L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 settembre 2022

e sarebbe strano che la NATO in una guerra non dichiarata con la Russia dove manda in Ucraina armi, ufficiali e soldati attraverso sotterfugi, possa riconoscere legittime le azioni del paese in cui è in guerra. La NATO è un'organizzazione violenta e aggressiva, i tanti bombardamenti umanitari sui civili della città di Belgrado, la destabilizzazione della Libia e l'invasione e conseguente fuga dall'Afghanistan dopo vent'anni di violenze, lo dimostrano ampiamente

Referendum russi: la condanna della Nato
23/09/2022 12:27



BRUXELLES\ aise\ - “Condanniamo con la massima fermezza il progetto di tenere i cosiddetti “referenda” sull'adesione alla Federazione Russa nelle regioni ucraine, controllate in parte dall'esercito russo. Come l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha riaffermato nella sua risoluzione "Aggressione contro l'Ucraina" adottata il 2 marzo 2022, nessuna acquisizione territoriale risultante dalla minaccia o dall'uso della forza sarà riconosciuta come legale”. Questa la posizione della Nato circa i “referendum” indetti da Putin nei territori ucraini occupati dall’esercito russo.
Gli alleati, ribadisce la Nato, “non riconoscono e non riconosceranno mai l'annessione illegale e illegittima della Crimea da parte della Russia. I referendum fasulli nelle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson non hanno legittimità e costituiranno una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite” dunque “gli alleati della NATO non riconosceranno la loro annessione illegale e illegittima. Queste terre sono l'Ucraina. Chiediamo a tutti gli Stati di respingere i palesi tentativi della Russia di conquista territoriale”.
Le decisioni russe, “compresa la mobilitazione militare parziale”, per la Nato “rappresentano un'ulteriore escalation nella guerra illegale della Russia contro l'Ucraina”. Gli Alleati continuano a “respingere la retorica nucleare irresponsabile della Russia”, Paese, si ribadisce, che “ha la piena responsabilità della guerra, dell'immensa sofferenza che sta causando al popolo ucraino, così come del costo della guerra, anche per il popolo russo ora mobilitato”.
“La Russia ha nelle sue mani la fine del conflitto”, si legge ancora nella dichiarazione. “La Russia deve immediatamente fermare questa guerra e ritirarsi dall'Ucraina”.
La Nato “riafferma il suo fermo sostegno all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti e al diritto intrinseco dell'Ucraina all'autodifesa”. Gli alleati “rimangono risoluti nel fornire supporto politico e pratico all'Ucraina mentre continua a difendersi dall'aggressione russa”.
La Nato, si legge infine nella dichiarazione, “è un'Alleanza difensiva e continuerà a lottare per la pace, la sicurezza e la stabilità nell'intera area euro-atlantica. Siamo uniti per difendere e proteggere ogni centimetro del territorio alleato”. (aise)

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