L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 settembre 2022

La NATO ha abbagliato alla porta della Russia. Quello che è ancora più grave e che continua imperterrita a farlo quotidianamente. Gli atti terroristici ai gasdotti Nord Stream ne sono la conferma. Come sempre gli Stati Uniti lanciano il sasso e nascondono la mano. È l'unico stato al mondo che ha bombardato volutamente due città inerme Hiroshima e Nagasaki

Papa Francesco: “Nato ha abbaiato alla porta di Russia”/ “Ora Terza Guerra Mondiale”
Pubblicazione: 29.09.2022 - Chiara Ferrara
Papa Francesco parla delle origini della guerra in Ucraina: “La Nato ha abbaiato alla porta della Russia, ora ci ritroviamo in conflitto mondiale”

Papa Francesco, Udienza Generale (LaPresse, 2022)

Papa Francesco ha le idee chiare in merito a ciò che è alla base della Guerra in Ucraina: “Perché il conflitto non è stato evitato?”, si è domandato il Pontefice nel corso di una intervista a Civiltà Cattolica. L’ombra di ciò che è accaduto, d’altronde, era evidente ormai da tempo. “Ci sono fattori internazionali che hanno contribuito a provocare la guerra”.

In tal senso, una previsione funesta lo aveva coinvolto in prima persona. “Ho già ricordato che un capo di Stato, a dicembre dello scorso anno, è venuto a dirmi di essere molto preoccupato perché la Nato era andata ad abbaiare alle porte della Russia senza capire che i russi sono imperiali e temono l’insicurezza ai confini. Lui ha espresso paura che ciò avrebbe provocato una guerra, e questa è scoppiata due mesi dopo”. Il Santo Padre dopo di ciò ha provato ad intervenire, ma non è servito. “Il giorno dopo l’inizio della guerra sono andato all’Ambasciata russa. Si è trattato di un gesto inusuale: il Papa non va mai in Ambasciata. Ho detto all’ambasciatore che avrei voluto parlare con il presidente Putin purché mi lasciasse una piccola finestra di dialogo”. Ma non è servito.

Papa Francesco: “Nato ha abbaiato alla porta di Russia”. I timori su una guerra internazionale

Ora, Papa Francesco, come ha ammesso nel corso dell’intervista a Civiltà Cattolica, teme seriamente che il conflitto possa ampliarsi. “Qualcuno dice, ad esempio, che la guerra civile spagnola è stata fatta per preparare la Seconda guerra mondiale. Non so se sia davvero così, ma potrebbe esserlo. Non dubito, però, che stiamo già vivendo la Terza guerra mondiale”. E ad avere la peggio, come di consueto, sono sempre i più deboli. “Nelle guerre a soffrire è il popolo, la gente. A pagare è la povera gente, come sempre. E questo genera odio”.

È per questo motivo che il Pontefice ha lanciato un appello a liberare i cuori dall’odio. “Chi fa la guerra dimentica l’umanità e non guarda alla vita concreta delle persone, ma mette davanti a tutto interessi di parte e di potere”, ha concluso.

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