L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 luglio 2022

"Se la strategia è di somministrare booster ogni quattro mesi, finiremo probabilmente per avere problemi con la risposta immunitaria"

COVID
Ema: il richiamo del vaccino dopo 4 mesi può creare problemi alla risposta immunitaria

L'Agenzia Ue del farmaco frena sull'abuso di booster. E anche sulla necessità di nuovi vaccini contro le varianti

12 gennaio 2022

Marco Cavaleri, Ema

Avere troppa fretta nel rafforzare la campagna di vaccinazione al Covid-19 con richiami eccessivamente ravvicinati, potrebbe avere l'effetto opposto, ossia sovraccaricare la risposta immunitaria. Lo ha dichiarato Marco Cavaleri, il responsabile per la strategia sui vaccini dell'Ema, l'agenzia europea del farmaco.

L'Italia, come altri Paesi, ha fissato i richiami dopo 4 mesi dall'ultima dose. E la Grecia ha già predisposto l'avvio della quarta vaccinazione sul modello di quanto fatto da Israele. Misure su cui l'Ema, che riunisce gli esperti delle agenzie per i medicinali di tutti i 27 Paesi Ue, solleva qualche dubbio. "Sebbene l'uso di richiami aggiuntivi possa far parte dei piani di emergenza, le vaccinazioni ripetute a brevi intervalli potrebbero non rappresentare una strategia sostenibile a lungo termine", ha detto Cavaleri.

Secondo l'alto funzionario dell'Agenzia Ue, la somministrazione di booster ogni quattro mesi potrebbe comportare il rischio di sovraccaricare il sistema immunitario delle persone. "Se la strategia è di somministrare booster ogni quattro mesi, finiremo probabilmente per avere problemi con la risposta immunitaria" della popolazione, ha spiegato. Inoltre, si rischia di "affaticare" i cittadini, ha aggiunto.

I booster "possono essere somministrati una volta, o forse due, ma non è qualcosa che deve essere ripetuto costantemente. Dobbiamo pensare a come possiamo passare dall'attuale ambiente pandemico a un ambiente più endemico". I Paesi dovrebbero semmai iniziare a pensare a distanziare i richiami a intervalli più lunghi e sincronizzarli con l'inizio della stagione fredda così come avviene per i vaccini antinfluenzali, ha suggerito ancora Cavaleri.

L'Ema ha anche frenato sulla corsa all'aggiornamento dei vaccini contro le nuove varianti. Secondo Cavaleri, sono necessari più dati sull'efficacia dei vaccini esistenti contro le nuove varianti, nello specifico quella Omicron. “È importante che ci sia una buona discussione sulla scelta della composizione del vaccino per essere sicuri di avere una strategia che non sia solo reattiva, e cercare di trovare un approccio che sia adatto per prevenire varianti future", ha detto.


Nessun commento:

Posta un commento