L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 settembre 2022

L'Europa è parte attiva della guerra e questa presto molto presto presenterà il conto a tutti gli attori. Le foglie di fico dietro cui ci si nasconde cadranno una a una

Polonia, camionisti bloccati al confine con la Polonia. In coda da oltre tre giorni

Di Debora Gandini • ultimo aggiornamento: 07/09/2022

Camionisti bloccati al confine polacco - Diritti d'autore JANEK SKARZYNSKI/AFP or licensors

Decine di camion bloccati sulla strada vicino al confine con la Polonia. Immagini visti più volte in questi mesi da quando è scoppiato il conflitto in Ucraina. Qui ogni giorno centinaia di mezzi carichi di merci destinata all’esportazione restano bloccati.

Questa settimana la fila di camion ha raggiunto i 45 chilometri al checkpoint di Yagody. I controlli doganali sul lato polacco sono molto lenti e i camionisti sono esausti.

Valentin ci racconta che sono li in attesa da tre giorni. “Siamo stanchi delle code, molta gente va sulla "corsia di sinistra" , sono nostri colleghi, la polizia non dice nulla e li lascia passare alla fine. Sono stanco, devono prendere delle misure per rimuovere queste code e far funzionare il confine più velocemente".


Per far passare il tempo, c’è chi cucina, chi si riposa, chi si rinfresca e si lava. In molti si domandano cosa trasportano quei camion se il commercio marittimo è stato sbloccato.

Mykola ci risponde che loro trasportano prodotti - girasole, olio, grano - tutto ciò che non è consentito far passare attraverso il Mar Nero".

Tra un caffè e un the, questi camionisti possono solo aspettare. Forse altri due o tre giorni. Dall'altra parte del confine, la situazione non è migliore. Nei giorni scorsi hanno bloccato il confine per chiedere che i controlli siano accelerati e che sia fornito un servizio migliore 24 ore su 24.

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