L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 25 luglio 2022

Le sanzioni, che sono atti di guerra, impediscono alla Russia di esportare liberamente il grano

Lavrov: “Kiev ha consentito alla Nato di espandersi verso i nostri confini”

Il ministro degli Esteri russo ha accusato l'Unione europea di non aver agito quando gli accordi di Minsk sono stati "violati" dal governo ucraino

24 Luglio 2022


L’Ucraina “ha scelto l’ostilità nei confronti della Russia e ha consentito alla Nato di espandersi verso i nostri confini”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, parlando oggi davanti ai rappresentanti permanenti dei 22 Paesi membri della Lega araba al Cairo nell’ambito della visita in Egitto del responsabile della diplomazia di Mosca. “Le nostre preoccupazioni per la sicurezza in Ucraina sono legittime e l’Occidente è determinato a inviarle armi”, ha dichiarato Lavrov. Secondo il ministro degli Esteri russo, il governo ucraino “non ha rispettato gli accordi di Minsk e le risoluzioni delle Nazioni Unite”, sottolineando che “non si può permettere alla Nato di dominare e attuare ciò che vuole come vuole”. Lavrov ha osservato che l’Unione europea non ha agito quando gli accordi di Minsk sono stati violati e che i paesi della Nato non possono mantenere la propria sicurezza minacciando la sicurezza di un altro Paese. Il ministro degli Esteri russo ha anche incontrato al Cairo il segretario generale della Lega degli Stati arabi, Ahmed Aboul Gheit.

La Russia, ha proseguito Lavrov, “aiuterà sicuramente il popolo ucraino a sbarazzarsi di un regime antipopolare: i popoli di Russia e Ucraina continueranno a vivere insieme”. “Abbiamo pietà del popolo ucraino, che merita molto di meglio. Abbiamo pietà della storia ucraina che si sta sgretolando davanti ai nostri occhi e pietà di coloro che hanno ceduto alla propaganda di stato del regime di Kiev e di coloro che la sostengono, volta a rendere la Russia un’eterna nemica dell’Ucraina”, ha aggiunto.

La visita del ministro degli Esteri russo al Cairo giunge nel pieno della crisi alimentare vissuta da diversi Paesi africani, a causa della mancanza di importazioni di grano e altri prodotti agricoli da Russia e Ucraina. Lavrov ha assicurato l’Egitto in merito alle forniture di grano russo durante la sua visita al Cairo oggi, il giorno dopo il bombardamento del porto di Odessa da parte della Russia che ha messo in discussione l’accordo la ripresa delle esportazioni di grano dai porti ucraini attraverso il Mar Nero siglato lo scorso 22 luglio a Istanbul con Turchia e Nazioni Unite. L’Egitto, uno dei maggiori importatori di grano al mondo, l’anno scorso ha acquistato circa l’80 per cento delle importazioni da Russia e Ucraina.

Nel suo intervento, Lavrov ha dichiarato che, una terza parte, che sarà determinata in seguito, effettuerà la scorta alle navi con il grano ucraino che partiranno dai porti sul Mar Nero insieme a Russia e Turchia. “A Istanbul siamo riusciti a raggiungere un accordo: l’Ucraina è impegnata nello sminamento, mentre Russia, Turchia e un altro partecipante, da definire, scorteranno le navi sino al Bosforo”, ha detto Lavrov. Il ministro ha osservato che il memorandum siglato da Russia e Onu, firmato in contemporanea agli accordi di Istanbul, “obbliga il segretario generale delle Nazioni Unite ad avviare il processo, convincere i Paesi occidentali e favorire la rimozione di tutte le restrizioni” imposte all’esportazione di grano russo.

Il ministro degli Esteri egiziano Shoukry: “Intenzionati a proseguire la cooperazione con Mosca”

Questa mattina Lavrov ha avuto colloqui con l’omologo egiziano Sameh Shoukry, con il quale ha discusso del rafforzamento dei rapporti bilaterali tra Russia ed Egitto, delle conseguenze della guerra in Ucraina sull’economia globale e dei principali dossier regionali e internazionali.

In conferenza stampa, il ministro degli Esteri egiziano ha dichiarato che l’Egitto spera di poter “continuare la cooperazione” con la Russia su progetti comuni. “Speriamo di continuare una forte cooperazione basata sul rispetto reciproco e su vantaggi comuni”, ha aggiunto Shoukry. Il responsabile della diplomazia egiziana ha anche affermato che Russia ed Egitto cooperano in molte aree e lavorano insieme su grandi progetti nazionali, tra cui la centrale nucleare di El Dabaa, situata a circa 140 chilometri a ovest di Alessandria, sul Mar Mediterraneo, la cui costruzione ha preso il via lo scorso 20 luglio.

Shoukry ha quindi affermato di aver discusso dei contatti del Cairo con il gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa). “Abbiamo discusso delle relazioni dell’Egitto con i Brics, l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) e altre organizzazioni con cui ci coordiniamo”, ha dichiarato il responsabile della diplomazia egiziana. La Russia, a sua volta, ha accolto “con favore l’interesse dell’Egitto ad ottenere lo status di partner di dialogo nella Sco e la partecipazione del Paese ai lavori del formato Brics+”, ha osservato Lavrov. “Accogliamo con favore l’interesse dei nostri amici egiziani nell’ottenere lo status di partner di dialogo nell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, la decisione (sulla concessione dello status) è prevista a settembre al prossimo vertice della Sco e accogliamo con favore la partecipazione dell’Egitto al formato Brics+ “, ha detto il ministro russo.

Lavrov chiede una risoluzione Onu sulle sanzioni che ostacolano le esportazioni di grano

Durante la conferenza stampa congiunta, Lavrov ha dichiarato che la Russia “spera che il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres riesca a risolvere la questione delle sanzioni che impediscono alla Russia di effettuare transazioni per le esportazioni di grano”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, in una conferenza stampa congiunta al Cairo, in Egitto, con l’omologo egiziano Sameh Shukri. “Queste sanzioni illegittime che sono state introdotte (contro la Russia) hanno impedito le esportazioni del grano russo, compresa la stipula di assicurazioni sui carichi, lo scalo delle nostre navi verso porti stranieri e l’ingresso di navi straniere verso porti russi. Ora, dopo aver firmato gli accordi a Istanbul, su iniziativa del segretario generale delle Nazioni Unite, (Guterres) si è offerto volontario per cercare la rimozione di queste restrizioni illegittime. Speriamo che ci riesca “, ha affermato il ministro degli Esteri russo.

Lavrov ha aggiunto che la Russia ha insistito affinché le questioni relative all’esportazione di grano ucraino e all’esportazione di prodotti agricoli russi fossero risolte in un unico pacchetto. Secondo Lavrov, il dossier sarà preso in considerazione dal centro di coordinamento sull’attuazione degli accordi firmati lo scorso 22 luglio a Istanbul e che avrà sede nella città turca. “Sarà garantito che gli ucraini ripuliranno le loro acque territoriali e permetteranno alle navi di partire dai loro porti, e durante il loro passaggio in alto mare, Russia e Turchia garantiranno la loro sicurezza con le loro forze navali”, ha sottolineato il ministro russo.

Lavrov in Africa per radunare le nazioni africane dalla parte della Russia

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha dato il via a una visita in Egitto per colloqui con le autorità egiziane, nel pieno dello scontro tra Russia e Occidente a seguito dell’invasione dell’Ucraina iniziata lo scorso 24 febbraio. Lavrov è giunto ieri sera all’aeroporto internazionale del Cairo, scegliendo l’Egitto come prima tappa del suo viaggio in Africa che includerà anche Etiopia, Uganda e Repubblica democratica del Congo.

L’Ucraina è uno dei maggiori esportatori mondiali di grano, mais e olio di girasole, ma l’invasione russa del Paese e il blocco navale dei suoi porti hanno interrotto le spedizioni. Parte del grano ucraino viene trasportato attraverso l’Europa su rotaia, strada e fiume, ma con costi di trasporto più elevati con gravi conseguenze sui Paesi africani. In un articolo pubblicato sul sito web del ministero degli Esteri russo, Lavrov ha respinto le accuse dell’Occidente secondo cui la Russia è responsabile della crisi alimentare globale, come “un altro tentativo di scaricare la colpa sugli altri”. Cercando di radunare le nazioni africane dalla parte della Russia, Lavrov ha accolto quello che ha definito “un percorso indipendente” che tali nazioni hanno intrapreso quando si sono astenute dall’unirsi all’Occidente nell’aderire alle sanzioni contro la Russia. “Sappiamo che i colleghi africani non approvano i tentativi non mascherati degli Stati Uniti e dei loro alleati europei di prendere il sopravvento e di imporre un ordine mondiale unipolare alla comunità internazionale”, ha scritto Lavrov nell’articolo.

Gli incontri di Lavrov con funzionari egiziani e gli inviati arabi al Cairo avvengono circa due settimane dopo il viaggio in Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in Israele e Arabia Saudita, durato dal 13 al 17 luglio. Durante il viaggio, il primo dell’inquilino della Casa Bianca nella regione, Biden ha incontrato a Gedda i leader dei Paesi del Golfo, Egitto, Giordania e Iraq.

L’Egitto, il Paese più popoloso del mondo arabo e ha rifiutato di schierarsi dall’inizio della guerra in Ucraina a febbraio a causa degli stretti rapporti che vanta sia con Mosca che con Washington. L’Egitto è anche uno dei maggiori importatori mondiali di grano, con le forniture che prima della guerra provenivano principalmente da Ucraina e Russia. Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi uno stretto rapporto personale con il presidente russo Vladimir Putin. Entrambi i leader hanno rafforzato considerevolmente i legami bilaterali negli ultimi anni. La visita di Lavrov al Cairo giunge dopo che la società statale russa per l’energia atomica, Rosatom, ha iniziato la scorsa settimana la costruzione della centrale nucleare di El Dabaa, situata a circa 140 chilometri a ovest di Alessandria, sul Mar Mediterraneo.

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