L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 7 settembre 2022

L'Olanda tra speculazione ed elusione fiscale si ingrassa sulle spalle degli euroimbecilli, altro che Russia

Gas, a speculare davvero è l’Olanda: quanto sta guadagnando



I rincari energetici sono sotto gli occhi di tutti. Le fatture sono aumentate ora di 5, ora di 10 volte rispetto al 2021.

L’Unione europea vuole fare qualcosa da mesi ma per ora nulla di concreto. Ad oggi però l’unico evento degno di nota è la convocazione di un Consiglio “Energia” straordinario per il prossimo 9 settembre, il quale discuterà di un tetto al prezzo del gas tutto da definirsi nei suoi dettagli tecnici.

Se tutte le dita sono puntate verso la Russia di Putin, in realtà il nemico lo abbiamo “in casa“. O meglio, dentro l’Unione europea. Vale a dire l’Olanda, che sta speculando non poco sui prezzi del gas.

Come l’Olanda sta speculando sul gas

Come riporta StartMag, la bilancia commerciale dell’Olanda sta brillando grazie all’aumento dell’export di quei prodotti che – nei primi 5 mesi del 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021 – è stato pari al 128%. Tradotto in soldoni: da 20 a 45 miliardi.

Nei mesi in cui tutti gli altri 26 Paesi vedevano peggiorare la loro bilancia commerciale intra UE, l’Olanda faceva il botto verso i partner dell’Unione. Il tutto, considerando pure che nel primo semestre 2022, i volumi complessivi esportati sono diminuiti del 20%. Ma i profitti, grazie al rincaro dei prezzi, per il paese dei mulini e dei tulipani, sono addirittura decuplicati.

Questo spiega anche l’incredibile ritardo del governo olandese nella presentazione del Recovery Plan nazionale, avvenuta solo l’8 luglio scorso ed ora in valutazione da parte della Commissione. Un ritardo ancora più ingiustificabile considerando che, a fronte di decine di miliardi di maggiori introiti scaturiti dal mercato del gas, sono stati richiesti allo stato olandese 4,7 miliardi di sussidi.

Insomma, l’Olanda ci dà lezioni ma sottobanco specula non poco. Un paese, come abbiamo già scritto qui, che sta speculando pure grazie all’elusione fiscale. Diventando un Paradiso fiscale nel cuore del vecchio continente.

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