L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 12 luglio 2022

L'Occidente si nasconde dietro le cazzate del NAZISTA Zelenski, il campo dice tutt'altro

Primi cedimenti dell’Europa: Kiev è più lontana



Lasciamo che si sfoghino negli ultimi giorni in cui questo è possibile, che fantastichino sul milione di baionette di cui parla Zelensky dopo la decima pista o sui “danni colossali” dei lanciatori americani di razzii Himars i cui analoghi ( e probabilmente anche migliori) già figuravano a dozzine nell’esercito ucraino senza apportare nulla di decisivo alle operazioni militari, anche perché sono stati usati prevalentemente sulle popolazioni civili, come del resto accade anche adesso. Lasciamo che riescano ancora ad illudere i cittadini che i sacrifici economici e il disastro anche alimentare che si sta abbattendo su di loro servano alla maggior gloria dei nazisti perché intanto i russi martellano la Nato da tutte le parti, colpiscono depositi di munizioni e di armi ( comprese i razzi per i lanciatori Himars) tanto che solo ieri ne sono state distrutte 200 tonnellate), annientano le basi dove si radunano i mercenari, alias soldati della Nato sotto false spoglie e avanzano con metodo verso ovest infliggendo alle truppe ucraine fortissime perdite ogni giorno. Dunque l’invio continuo e massiccio di armi si rivela un enorme dispendio di soldi e un enorme rischio di guerra globale senza altra efficacia che aumentare il numero delle vittime civili fatte dai nazisti ucraini e di rallentare le operazioni, ma senza alcun effetto salvifico, solo qualche odiosa rappresaglia. La Russia ad ogni buon conto si sta preparando allo scontro globale e sta schierando due nuovi tipi di missili ipersonici entrambi con capacità nucleare, uno navale e uno con un raggio di azione di 5500 chilometri che può partire da un aereo ad alta quota e dunque avere un la possibilità di colpire obiettivi anche a grandissima distanza.

Benché le élite occidentali siano in massima parte costituite da gente di eccezionale modestia intellettuale e culturale (a questo si è risolto l’eccezionalismo americano) diventa sempre più chiaro anche a loro che la battaglia non può essere vinta attraverso l’Ucraina e che o il conflitto si estende all’intera Nato oppure si cerca di arrivare a colloqui di pace prima che diventi impossibile imbastire un qualunque di narrazione vittoriosa: tipo la Russia non è andata oltre il Donbass perché militarmente non ce la faceva più e dunque la Nato è riuscita a dare a Mosca una lezione. Insomma tutte queste fesserie che già prudono nelle dita dei comprati e dei venduti. E’ impossibile sapere se il Cremlino di accontenterà di questo e della Crimea in cambio però di un totale disarmo del resto dell’Ucraina e della sua neutralità perpetua: le cose sono andate troppo avanti e da troppo tempo perché Mosca possa fidarsi. In ogni caso bisogna fare presto sia perché l’inverno si avvicina e la Russia chiuderà i rubinetti dell’energia, sia perché ormai i guadagni territoriali si sono fatti più ampi rispetto all’inizio della campagna e a settembre il confine sarà al Dnieper sempre che i russi vadano piano. Comunque almeno l’Europa ha già cominciato a lanciare segnali se è vero che un prestito da 1,5 miliardi all’Ucraina, facente parte del “pacchetto” di 9 miliardi approvato ad aprile, è stato bloccato. Questo significa che qualsiasi altra dazione più alta di questa cifra non prenderà la strada di Kiev. Del resto anche gli Usa che finora hanno speso 54 miliardi di dollari, principalmente in armi, adesso stano entrando nel periodo elettorale e sembrano aver intenzione di chiudere i cordoni della borsa. Anche perché ‘Ucraina interessa poco agli americani e sta diventando un buco nero per risollevare il quale ci vorrebbero al minimo un triliardo di dollari.

In buona sostanza l’idea di abbattere la Russia lanciandogli contro il siluro ucraino si è rivelato un grave errore che adesso rischia di spaccare l’occidente e già oggi tutta la narrativa riguardo alle sanzioni si sta sciogliendo come un castello di sabbia quando si alza la marea: darsi martellate sui piedi per far male all’avversario non è più sostenibile e anche i più squallidi artifici retorici non stanno cominciando a mostrare la corda, la loro banale e meschina filigrana. Non so se un domani chi adesso sta impoverendo e affamando la popolazioni in base a folli prospettive e a una guerra fatta scoppiare in maniera criminale – rinunciando persino a mediare sulla base di accordi già sottoscritti – sarà portato davanti a tribunali penali come meriterebbe , ma di certo c’è già una chiara e inequivocabile condanna della storia che paradossalmente potrebbe anche essere più grave se alla fine quelli che hanno scatenato la guerra facessero finta di aver scherzato di fronte alla sconfitta. Ma temo per loro che la Russia non accetterà più compromessi.

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