L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 agosto 2022

Fuori l’Italia da NATO, UE, EURO, OMS

Elezioni politiche 2022: presentato al Senato il partito 'Italia Sovrana e Popolare'
AMDuemila 02 Agosto 2022

Gli interventi dei relatori alla conferenza stampa di presentazione


"Siamo in un momento in cui la Costituzione non è mai stata sfregiata come negli ultimi anni" e in cui non è "mai accaduto che il potere esecutivo mortificasse il Parlamento in questo modo". Sono state queste le parole del leader di 'Azione Civile' Antonio Ingroia durante la conferenza stampa di ieri in cui è stata annunciata la nascita del partito "Italia Sovrana e Popolare". La nuova piattaforma riunisce 15 organizzazioni sotto un unico simbolo accomunate dall'aspra critica all'agenda Draghi e dalla lotta contro le misure sanitarie adottate durante la stagione pandemica.
Della coalizione fanno parte Ancora Italia, Partito Comunista, Riconquistare l’Italia, Azione Civile, Rinascita Repubblicana, Comitati No Draghi e Italia Unita. La presentazione è avvenuta a Palazzo Madama. Erano presenti Igor Camilli del comitato No Draghi, Stefano d’Andrea di Riconquistare l’Italia, Francesco Nappi di Italia Unita, Francesca Donato di Rinascita Repubblicana, Marco Rizzo del Partito Comunista e Francesco Toscano di Ancora Italia ed il capo politico della coalizione, l’insegnante Giovanna Poloni. Presentandosi alla stampa, Nappi ha detto: “Per me è un onore essere qui e far parte di questo progetto. Sono veramente contento di aver aderito a questa coalizione: lotteremo perché questa Italia torni sovrana e popolare. Ma sono amareggiato e arrabbiato nel vedere ogni giorno questo Paese smembrato e svenduto alle multinazionali, alle banche, ai mercati finanziari; nel vedere i nostri nonni, che hanno lottato per la Costituzione e la libertà, che oggi stiamo cedendo, rovistare tra i cassonetti alla fine di un mercato per portare un po’ di cibo a casa; nel vedere le famiglie dormire nelle auto, vedere i bambini allontanati dalle famiglie per questioni economiche. Uno Stato vero, un governo vero aiuta i figli a rimanere in famiglia, non allontanandoli”.

Da sinistra: l'ex magistrato e avvocato, Antonio Ingroia, l'ex senatore Emanuele Dessì, e il segretario del partito comunista, Marco Rizzo © Imagoeconomica

Per porre rimedio il neo partito ha presentato un programma "rivoluzionario" a detta di Ingroia, "rispetto al nostro sistema e alla nostra Italia di oggi" in cui vi è una "crisi dei diritti sociali, costituzionali e di libertà" senza "precedenti nella storia repubblicana".
"Siamo qui anche per denunciare anche i tempi di questa campagna elettorale" ha detto Marco Rizzo, "tempi che sono talmente rapidi e assolutamente inusuali". Secondo Rizzo, le tempistiche ristrette e l'avvicinarsi del periodo feriale, sono la combinazione che farà sì che tutti "i partiti che sono presenti in Parlamento rimarranno tali e quali".
Partiti che, secondo Rizzo, "hanno compiuto il gesto più nefasto per il nostro Paese: cioè tutti, siano essi all'opposizione o nella maggioranza che sosteneva il governo Draghi, hanno votato le sanzioni e hanno votato" l'invio di armi in Ucraina "che è stata la causa per cui il nostro Paese non avrà più l'approvvigionamento energetico nei prossimi anni". Poi le critiche al governo Draghi e la previsione nerissima: "Quello che è successo con Draghi distruggerà il nostro Paese in autunno. Aumenti sull'energia che provocheranno licenziamenti, chiusura di piccole e medie come i ristoranti e i piccoli commercianti".

Igor Camilli © Imagoeconomica

La questione sulla giustizia

Ingroia, in un’intervista pubblicata su "MondoLiberOnlineNews", è tornato anche a parlare di giustizia. In particolare ha parlato della sua intenzione di annullare la riforma Cartabia: “Io mi batterò perché questa legge venga integralmente abrogata, e lo farò in Parlamento e fuori il Parlamento, perché se il Parlamento non l'abrogherà chiederemo agli italiani di approvare un referendum abrogativo della legge Cartabia che fra le sue norme ne ha una assurda”, fatta “probabilmente ad hoc contro la persona” e che impedisce “ad esempio al magistrato Nino Di Matteo di candidarsi alle prossime elezioni. Io dico sinceramente che se non ci fosse stata questa legge, avrei proposto Di Matteo a candidarsi per portare avanti il tema per il quale si sta battendo da anni: quello di continuare ad indagare sulla 'trattativa' Stato-Mafia, della vergogna degli accordi tra poteri legali e poteri criminali”.

Punti del programma politico

1) Fuori l’Italia da NATO, UE, EURO, OMS.

2) Stop all’invio di armi al regime ucraino e basta guerra e sanzioni alla Russia, bisogna ricostruire dei rapporti diplomatici. Archiviare la stagione dell’unipolarismo atlantista per approdare ad un mondo multipolare fondato sulla solidarietà e sovranità di stati affratellati.

3) Basta dittatura sanitaria e green pass. Nessun obbligo vaccinale. Attivazione di piani di medicina territoriale e di prossimità. Ristrutturazione generale della sanità pubblica e fine di ogni privatizzazione in questo settore.

4) Senza tregua nella lotta alla mafia, alla corruzione e alle organizzazioni criminali, fine del segreto di stato sulla stagione della stragi e sulle responsabilità interne ed internazionali nella strategia della tensione. Una vera riforma della giustizia dalla parte del popolo, con una magistratura non asservita ai poteri forti, a tutela delle ragioni dei più deboli.

5) Una assoluta attenzione ai temi del lavoro, azzerando tutta la legislazione relativa alla precarizzazione e agli attacchi al lavoro autonomo. Piena occupazione, salario minimo a 1200 euro, piano di manutenzione nazionale del territorio con forza-lavoro dal reddito di cittadinanza, socialità per invalidi con assegno minimo a 1000 euro, sviluppo del welfare per la famiglia come centro dell’azione sociale.

6) Siamo contro il politicamente corretto che cancella cultura e storia, così come siamo avversi alla mercificazione dei corpi usati spesso a discapito dei ceti popolari.

7) La difesa dell’ambiente non in senso propagandistico, ma seguendo realmente la filiera delle responsabilità del mercato globale.

8) Denuncia della sistematizzazione del terrore come strumento di governo dei popoli respingendo ogni ipotesi di transumanesimo, i cui prodromi sono stati sperimentati durante la gestione del Covid.

9) Insediamento commissione d’inchiesta parlamentare sulle scelte dei governi durante l’emergenza.

10) Una politica economica che riprenda la programmazione industriale e sociale improntata in senso antiliberista e popolare. Una attualizzazione della lotta di classe nel mondo disumano delle multinazionali.

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