L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 settembre 2022

Prima i popoli

A Praga 70 mila in piazza contro la Nato e le sanzioni a Mosca

Manifestazione di protesta contro il governo Fiala al grido “prima la Repubblica Ceca”, che avrà la prossima presidenza di turno Ue e ospiterà il vertice dei leader il 6 e 7 ottobre

aggiornato alle 00:0304 settembre 2022

© Lukas Kabon / Anadolu Agency / Afp
- Un manifestante a Praga

AGI - Circa 70mila persone (dati della polizia) hanno chiesto a Praga le dimissioni del governo conservatore ceco, accusandolo di sottomissione all'Unione Europea, e hanno protestato contro la Nato e le sanzioni imposte Russia per la sua invasione dell'Ucraina.

I manifestanti, chiamati dai partiti di opposizione e da altre organizzazioni, hanno chiesto la neutralità nella guerra in Ucraina, dove l'Esecutivo di Praga ha adottato una chiara posizione di sostegno politico e militare a Kiev.

Sul podio della centralissima piazza Venceslao, nella capitale, si sono avvicendati rappresentanti di formazioni extraparlamentari comuniste, euroscettici e ultranazionalisti. Tra i relatori, c'era chi ha chiesto di "liberarsi dalla sottomissione politica all'Ue, all'Organizzazione Mondiale della Sanità e all'Onu".

I manifestanti, riuniti sotto lo slogan "Repubblica Ceca Prima", hanno protestato anche contro la Nato, di cui il Paese è membro, e chiesto la fine delle sanzioni imposte dall'Ue a Mosca per la sua aggressione all'Ucraina; e sollecitato forniture di gas a basso costo dalla Russia, protestando contro i prezzi elevati dell'energia.

La Repubblica Ceca ha la presidenza di turno dell'Ue e il prossimo vertice dei leader si terrà proprio a Praga il 6-7 ottobre.

Il premier, Petr Fiala, ha ricordato in Parlamento, rispondendo a una mozione di sfiducia venerdì, che la Repubblica Ceca ha concesso i visti a circa 410.000 ucraini fuggiti dalla guerra, di cui oltre 100.000 sono integrati nel mercato del lavoro.

Fiala ha definito la manifestazione "filo-russa" e ha detto che fa parte di una campagna di disinformazione: la marcia, ha aggiunto il leader conservatore, e' stata organizzata da forze "di orientamento filorusso, vicine all'estremismo e contrarie agli interessi della Repubblica ceca".

"Questi slogan e l'interpretazione dei fatti coincidono con la posizione russa e, a mio avviso, non corrispondono agli interessi della Repubblica Ceca".

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