L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 agosto 2022

Gli Stati Uniti si vergognano a dirlo ma sono direttamente coinvolti nella guerra Ucraina


Gli Stati Uniti direttamente coinvolti nelle ostilità in Ucraina

Francesco Ciotti 03 Agosto 2022

L’intelligence ucraina: “Per gli attacchi informazioni ricevute in tempo reale da Washington”

Mosca pronta a rompere le relazioni diplomatiche con gli USA. Anche l’Italia è cobelligerante

Emergono ancora elementi sul coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in Ucraina. A darne ulteriore conferma è il rappresentante della Direzione principale dell’Intelligence del ministero della Difesa ucraino Vadym Skibitsky che, intervistato dal Telegraph, ha rivelato come prima di lanciare attacchi missilistici utilizzando i sistemi HIMARS, Kiev coordini gli obiettivi direttamente con Washington. Gli ucraini, in sostanza, sarebbero guidati da “informazioni ricevute in tempo reale” e ciò si realizzerebbe utilizzando “un livello di consultazione tra i funzionari dell'intelligence di entrambi i paesi in vista del lancio di missili, che consentirebbe a Washington di fermare qualsiasi potenziale attacco se non sono soddisfatti del target prefissato” ha affermato Skibitsky.
Il funzionario non ha potuto rispondere se anche satelliti britannici e americani fossero stati utilizzati dalle forze armate ucraine durante i bombardamenti, ma ha espresso l'opinione che hanno "immagini molto buone". "Stiamo collaborando bene in questo settore con i nostri partner nel Regno Unito. Abbiamo ottimi legami con tutte le agenzie di intelligence correlate", ha concluso Skibitsky.
Per la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova, questa è l’ennesima conferma del coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto in posizione apertamente ostile nei confronti di Mosca. “La fornitura di armi è accompagnata non solo da istruzioni sul suo utilizzo, ma in questo caso svolgono la funzione di artiglieri nella loro forma più pura... Gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti, nient'altro deve essere noto. Sono pienamente coinvolti. Ora i rappresentanti di Kiev parlano del loro coinvolgimento militare non solo attraverso la fornitura di armi, ma attraverso gestione del personale nei ranghi delle forze armate ucraine, istruzioni dirette e scelta degli obiettivi", ha affermato la Zakharova, citata da RIA Novosti.
Il rappresentante ufficiale del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov si è spinto anche oltre e ha accusato direttamente l'amministrazione Biden di essere responsabile di tutti gli attacchi missilistici di Kiev contro aree residenziali e strutture che hanno causato la morte di civili.
“Nessun altro in Ucraina e nel mondo dovrebbe avere dubbi sul fatto che attacchi missilistici HIMARS su Novaya Kakhovka il 12 luglio, su Stakhanov il 17 luglio, su Krasny Luch il 24 luglio, dozzine di attacchi missilistici su Donetsk e, naturalmente, il 29 luglio nel centro di detenzione preventiva a Yelenovka, che ha ucciso 50 e mutilato 73 prigionieri di guerra ucraini, è stato pianificato dal regime di Zelensky e approvato da Washington”, ha dichiarato Konashenkov.
Per il capo della Repubblica Popolare di Donetsk (DPR) Denis Pushilin, si è trattato di un atto deliberato, poiché i militanti ucraini, compresi i nazionalisti che si nascondevano nello stabilimento Azovstal, avevano iniziato a testimoniare.

Anche l’Italia cobelligerante nel conflitto

In questo scambio congiunto di sensibili dati di intelligence, nemmeno il nostro paese si sottrae dall’essere pienamente coinvolto nel conflitto: droni americani P-8A “Poseidon” (comandati dal Muos di Niscemi), che con cadenza quasi quotidiana partono dalla base di Sigonella con missioni di spionaggio nel Mar Nero. La base di Sigonella, lo ricordiamo, è sotto il comando e il controllo di un distaccamento del Patrol Squadron 45 di US Navy appositamente trasferito in Sicilia da Jacksonville, Florida.
Una delle ultime missioni segnalate da itamilradar è datata 1° agosto e ha coinvolto un drone americano “FORTE10” (USAF Northrop Grumman RQ-4B, reg. 10-2046), partito da Sigonella intorno alle 06:00 ed è arrivato sul Mar Nero intorno alle 10:00 dello stesso giorno, restando in orbita nella parte occidentale.
A titolo di esempio sull’importanza strategica di questi sorvoli, il Times in data 20 aprile riportava che “un Boeing P8 era a meno di 100 miglia dal Moskva il giorno che l’incrociatore russo ha subito un danneggiamento catastrofico”. Se alleghiamo a questi dati le notizie sopra riportate, il quadro si fa certamente inquietante e potenzialmente drammatico rispetto al livello di cobelligeranza del nostro paese in quello che si misura già come uno scontro diretto tra potenze nucleari.

Russia pronta a rompere relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti

Ad esacerbare le relazioni diplomatiche tra le due superpotenze, già precipitate nel baratro più completo, si è aggiunto l’annuncio da parte delle autorità americane che Washington dichiarerà la Russia uno Stato che patrocina il terrorismo.
Come dichiarato oggi, sempre da Maria Zakharova, ciò significherebbe la rottura delle relazioni diplomatiche con gli Usa.
I legislatori hanno già approvato "tutte le sanzioni disponibili" contro la Russia e hanno constatato che, in generale, sono state "inefficaci", ragion per cui ora sembrano scommettere su "un'arma più potente", riferisce l'agenzia russa Tass. "Siamo pronti per qualsiasi sviluppo della situazione”, ha continuato la Zakharovae, “se Washington decide di interrompere del tutto l'interazione con Mosca, sopravviveremo", ha aggiunto la portavoce, segnalando che, se Washington farà questo passo, si potrebbe arrivare ad un "punto di non ritorno".

Le forze armate russe liquidano fino a 500 soldati ucraini

Secondo il ministero della Difesa russo fino a 500 soldati ucraini della 92ª brigata meccanizzata e un gran numero di equipaggiamenti militari sono stati eliminati da attacchi ad alta precisione delle forze aerospaziali russe negli insediamenti di Merefa e Chuguev nella regione di Kharkiv: "Fino a 500 nazionalisti della 92a brigata meccanizzata delle forze armate dell'Ucraina e una grande quantità di equipaggiamento militare furono liquidati negli insediamenti di Merefa e Chuguev, nella regione di Kharkiv, a seguito di attacchi di alta precisione da parte delle forze aerospaziali russe" ha affermato il dipartimento militare in un rapporto.

Attacco russo nella regione di Kherson causa 3 morti e 5 feriti

A seguito di attacco russo nella regione di Kherson, la portavoce del comando meridionale dell'esercito ucraino Natalia Humeniuk ha comunicato un bilancio di 3 morti e 5 feriti.
Il bombardamento è avvenuto mentre un autobus si stava dirigendo dal villaggio di Starosilya, attualmente sotto il controllo russo, alla città di Kryvyi Rih, controllata da Kiev. Humeniuk ha affermato che il veicolo è stato colpito da colpi di mortaio nei pressi del villaggio di Dovhove.

Foto © Imagoeconomica

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