L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 luglio 2022

Progetto Criminale dell'Euro, far usare a diciannove paesi una moneta sovranazionale che DELEGA la propria politica di scelte ad organi stranieri. La Sovranità data in appalto

La moneta sovrana non risolve tutti i problemi ma....
di Marco Cattaneo
15 luglio 2022

Siccome l’euro lo usano 19 paesi (dal 2023, 20 con la Croazia, good luck) e una duecentina di altri invece no, ovviamente tra gli altri 200+ qualcun altro ha qualche problema (di tipo economico, s’intende) pur disponendo della propria moneta.

Per cui ogni giorno si leggono articoli e commenti che parlano caso per caso dell’Argentina o della Turchia o del Venezuela o di qualcun altro e pensano di dire qualcosa d’intelligente formulando domande retoriche tipo “ma come ! guarda qui ! come lo spiegano questo i sovranisti ?”.

Caso per caso, le spiegazioni dei guai di questi paesi ci sono (vedi ad esempio qui e qui) e guarda un po’ tendono a ricollegarsi all’utilizzo di una moneta straniera. Mi preme però sottolineare un fatto molto più elementare ma non per questo sufficientemente compreso.

Usare la propria moneta è in primo luogo una questione di AUTODETERMINAZIONE NAZIONALE.

Con la MIA moneta, ho spazio per condurre politiche economiche decise e gestite DA ME, DI MIA INIZIATIVA.

Se invece uso una moneta che non emetto, che non gestisco, e che è sopravvalutata rispetto alle condizioni della mia economia, DIVENTO DIPENDENTE DA DECISIONI PRESE ALTROVE.

Se decido da solo sforzandomi di fare il mio interesse, posso sbagliare, certo, ma con ogni probabilità sono in grado di cambiare rotta, di correggere il tiro, e di superare tutta una serie di problemi.

Nell’altro caso, le decisioni mi vengono invece IMPOSTE DALL’ESTERNO. E chi sta all’esterno ha la non simpaticissima ma umana e comprensibile, e comunque inevitabile, tendenza a perseguire i SUOI interessi, e non i miei.

Per cui magari, guarda un po’, una situazione economica negativa dura da anni e anni, i “suggerimenti” provenienti dall’esterno non la risolvono, e più si cede potere meno le cose funzionano, e più qualcuno pretende che sia necessario cederne ancora di più.

Stiamo parlando della storia italiana degli ultimi 20-25 anni.

Una storia brutta, sgradevole, insensata, alimentata da avidità e ipocrisie.

Più brutta di quanto mi aspettassi quando è stato introdotto l’euro. E non mi aspettavo niente di buono.

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