L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 agosto 2022

Ci volevate morti e siamo ancora qua

Dottor Steafano Manera

24 agosto 2022

 Ci hanno confinati per 2 anni a causa di un misterioso virus artificiale proveniente da non si sa bene dove.

Abbiamo subìto un lessico bellico e arruolati senza che lo volessimo in una battaglia contro un nemico invisibile.

Hanno negato cure valide ed efficaci lasciando che la popolazione finisse preda del panico portata via dalla febbre.

Chi faceva una corsetta da solo sulla spiaggia veniva inseguito dai droni e trattato come nemmeno Pablo Escobar.

Hanno costretto i nostri figli ad andare a scuola imbavagliati e a farli ammalare di ansia e attacchi di panico.

Hanno ritardato le cure a migliaia di pazienti oncologici.

Hanno speso milioni di euro per i banchi a rotelle.

Hanno imposto terapie geniche sperimentali e a noi oggi il compito di rimediare i sempre più numerosi effetti avversi senza saper bene come fare.

Gli scettici sono stati umiliati, molti sono stati derisi pubblicamente e altri sospesi e resi innocui.

Hanno costretto a pagare insopportabili pizzi per andare a lavorare.

I camerieri e i parrucchieri sono stati promossi a sceriffi controllori. 

Abbiamo compreso che il discorso “se non ti vaccini, ti ammali e muori” era una presa in giro istituzionale.

Ma ecco che quando tutto sembra “tornare alla normalità”, ops, scoppia un conflitto improvviso che ben presto sembra coinvolgere tutto il mondo.

Ci dicono che dobbiamo diventare tutti ucraini perché Putin è impazzito e vuole conquistare l'Occidente.

Proprio lui, che fino all’altro giorno dormiva nel letto del presidente del consiglio italiano.

Rieccoci ancora una volta, a stretto giro di boa, a dover subire un’emergenza, costretti a sventolare bandiere gialloblu dai balconi per non essere accusati di essere cattivi, a vedere magliette verdi da guardiacaccia sulla copertina di Vogue, obbligati ad apprezzare discorsi politici farneticanti che se no siamo nemici della democrazia.

“Fate meno docce!” gridano da una parte.

“Spegnete i condizionatori!” tuona ancora una volta l’uomo della presa in giro istituzionale di cui sopra.

Ma loro hanno già la soluzione: imporre sanzioni e inviare armi. 

Nel frattempo le bollette raggiungono cifre iperboliche e 1 litro di benzina costa quanto 1 litro di Sassicaia.

Il main stream la chiama “nuova normalità”, i “complottisti”, che comunque fino ad oggi ne hanno sbagliate davvero poche, lo definiscono “il grande reset”. 

“Andrà tutto bene” ci dicono loro, ma si comincia a parlare ufficialmente di “razionamenti” (il Presidente di Confindustria proprio ieri) e oggi arriva Macron tutto inamidato che in un accorato discorso alla nazione dice: “è finita l’era della spensieratezza.” 

Godetevi gli ultimi giorni d’estate perché l’inverno sarà lungo

da Telegram

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