politiche scellerate.

Ma come spesso accade questi inganni finiscono per colpire chi li trama: Dmitry Sergeyev, capo della maggiore compagnia russa del grano ha recentemente parlato del piano di “liberazione” da lacci e lacciuoli: “Il nostro obiettivo principale è liberarci dall’intermediazione dei trader internazionali e lavorare direttamente con i paesi importatori. L’Egitto è probabilmente il nostro più importante cliente. Stiamo anche iniziando attivamente a regolare i conti con i nostri partner di paesi amici in valute locali. Quindi abbiamo già firmato diversi contratti con partner turchi, l’ultimo a marzo di quest’anno, il pagamento viene effettuato in rubli e l’importo totale è di tre miliardi di rubli”. Ciò significa in primo luogo, che la Russia non venderà più il suo grano (e probabilmente altri generi alimentari) per dollari ed euro, ma per rubli o la valuta del paese partner con un ulteriore indebolimento del dollaro come valuta mondiale, dal momento che il grano è stato finora scambiato a livello internazionale in divisa americana. In secondo luogo, il riferimento ai paesi “amici” è importante, perché contrariamente all'impressione data dai media occidentali, si tratta di una maggioranza di circa 190 Paesi che non hanno aderito alle sanzioni e alle politiche antirusse volute da Washington. Il fatto che i paesi “amici” siano deliberatamente menzionati significa che la Russia smetterà (in gran parte) di esportare grano e cibo verso paesi “ostili”. Anzi Putin lo ha già annunciato nel suo discorso al Forum economico di Pietroburgo a metà giugno con queste parole: “Daremo la priorità alle nostre spedizioni verso i paesi in cui il fabbisogno alimentare è maggiore e dove c’è il rischio di aumentare la fame. Prima di tutto, si tratta dei paesi africani e del Medio Oriente”.

Così facendo, la Russia apparentemente “politicizza” le sue esportazioni di grano, in quanto non è più il prezzo che determina chi riceve il grano russo, ma il bisogno degli stati. Questo ha sicuramente l’ effetto collaterale per la Russia che i paesi che non hanno ancora aderito alle sanzioni contro la Russia non lo faranno nemmeno in futuro, per non mettere in pericolo la loro sicurezza alimentare. L’occidente è abituato a comprare beni vitali e reali con le sue monete di carta: ma adesso rischia di doverselo mangiare.

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