L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 2 settembre 2022

Il Piano strategico degli Stati uniti è preciso e dettagliato. Euroimbecilandia deve essere impoverita. L'Alternativa c'è ed è l'EURASIA ma vale solo per i cervelli non bacati

Documento segreto: il suicidio europeo preparato a Washington



Gira dietro le quinte dell’informazione un documento datato 25 gennaio 2022 redatto dall’amministrazione americana, ma fortunosamente venuto alla luce, dal quale si evince che il piano di suicidio europeo ovvero per la distruzione dell’economia continentale a cominciare dalla Germania era uno degli scopi, se non il principale scopo della vicenda che si è sviluppata in Ucraina. Non sono in grado di garantire l’autenticità di tale documento, né se esso sia stato scritto da funzionari dell’ intelligence Usa o molto più probabilmente, come appare dalla stessa copertina, se sia stato prodotto dalla Rand corporation ( che del resto è di fatto parte dell’intelligence a stelle e strisce) la quale come sappiamo aveva elaborato già un preciso piano di come costringere la Russia ad un’azione miliare. In ogni caso si tratta di un’ analisi accurata di quanto sta avvenendo, suffragata dal fatto incontestabile che già ben prima dell’azione militare russa si erano messe a punto le strategie in primis per provocarla e poi per mettere in moto la macchina sanzionatori: la fornitura di armi a Kiev è stata presentata al Congresso Usa il 19 gennaio 2022, mentre il cancelliere Scholz ha affermato pubblicamente più volte che le sanzioni erano state preparate con largo anticipo. E nemmeno si è accorto di aver fatto per questo la figura dell’idiota storico visto che tali sanzioni hanno colpito molto più l’Europa che la Russia, come era stato previsto e preparato a Washington

Dunque vale la pena leggere un documento che in ogni caso è un ottimo riassunto del suicidio assistito dell’Europa che si direbbe il principale obiettivo dell’operazione

25 gennaio 2022

Riservato

Distribuzione: WHCS, ANSA, Dipartimento di Stato, CIA, NSA, DNC

riepilogo
Indebolimento della Germania, dell’Europa, rafforzamento degli Usa

Lo stato attuale dell’economia statunitense indica che essa non possa funzionare senza un supporto finanziario e materiale esterno. Le politiche di allentamento quantitativo, a cui la Fed ha fatto ricorso regolarmente negli ultimi anni, così come l’emissione incontrollata di contanti durante i blocchi Covid del 2020 e 2021, hanno portato a un forte aumento del debito estero e a un aumento dell’offerta di dollari. Il continuo deterioramento delle condizioni economiche comporterà molto probabilmente una perdita della posizione del Partito Democratico al Congresso e al Senato nelle prossime elezioni del novembre 2022. In queste circostanze, un procedimento di impeachment nei confronti del Presidente non può essere escluso e deve essere evitato a tutti i costi. C’è dunque un urgente bisogno di risorse per affluire nell’economia nazionale, in particolare nel sistema bancario. Solo i paesi europei vincolati dagli impegni dell’UE e della NATO potranno fornirceli senza significativi costi militari e politici.

L’ostacolo principale è la crescente indipendenza della Germania. Pur essendo ancora un paese con una sovranità limitata, da decenni si è costantemente mosso verso l’eliminazione di tali limitazioni e diventando uno stato completamente indipendente. Questo movimento è lento e attento, ma costante. L’estrapolazione mostra che l’obiettivo finale può essere raggiunto solo in pochi decenni. Tuttavia, se i problemi sociali ed economici dovessero aggravarsi negli Stati Uniti, il ritmo potrebbe accelerare in modo significativo. Un altro fattore che contribuisce all’indipendenza economica della Germania è la Brexit. Con l’abbandono delle strutture dell’UE da parte del Regno Unito, abbiamo perso un’importante opportunità di influenzare la negoziazione delle decisioni intergovernative. È la paura della nostra reazione negativa che determina in gran parte il ritmo relativamente lento di questi cambiamenti. Se un giorno lasciamo l’Europa, ci sono buone possibilità per Germania e Francia di raggiungere un pieno consenso politico. Allora l’Italia e altri paesi della vecchia Europa – in particolare gli ex membri della CECA – potrebbero aderire a determinate condizioni. La Gran Bretagna, che attualmente non fa parte dell’Unione Europea, non sarà in grado di reggere da sola le pressioni del duo franco-tedesco. Se si verifica questo scenario, l’Europa diventerà un concorrente non solo economico ma anche politico degli Stati Uniti. Inoltre, se gli Stati Uniti sono afflitti da problemi interni per un periodo di tempo, la vecchia Europa sarà in grado di resistere più efficacemente all’influenza dei paesi dell’Europa orientale orientati agli americani.

Vulnerabilità nell’economia tedesca e europea

Se la Germania entra in una crisi economica controllata, è prevedibile un aumento del flusso di risorse dall’Europa agli Stati Uniti. L’attuale modello economico tedesco poggia su su un accesso illimitato alle risorse energetiche russe a basso costo perciò un’interruzione delle forniture russe potrebbe innescare una crisi sistemica che sarebbe devastante per l’economia tedesca e indirettamente per l’intera Unione Europea. Anche il settore energetico francese potrebbe presto incontrare grossi problemi. La prevedibile cessazione delle forniture di combustibile nucleare controllate dalla Russia, unita alla situazione instabile nel Sahel, porrebbe il settore energetico francese in una dipendenza critica dai combustibili australiani e canadesi (la Russia controlla il 50 per cento del mercato mondiale dei combustibili per reattori Ndr).

Una crisi controllata

A causa dei vincoli della coalizione, la leadership tedesca non ha il pieno controllo della situazione nel paese. Grazie alle nostre azioni precise, è stato possibile impedire la messa in servizio del gasdotto Nord Stream 2, nonostante la resistenza dei lobbisti dell’industria siderurgica e chimica. Tuttavia, il drammatico deterioramento del tenore di vita potrebbe spingere la dirigenza tedesca a riconsiderare le proprie politiche e tornare all’idea di sovranità europea e autonomia strategica.

L’unico modo possibile per garantire il rifiuto della Germania delle forniture energetiche russe è coinvolgere entrambe le parti nel conflitto militare in Ucraina. La nostra ulteriore azione in quel paese porterà inevitabilmente a una risposta militare dalla Russia. Naturalmente, i russi non potranno ignorare la massiccia pressione esercitata dall’esercito ucraino sulle repubbliche non riconosciute del Donbass. Ciò consentirebbe di dichiarare la Russia un aggressore e di applicare l’intero pacchetto di sanzioni precedentemente preparato contro il Paese.

Da parte sua, Putin potrebbe decidere di imporre contro-sanzioni limitate, principalmente contro le forniture energetiche russe all’Europa. Quindi il danno per i paesi dell’UE sarà abbastanza paragonabile a quello per i russi e in alcuni paesi, in particolare la Germania, sarà maggiore. Il prerequisito perché la Germania cada in questa trappola è il ruolo guida dei partiti verdi e dell’ideologia in Europa. I Verdi tedeschi sono un movimento fortemente dogmatico, se non zelante, il che rende abbastanza facile convincerli a ignorare le argomentazioni economiche. Da questo punto di vista, i Verdi tedeschi sovra performano i loro omologhi nel resto d’Europa. Le caratteristiche personali ( qui, come si evince da altre parti del documento integrale, si fa riferimento alla scarsa intelligenza dei personaggi Ndr) e la poca professionalità dei loro capi – su tutti Annalena Baerbock e Robert Habeck – suggeriscono che è quasi impossibile per loro ammettere in tempo i propri errori.

Quindi, plasmare rapidamente l’immagine mediatica della guerra aggressiva di Putin sarà sufficiente per trasformare i Verdi in ardenti e incalliti sostenitori delle sanzioni, un “partito della guerra”. In questo modo il regime sanzionatorio può essere introdotto senza ostacoli. La mancanza di professionalità degli attuali dirigenti non consentirà un contraccolpo in futuro, anche se gli effetti negativi delle politiche scelte diventeranno abbastanza evidenti. I partner della coalizione di governo tedesca dovranno semplicemente seguire i loro alleati, almeno fino a quando il peso dei problemi economici non supererà la paura di provocare una crisi di governo.

Ma anche se SPD e FDP sono disposti a prendere posizione contro i Verdi, la capacità del prossimo governo di normalizzare le relazioni con la Russia abbastanza rapidamente sarà notevolmente limitata. Il coinvolgimento della Germania nelle forniture di armi e armamenti su larga scala all’esercito ucraino creerà inevitabilmente una forte sfiducia nella Russia, il che renderà il processo negoziale piuttosto lungo.

Conseguenze previste

Una riduzione delle forniture energetiche russe – idealmente un arresto completo di queste forniture – avrebbe conseguenze catastrofiche per l’industria tedesca. La necessità di deviare quantità significative di gas russo per il riscaldamento invernale delle case e delle strutture pubbliche aggraverà ulteriormente le carenze. Le chiusure delle aziende industriali porteranno a carenze di componenti e pezzi di ricambio per la produzione, al crollo delle catene logistiche e, infine, ad un effetto domino. Nei più grandi impianti dell’industria chimica, metallurgica e dell’ingegneria, è probabile che si fermi completamente, poiché non hanno praticamente capacità inutilizzata per ridurre il consumo di energia. Ciò potrebbe portare alla chiusura delle aziende a ciclo continuo, il che significherebbe la loro distruzione.

Le perdite cumulative dell’economia tedesca possono essere stimate solo approssimativamente. Anche se la riduzione delle forniture russe è limitata al 2022, le conseguenze dureranno per diversi anni e le perdite totali potrebbero raggiungere i 200-300 miliardi di euro. Non solo questo infliggerà un colpo devastante per l’economia tedesca, ma l’intera economia dell’UE crollerà inevitabilmente. Non stiamo parlando di un rallentamento della crescita economica, ma di una recessione prolungata e di un calo del PIL nella sola produzione fisica del 3-4 per cento all’anno nei prossimi cinque-sei anni. Una tale caduta porterà inevitabilmente al panico nei mercati finanziari e forse li farà crollare.

L’euro cadrà inevitabilmente e molto probabilmente irrevocabilmente al di sotto del dollaro. Un forte calo dell’euro comporterà di conseguenza la sua vendita in tutto il mondo. Sta diventando una valuta tossica e tutti i paesi del mondo ridurranno rapidamente la propria quota di riserve valutarie. Questo divario sarà riempito principalmente con dollari e yuan. Un’altra conseguenza inevitabile di una prolungata recessione economica sarà un forte calo del tenore di vita e l’aumento della disoccupazione (fino a 200.000-400.000 nella sola Germania), che porterà a una fuga di cervelli e giovani ben istruiti. Non ci sono letteralmente destinazioni per tale migrazione oggi oltre agli Stati Uniti. Da altri paesi dell’UE è prevedibile un flusso migratorio un po’ più contenuto, ma anche non trascurabile.

Lo scenario esaminato contribuirà quindi sia indirettamente che direttamente al rafforzamento della situazione finanziaria nazionale. Nel breve termine, invertirà la tendenza dell’incombente recessione economica e, inoltre, consoliderà la società americana distogliendola dalle preoccupazioni economiche immediate. Questo a sua volta ridurrà il rischio nelle elezioni.

A medio termine (4-5 anni), i vantaggi cumulativi della fuga di capitali, del riallineamento dei flussi logistici e della riduzione della concorrenza nei settori chiave potrebbero ammontare a 7-9 trilioni di dollari. Purtroppo anche la Cina dovrebbe beneficiare di questo scenario di sviluppo nel medio termine. Allo stesso tempo, la forte dipendenza politica dell’Europa dagli USA ci permette di neutralizzare efficacemente i possibili tentativi dei singoli Stati europei di avvicinarsi alla Cina.

Non credo ci sia bisogno di un ulteriore commento né di sottolineare come ciò che viene detto per i politici tedeschi vale a maggior ragione per quelli italiani che ci stanno massacrando per un’infame paghetta del padrone.

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