L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 luglio 2022

L'Occidente in guerra con la Federazione Russa non vuole perdere per questo pensa di mandare aerei e chiaramente piloti Nato in Ucraina. Fin'ora le armi Nato sono servite per colpire le popolazioni civili, con i soliti bombardamenti umanitari

Paola Gentile - 22 luglio 2022
Aerei Nato a Kiev: quali sono e perché potrebbe scatenarsi una terza guerra mondiale


La guerra finirà solo quando uno dei due eserciti, russo o ucraino/Nato, collasserà per primo. Kiev non può perdere una battaglia cruciale per l’Europa.

Sostenere l’Ucraina è una priorità dell’Alleanza Atlantica. Il concetto è stato ribadito in più di un contesto internazionale e messo nero su bianco nello Strategic Concept 2022, il documento programmatico stilato dai Paesi della Nato che riguarda la strategia politica e militare da mettere in atto da qui a dieci anni.

Appoggiare l’Ucraina significa armarla e se prima il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva qualche remora nel consegnare Mig polacchi alle Forze armate ucraine, alla luce del conflitto divenuto sempre più aspro, degli incessanti bombardamenti sul Donbass e degli attacchi missilistici contro le città, l’inquilino della Casa Bianca potrebbe far cadere l’ultima remora e dotare i militari ucraini di aerei da caccia targati Nato.

La possibile svolta non è ancora stata confermata, ma c’è più di una voce che vira in tal senso. A destare preoccupazione è la tenuta della resistenza di Kiev che potrebbe cedere da un momento all'altro sotto i martellamenti russi.

Attualmente, Kiev schiera solo 56 velivoli da combattimento. Si tratta di residuati bellici, risalenti all’epoca sovietica, in continua manutenzione, con pezzi che ormai sono fuori produzione.

Se Polonia e Slovacchia hanno fatto arrivare alcuni Mig 29, montati e trasferiti a terra, insieme a stock di pezzi, c’è il serio rischio che le squadriglie abbiano una limitata capacità di supportare le truppe e difendere i cieli.

Nelle ultime settimane, si è cercato di acquistare sul mercato internazionale Mig 29 usati e cacciabombardieri Sukhoi Su 29, come riporta Repubblica. Il problema degli ucraini è che hanno abbondanza di piloti e scarsità di aerei. Ma con il via libera della Nato questo gap con l’Aeronautica russa potrebbe essere colmato.

Aerei Nato a Kiev: quali potrebbero essere inviati

Il generale Charles Q. Brown, comandante in capo dell’Us Air Force, ha detto che la questione è sul tavolo; mentre, il Capo delle Forze armate americane Mark Milley ha sottolineato che ancora non è stata presa una decisione.

Malgrado ciò, all’Aspen Security Summit, il Generale Brown ha indicato quali potrebbero essere i caccia occidentali da mandare a Kiev: 
  • Jet statunitensi;
  • Gripen svedese;
  • Eurofighter;
  • Rafale francese.
Il Generale ha ribadito che: “esistono piattaforme differenti che potrebbero andare in Ucraina. Non posso dire esattamente quale”.

La scelta del modello implicherà dei tempi di attesi, sia tecnici che logistici. Occorreranno almeno sei mesi per istruire i piloti e formare i tecnici della manutenzione. Un lavoro che richiede tempo, proprio quello che Zelensky non ha.

Bisognerà apprendere un nuovo know how e passare dal pilotare un aereo sovietico a uno occidentale non è una passeggiata, specie se si deve: 
  • Combattere tra difese contraeree;
  • Combattere tra disturbatori elettronici e rader;
  • Combattere contro avversari agguerriti.
Vista la situazione, è più probabile che alla fine la scelta ricada su caccia statunitensi Lockheed F16, tra i più diffusi al mondo, attingendo a piene mani dalle scorte di Norvegia e Olanda che li stanno rimpiazzando con gli F35. Oppure si dovrà optare per altro.

Aerei Nato a Kiev: gli A10 Warthog basteranno?

Altra ipotesi al vaglio è quella avanzata dal sottosegretario Frank Kendall: dare gli A10 Wharthong da assalto al suolo che l’Us Air Force vuole smantellare.

Parliamo di aerei corazzati risalenti alla Guerra Fredda nati per affrontare i tank sovietici. Sono dotati di un potente cannone a tiro rapido e di misure atte a sopravvivere ai missili terra-aria portatili.

Reimpiegati nella guerra jihadista in Iraq e Afghanistan, gli A10 Wharthong potrebbero vivere una nuova stagione proprio in Donbass, dove avere in dotazione aerei semplici e robusti può fare la differenza.

Aerei Nato a Kiev: possibile terza guerra mondiale

La preoccupazione maggiore è che le armi che l’Occidente sta fornendo a Kiev vengano usate dai militari ucraini per colpire la Crimea e le metropoli russe. Ricordate il discorso-minaccia di Dmitry Medvedev?

La situazione nei cieli ucraini potrebbe diventare incandescente. C’è la consapevolezza che gli A10 siano “un ripiego” di prestigio, non sono performanti e all’altezza della situazione; ma è vero anche che qualsiasi intercettore può trasformarsi in un bombardiere e da qui nasce il rifiuto, fino ad oggi, a Zelensky che ha chiesto caccia F16 e F15.

Richieste che potrebbero trovare accoglienza, inviando caccia Nato abili alla guerra aerea. La Camera Usa ha autorizzato uno stanziamento di 100 milioni di dollari per formare gli equipaggi direttamente in America.

“Non c’è dubbio che quando questa guerra finirà le forze ucraine dovranno venire modernizzate con equipaggiamenti occidentali. Inoltre, non ci sono più Mig disponibili, né parti di ricambio” ha detto il deputato repubblicano Adam Kizinger.

La guerra la vincerà l’esercito che collasserà per ultimo, per questo gli approvvigionamenti a Kiev sono fondamentali.

Si è ben consapevoli che tutto questo potrà dare vita soltanto ad un aumento dell’escalation. Lo scontro tra Washington e Mosca potrebbe essere più prossimo di quanto si pensi, con conseguente coinvolgimento della Nato.

Insomma: lo spettro di una terza guerra mondiale è sempre più vicino.

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