L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 luglio 2022

Libia, le elezioni senza Gheddafi diventano una farsa. Gli Stati Uniti pattumiera della storia, la Nato ha deliberatamente distrutto questo paese anche per il suo petrolio, ma soprattutto perché covava nel suo seno già il germe della multipolarità

30 Giugno 2022 16:00
Libia. Gli Stati Uniti accendono la miccia decisiva per una nuova prossima guerra

Michelangelo Severgnini
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Guardate bene questa foto, scattata oggi durante i colloqui di Ginevra in corso tra le parti libiche per trovare un accordo in vista delle elezioni.

A sinistra siede Aquila Saleh, portavoce del parlamento libico, votato dal popolo.

A destra siede Khalid al-Mishri, presidente dell'Alto consiglio di stato, organo mai votato, struttura di fatto coloniale imposta dalle Nazioni Unite nel 2015 proprio per arginare la legittimità del parlamento e quindi la volontà del popolo libico.

Al-Mishri siede in rappresentanza di "quelli di Tripoli", quel grumo di mafia e potere, sostenuto dalla Nato, ma che non ha il consenso del voto in vista delle prossime elezioni.

In mezzo ci sta Stephanie Williams, falco americano, dirottatrice del processo democratico in Libia, mentre conduce i colloqui a nome delle Nazioni Unite (!!?!?!).


A furia di pressioni Saleh ha ceduto: è passata la norma che vieta a Saif Gheddafi di candidarsi alle elezioni.

Tutti sanno, a cominciare dai sondaggi, che Saif vincerebbe le elezioni presidenziali al primo turno.

Ecco come si innesca l'escalation militare e si fomenta la guerra, tratto dalla prima pagina del manuale.

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