L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 24 settembre 2022

Il Sistema mafioso massonico politico incistato nelle istituzioni non farà la guerra a se stesso


Nicola Gratteri: le mafie al Nord non sono infiltrate ma radicate

AMDuemila 23 Settembre 2022

L’allarme del procuratore di Catanzaro: “La crisi energetica può aumentare la loro presenza”

"La mafie sono molto presenti al Nord, soprattutto nelle aree ricche come l'Emilia-Romagna, la Lombardia e il Veneto, perché è molto più facile mimetizzare la ricchezza in queste zone ed è anche un buon investimento. Le mafie sono radicate al Nord, non sono infiltrate. Se non si fanno riforme proporzionate alle realtà criminali, se non si alza l'asticella perché diventi non conveniente delinquere continueremo solo a parlarci addosso". Così il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, a margine della tavola rotonda su legalità e sicurezza organizzata dalla Uil a Bologna. Per il magistrato si parla di riforma della giustizia e di mafia "solo quando c’è il morto a terra, ma noi di morti a terra per mano mafiosa ne vedremo sempre meno, perché le mafie sono qui per vendere cocaina e con quei soldi comprare tutto ciò che è in vendita". La crisi energetica, secondo il procuratore, può aumentare la presenza delle mafie al Nord, "perché molti con la crisi non ce la faranno e dovranno svendere ciò che hanno a prezzi da outlet". E a chi gli chiede se il prossimo ministro della Giustizia dovrà segnare una svolta nell'azione di questo dicastero Gratteri risponde: “Ce lo auguriamo, ci auguriamo ci sia la volontà e il coraggio di creare nel rispetto della Costituzione un sistema proporzionato a questa realtà criminale, altrimenti non andremo da nessuna parte".

Foto © Deb Photo

Nessun commento:

Posta un commento