L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 luglio 2022

Un po' di aria pulita, non se ne poteva proprio più. L'Occidente in Guerra con la Federazione Russa spera di trovare una scappatoia per l'economia/finanza che da da matti, non è sufficiente per gli Stati Uniti scaricare l'inflazione sul resto del mondo Occidentale

DRAGHI E LAGARDE: IL PIZZINO DELLA BCE!

Scritto il  alle 09:51 da icebergfinanza

Bella giornata davvero ieri, un po di aria pulita. Nessuna illusione per il futuro, il pizzino che ha presentato ieri la Lagarde sull’utilizzo dello scudo antispread la dice lunga su come l’Europa si sta preparando ad accogliere in autunno il nuovo governo italiano.

Aria pulita dicevo, personaggi come Speranza, DiMaio, Brunetta e Lamorgese, finiranno nella pattumiera della storia alle prossime elezioni.

Fine della commedia, occupiamoci di altro.

Ieri la Lagarde oltre ad un inutile e per nostra fortuna controproducente doppio aumento dei tassi, salendo da zero a 0,50%, ha annunciato il famigerato scudo anti spread.

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E meno male che la BCE non fa politica!

Di volta in volta…

Il Consiglio direttivo esaminerà un elenco cumulativo di criteri per valutare se le giurisdizioni in cui l’Eurosistema può effettuare acquisti nell’ambito del TPI perseguano politiche fiscali e macroeconomiche sane e sostenibili. … Questi criteri costituiranno un contributo al processo decisionale del Consiglio direttivo e saranno adattati dinamicamente ai rischi e alle condizioni da affrontare… 

… in parole povere, decideremo noi chi ci piace o no, quale governo o Paese salvare, come è successo con la Grecia o fate le riforme o tanti auguri.

Il MES riappare sullo sfondo delle prossime elezioni italiane. Quindi votate bene!

Ma la novità di ieri, è stata che per la prima volta nella storia, la BCE ha ammesso che l’euro, il cambio, la debolezza della moneta unica ( … che come ben sapete contribuisce ad importare inflazione ) è un problema.

Al punto che, in parte, la decisione di un aumento maggiore è dovuta appunto alla debolezza dell’euro.

In realtà il dollaro ha fatto spalluccie, la dichiarazione della Lagarde non è servita a nulla, l’euro prosegue il suo rimbalzo del gatto morto verso gli obiettivi specificati nell’ultimo manoscritto.

L’aggiornamento a livello cinematico della dinamica legata allo spread, suggerisce grande prudenza per le prossime settimane, con nuovi obiettivi elevati per il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco.

Nel frattempo ieri, altra batteria di pessimi dati in arrivo dall’America!

Le richieste di disoccupazione in America hanno raggiunto il massimo da 8 mesi!

La principale compagnia telefonica crolla in borsa perchè gli americani non possono permettersi di pagare le bollette telefoniche…

Il calo degli annunci di lavoro in America è appena iniziato, con il 94% degli Stati che presenta sempre meno opportunità.

Il secondo distretto manifatturiero americano, quello di Philadelphia è in caduta libera…

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Ordini…

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… e soprattutto prezzi pagati!

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Il mercato obbligazionario sta sempre più iniziando a prezzare la recessione, il picco sui tassi e sull’inflazione.

Manca poco alla svolta, il livello si sta avvicinando rapidamente.

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Da inizio anno abbiamo centrato 2 grandi obiettivi, la parità euro dollaro con una performance del dollaro superiore al 15% e l’avvertimento di uscire dai mercati azionari, ben prima dell’inizio della guerra, un crollo superiore al 20%. Non solo abbiamo “indovinato” anche che lo spread sarebbe salito oltre 250 punti e di conseguenza l’opportunità sui nostri bond. Tutto in tempi non sospetti, tutto testimoniato dal nostro OUTLOOK 2020.


https://icebergfinanza.finanza.com/2022/07/22/draghi-e-lagarde-il-pizzino-della-bce/

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