L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 18 luglio 2022

L'Operazione militare speciale continua

17 Luglio 2022 15:49
Cosa succede in Donbass in questo momento? 
Reportage di Eliseo Bertolasi



Con la presa di Lisichansk agli inizi di luglio la Repubblica Popolare di Lugansk è arrivata fino ai confini storici della sua oblast’, di fatto, terminando la reintegrazione di quei territori che dal 2014 sono rimasti sotto il controllo dell’Ucraina.

Le Forze armate della Federazione Russa e le Forze armate della Repubblica di Lugansk hanno combattuto aspramente per la presa di questi territori, un’avanzata costante e metodica che con la presa del grande centro abitato di Severodonetsk si è poi trasformata in un fiume in piena che ha travolto in poco tempo Lisichansk e le ultime resistenze ucraine fino ai confini previsti.

Ma come appaiono ora questi centri abitati?

Nella città di Severdonetsk, dove il mese scorso si è letteralmente combattuto casa per casa, la situazione pare stabilizzata, tuttavia molti quartieri della città, ora deserti, sono stati distrutti. Intere file di alti caseggiati sono state sventrate dalle bombe e annerite dal fumo degli incendi.
I combattimenti si sono svolti a ridosso e nei cortili interni delle abitazioni civili, questo dato è facilmente rilevabile, basa osservare l’ubicazione delle postazioni e delle trincee dell’esercito ucraino abbandonate, distrutte dai colpi dell’artiglieria russa, di fatto adiacenti alle case.
In questa Operazione Speciale l’esercito russo congiuntamente alle Forze militari della DNR e della LNR si trova spesso a dover avanzare combattendo casa per casa quartiere per quartiere..

Non a caso la Federazione Russa continua a definire questo confronto con l’Ucraina – SVO (Spetsial’naya Voennaya Operatsiya) – Operazione Militare Speciale. “Guerra” significherebbe, almeno nel significato che lo stesso occidente attribuisce a questo termine, la distruzione totale e sommaria non solo d’intere città ma d’intere regioni mediante costanti e massicci bombardamenti aerei.



Nelle postazioni ucraine i soldati russi hanno rinvenuto una vasta gamma di armi fornite dall’Occidente all’Ucraina, in particolare missili anticarro, incluso il Milan e il Javelin.

Anche la città di Lisichansk, a causa dei combattimenti, presenta lo stesso livello di distruzione di Severodonetsk.

Ora le Forze armate della Federazione Russa e della LNR forniscono alla popolazione cibo, acqua e mezzi di sussistenza, la gente in fila si accalca intorno ai punti di distribuzione e con parole di commozione ringrazia i soldati russi e della LNR.

Secondo testimonianze prese sul posto, la gente di questi territori da molto tempo aspettava questo momento. Solo ora gli abitanti di Lisichansk, di Severodonetsk e di tutti gli altri insediamenti dove ora sventola la bandiera russa e della LNR realizzano che sta iniziando una nuova era: libertà di poter parlare il russo, la loro lingua madre senza subire discriminazioni e soprusi, libertà di poter ricominciare a vivere come in passato hanno sempre vissuto, onorando la propria storia, libertà di rendere omaggio ai propri eroi della “Grande Guerra Patriottica” e di poter ancora festeggiare il 9 maggio il “Giorno della Vittoria” sul nazifascismo.

La LNR è già stata completamente liberata dalla presenza dell’esercito ucraino, tuttavia una parte significativa dei territori della Repubblica Popolare di Donetsk sono ancora sotto il controllo dell’Ucraina.

La situazione a Donetsk è davvero tragica. La città quasi ogni giorno è sottoposta ai bombardamenti dell’esercito ucraino, vengono colpiti anche quei quartieri centrali e meridionali che di solito, in precedenza, non erano interessati dai bombardamenti. Ora, purtroppo, con l’impiego delle nuove armi che i paesi della NATO continuano a fornire a Kiev, tra cui gli obici da 155 mm, il raggio d’azione di tali ordigni copre abbondantemente tutta l’area metropolitana, anche oltre, fino a Makeevka.

L’esercito ucraino colpisce indiscriminatamente obiettivi civili, come: mercati, fermate degli autobus, negozi, ospedali, appartamenti, scuole.. Il bilancio delle vittime, tra cui bambini, e dei feriti si aggrava di giorno in giorno.

Il 13 luglio il capo della DNR Denis Pushilin in un incontro coi giornalisti, relativamente alla situazione ha riferito:

“Purtroppo, la situazione si sta sviluppando in modo tale che il nemico combatte principalmente non contro i nostri militari, né contro coloro che, nell’ambito dell’Operazione Speciale Militare stanno difendendo la DNR, ma combatte contro i civili. Tuttavia, le nostre unità stanno adottando tutte le misure necessarie per continuare la liberazione dei territori della DNR. Inoltre, al momento, gli sforzi alleati si sono già concentrati sulla liberazione del territorio della DNR, così come in precedenza le unità della DNR si sono concentrate sulla liberazione della LNR, incluse Severodonetsk e Lisichansk.

L’Operazione Speciale Militare continua. Sono sicuro che nel prossimo futuro si parlerà della completa liberazione del territorio della DNR”.

Sempre Denis Pushilin, parlando dell’effetto dei bombardamenti ucraini sulle Repubbliche di Lugansk e Donetsk ha precisato: “L’Occidente sta ora cercando di saturare l’Ucraina con armi che bombardano la DNR e la LNR da una distanza abbastanza seria, esse, infatti, possono arrivare ovunque. I proiettili con calibro di 152 e 155 mm sono abbastanza difficili da abbattere. Tuttavia, le nostre unità in un tempo abbastanza breve, nell’ambito del combattimento di controbatteria, hanno imparato ad affrontarle. Dall’inizio della SVO, se parliamo del territorio della DNR, hanno perso la vita 245 persone, di cui 16 bambini, 1.197 persone sono rimaste ferite. Circa altre 1.500 persone sono state ferite nei territori liberati. Certamente, se valutiamo questo armamento, è americano, francese e inglese. Quest’arma di grosso calibro provoca molti danni alle infrastrutture sociali e ha un impatto ancora più grave sulla popolazione civile”.

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