L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 luglio 2022

Per Speranza con la sua VIGILE ATTESA e tachipirina. Il realismo in Australia prende il sopravvento sulla narrazione covid. Via il passaporto degli inoculati, dato di fatto che non è servito ad arginare i contagi, ergo non ha funzionato, e che non è sostenibile per un Paese continuare ad applicare queste restrizioni che tagliano fuori dalla vita socio-economica una fetta della popolazione e che complicano enormemente di burocrazia e controlli anche la quotidianità dei vaccinati

L’Australia riapre ai no-vax: “pass vaccinale abolito perché non ha funzionato”. E’ servito solo a punire Djokovic
L'Australia abolisce il pass vaccinale: è servito soltanto a negare gli Australian Open a Djokovic, ma non ha funzionato e anzi ha provocato danni socio-economici enormi. Il Governo lo ammette e fa marcia indietro
Autore articoloA cura di Peppe Caridi
Data dell'articolo 4 Luglio 2022 12:53


Finalmente anche l’Australia abolisce il passaporto vaccinale: ieri il Ministro dell’Interno Clare O’Neil ha annunciato che il Governo ha cancellato le restrizioni in vigore modificando la legge sulla biosicurezza approvata nei mesi scorsi su consiglio del capo medico del Paese, Paolo Kelly. Da dopodomani, Mercoledì 6 Luglio, finalmente i turisti potranno entrare in Australia senza il passaporto vaccinale. Significa che anche i non vaccinati potranno tornare in Australia per la prima volta. Le ragioni della scelta vanno individuate nel dato di fatto che il passaporto non è servito ad arginare i contagi, ergo non ha funzionato, e che non è sostenibile per un Paese continuare ad applicare queste restrizioni che tagliano fuori dalla vita socio-economica una fetta della popolazione e che complicano enormemente di burocrazia e controlli anche la quotidianità dei vaccinati.

“Questa è un’ottima notizia per le famiglie che tornano a casa dalle vacanze scolastiche e non hanno più bisogno di utilizzare la DPD (Dichiarazione digitale del passeggero, ndr)” ha infatti detto O’Neil. “Man mano che sempre più persone viaggiano a livello internazionale e diventiamo più fiduciosi nella gestione del rischio di Covid, i nostri aeroporti stanno diventando sempre più affollati. La rimozione di questi requisiti non solo ridurrà ritardi nei nostri aeroporti, ma incoraggerà più visitatori e lavoratori qualificati a scegliere l’Australia come destinazione“.

Il passaporto vaccinale era stato introdotto a settembre ed è rimasto in vigore per oltre 6 mesi per i turisti o i lavoratori che per qualsiasi motivo dovevano/volevano entrare in Australia dall’estero, da quando il Paese ha deciso di riaprire le frontiere a dicembre 2021 dopo quasi due anni di lockdown totale con l’esterno. Emblematico il cado di Djokovic, a cui è stata negata la partecipazione agli Australian Open proprio perché non è vaccinato: il tennista è rimasto vittima della schizofrenia mediatica e governativa, ma oggi finalmente vede riconosciute le proprie ragioni. Dopo sei mesi, lui non ha fatto marcia indietro, il governo australiano sì.

Il passaporto vaccinale non ha funzionato neanche in Australia: proprio da quando è stato introdotto, il numero dei contagi, dei ricoveri e dei morti è cresciuto in modo eccezionale battendo tutti i record assoluti dall’inizio della pandemia, come possiamo osservare nei grafici di seguito.

Di fatto, quindi, l’Australia si arrende all’evidenza che con il Covid non si può far altro che convivere: l’abolizione del passaporto vaccinale arriva infatti in un momento di alta circolazione del virus e in uno dei picchi di mortalità più alti in assoluto dall’inizio della pandemia. Su cui, però evidentemente, le restrizioni basate sulla vaccinazione non hanno avuto alcuna efficacia.

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