L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 21 settembre 2022

Gli Stati Uniti esportano inflazione in tutti i paesi che usano il dollaro per le loro transazioni e insieme a questa non faranno mancare la Recessione che avverrà a gogo

Roubini Mr. Doom paventa il peggio per economia Usa e mondiale. Ecco di quanto potrà crollare lo S&P 500
21 Settembre 2022 11:37

Un “vero hard landing”: una “recessione lunga e violenta” che colpirà l’economia Usa e globale alla fine del 2022 e che potrebbe durare per tutto il 2023, con la piaga dei debiti che provocherà la morte “di molte istituzioni zombie, famiglie zombie, banche e banche ombra zombie, paesi zombie“.

Mr Doom Nouriel Roubini non lascia via di scampo all’economia globale, prevedendo anche un crollo dell’indice S&P 500 ben superiore al 30%. “Perfino in una recessione stardand, lo S&P 500 potrebbe scendere del 30% – ha spiegato l’economista, presidente e amministratore delegato di Roubini Macro Associates, in un’intervista rilasciata a Bloomberg.

In un “vero hard landing”, che è lo scenario che Roubini prevede, l’indice potrebbe crollare del 40%. Riguardo al problema di quei debiti che affossano da anni le casse di vari stati nel mondo, ma anche i bilanci di aziende, famiglie, banche, Roubini spiega che l’aumento dei tassi (da parte delle diverse banche centrali impegnate nella lotta contro l’inflazione) e il conseguente balzo dei costi di finanziamento dei debiti provocherà per l’appunto la morte di molte istituzioni zombie.

Secondo l’economista, sia nelle fasi di mercati toro che di mercati orso, i livelli dei debiti globali zavorreranno l’azionario; e per la Fed di Jerome Powell, che tra l’altro proprio oggi si appresta a varare l’ennesima stretta monetaria aggressiva , cercare di riportare il tasso di inflazione al 2% senza provocare un hard landing sarà una “Mission Impossible”, una missione impossibile.

Per la giornata di oggi Roubini stima un aumento dei tassi sui fed funds Usa di 75 punti base; per le riunioni di novembre e di dicembre, l’outlook è di ulteriori strette di 50 punti base, che porterebbero i tassi a chiudere il 2022 all’interno di un range compreso tra il 4% e il 4,25%. Ma non finirà certo qui, avverte Mr. Doom.

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