L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 luglio 2022

Roubini non è Yellen e la recessione+inflazione=stagflazione esiste già!

LA RECESSIONE NON ESISTE PIU’!

Scritto il  alle 09:35 da icebergfinanza

Not A Recession - Mike Keefe Political Cartoon, 05/28/2008

Image source INTOON CARTOONS

Un mondo fantastico quello economico/finanziario, un mondo nel quale le regole le cambi ogni giorno a tuo piacimento, a seconda di come cambia il vento, soprattutto se serve a fottere il prossimo!

In molti mi chiedono perchè non parliamo dell’economia europea o italiana, quelle sono rane bollite, non serve aggiungere altro, la valanga principale arriverà dall’America.

Qualche agenzia di rating inizia a ritoccare il nostro outlook, ma chissenefrega, l’analisi di un bambino qualunque ha più valore, sono delle macchiette ormai.

Per quanto riguarda la situazione politica italiana, al momento opportuno diremo la nostra, nel frattempo solo gossip e niente altro sino al 25 settembre.

Ieri un’altra ondata di pessimi dati in arrivo dall’America che confermano le nostre visioni, la recessione è già iniziata ma loro la negano, vogliono cambiare le regole.

Quando le vecchie regole non ti piacciano, ti inventi la media mobile del tasso di disoccupazione, ti trovi un’economista a caso e citi la sua teoria.

Bernstein ha suggerito che la “crescita dell’occupazione e altri indicatori economici sono incompatibili con la recessione”. 

Ma alla Casa Bianca, agli economisti immaginari che la frequentano hanno mai spiegato che l’occupazione è un indicatore RITARDATO RITARDATO RITARDATO del ciclo economico?

E certo, nel caso che anche il secondo trimestre fosse negativo, non vale, le regole le decidiamo noi e i profit warning come quello di Walmart non valgono!

Perchè sai bellezza, la realtà non è bella come la fantasia!

Anche nonna Yellen che è stata governatrice della Fed, non vede alcuna traccia di recessione, nessun rischio, figurati se un segretario al Tesoro può raccontare la verità!

Dire qualcosa e un minuto dopo negarla è lo sport preferito di questi inutili personaggi.

Ovviamente non puoi dare del bugiardo a questa gente, ma per fortuna ci pensa la realtà!

Come dice il nostro Lance, ci sono alcuni errori nell’affermazione della Yellen. La produzione industriale sta crollando, come mostrato dal nostro indice composito della produzione economica, che comprende più di 100 punti dati del settore manifatturiero e dei servizi.

Inoltre, né il segretario al Tesoro Janet Yellen né l’amministrazione hanno avuto a che fare con la riduzione del disavanzo. Tale era solo una funzione della scadenza delle bollette di spesa in eccesso nel 2020 e nel 2021. Il disavanzo sta appena tornando alla sua tendenza lineare a lungo termine, come mostrato di seguito. Dato che la linea di tendenza continua a diminuire, ciò suggerisce che l’attuale amministrazione sta spendendo più dei suoi predecessori.

In particolare, quella massiccia ondata di spesa in deficit è ciò che ha guidato la massiccia ondata di crescita economica. La riduzione del disavanzo contribuirà a creare pressioni recessive.

 

Tuttavia, mentre la signora Yellen può ritenere che non vi sia alcun rischio di recessione, ci sono due indicatori che attualmente non sono d’accordo.

Il primo indicatore ovunque urla recessione, ovvero l’inversione della curva dei tassi,

… i migliori segnali di un inizio recessivo si verificano quando la maggior parte degli spread di rendimento diventa negativa contemporaneamente. Anche allora, possono passare diversi mesi prima che l’economia registri una recessione.

Attualmente, il mercato obbligazionario sconta la crescita economica più debole, il rischio di utili, le valutazioni elevate e un’inversione del sostegno monetario. (Nota il calo quasi verticale dei differenziali di rendimento multipli nelle ultime settimane.)

Storicamente, una recessione si verifica quando il 50% o più delle curve dei rendimenti tracciate si inverte, ogni volta.

Questa è solo storia

Attualmente, il 50% dei 10 spread che seguiamo sono invertiti. Pertanto, vale la pena prestare attenzione ai dati.

Tuttavia, vale la pena notare che  l’utilizzo della  “curva dei rendimenti”  come  strumento di “market timing”  non è saggio, ma ignorare completamente il messaggio è altrettanto sciocco.

Il secondo indicatore, storicamente la migliore misura di recessione, è il  tasso di variazione annuale a 6 mesi del Leading Economic Index (LEI)  . Come mostrato, quando il tasso di variazione a 6 mesi diventa negativo, ciò precede sia le recessioni a titolo definitivo che gli ambienti quasi recessivi.

Più loro negano e più noi abbiamo la certezza che siamo sulla strada giusta!

Ieri avremo scommesso qualunque cosa che le vendite di nuove abitazioni stavano crollando, insieme al record di persone che cancellavano i loro preliminari di acquisto.

Siamo a oltre il 17% in meno rispetto allo scorso anno, in continua discesa e iniziano ad aumentare i ritardi nei pagamenti delle rate dei mutui e i pignoramenti.

Revisioni negative in tutti e tre gli ultimi mesi, circa 90,000 case vendute in meno.

Rispetto al fantasioso aumento iniziale di maggio, poi rivisto sensibilmente al ribasso il crollo era del 15% in un solo mese.

Il numero di cantieri aperti in questi anni supera la grande bolla che precedette la crisi subprime, sarà una strage se non interviene il Governo e la Banca centrale americana, che ovviamente negano la realtà.

Come scrive Charlie, le vendite di nuove case negli Stati Uniti hanno raggiunto il minimo di 26 mesi a giugno, in calo del 43% rispetto al massimo del 2020. Tende ad essere un indicatore anticipatore per l’economia, le probabilità di recessione continuano ad aumentare.

Non solo ieri altri indicatori pessimi in arrivo dall’economia USA…

(ANSA) – NEW YORK, 26 LUG – La fiducia dei consumatori americana, misurata dal Conference Board, è scesa in luglio a 95,7, sotto le attese degli analisti che scommettevano su quota 97.

Nessuna fretta, oggi parla il solito Powell, vediamo se tra le righe suggerisce una pausa, ma preferisco di no, preferisco che continuino ad alzare i tassi il più possibile poi raccogliere i cocci.

https://icebergfinanza.finanza.com/2022/07/27/la-recessione-non-esiste-piu/

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