L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 settembre 2022

Scripta Manent - Gli europei si combattano fra loro per pezzi di terra e le loro risorse. Ieri ladri oggi vittime, i popoli buoni solo come carne da cannone per far arricchire le classi dirigenti

La guerra dei sette anni. Riassunto


05Ago, 2022di Giulia Bianchi

La Guerra dei Sette Anni (1756-1763) fu la prima guerra globale combattuta In Europa, India e America.

La Guerra dei Sette Anni contrappose un’alleanza composta dalla Gran Bretagna, dalla Prussia e dall’elettorato di Hannover, contro l’alleanza di Francia, Austria, Svezia, Sassonia, Russia e infine Spagna. La guerra fu guidata dalla rivalità commerciale tra la Gran Bretagna e la Francia e dall’antagonismo che si sviluppò tra la Prussia, alleata della Gran Bretagna, e l’Austria, alleata della Francia.

Sul suolo europeo, la Gran Bretagna inviò diverse truppe per aiutare il suo alleato, la Prussia, letteralmente circondata da nemici. Ma l’obiettivo principale della guerra britannica era distruggere la Francia come rivale commerciale e così le mosse della Gran Bretagna si concentrarono sull’attacco alla Marina francese e soprattutto sulla distruzione delle colonie francesi d’oltremare, in America.

La Francia, in quel momento, era impegnata a combattere per difendere il suo alleato, l’Austria e aveva dunque poche risorse militari a disposizione per la protezione delle sue colonie.

Le ostilità in Nord America

Le attività iniziarono nel 1754 nella valle dell’Ohio, il cui possesso era stato rivendicato sia dai francesi che dagli inglesi. I francesi avevano costruito delle fortificazioni per rafforzare la loro presenza e in risposta il governatore della Virginia, allora colonia britannica, inviò il colonnello George Washington sulla frontiera dell’Ohio. Washington tese un’imboscata ad un piccolo distaccamento francese ma venne poi sconfitto dall’arrivo dei rinforzi.

Anche se la guerra non era stata ancora dichiarata ufficialmente, gli inglesi pianificarono un assalto contro le colonie d’Oltremare francesi. Il maggiore generale Edward Braddock e due reggimenti furono inviati in America, mentre altri reparti militari vennero rapidamente addestrati e inviati nelle colonie per lanciare un attacco su quattro fronti. Venuti a sapere di questi movimenti, i francesi ordinarono a 6 battaglioni al comando del Barone Armand Dieskaue di rafforzare Louisbourg e il Canada.

Le prime vittorie francesi

Nell’aprile del 1756, nuove truppe francesi arrivarono in Canada, assieme ad un nuovo comandante, il marchese De Montcalm. Il mese successivo, la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Francia. La strategia del Comandante in Capo francese, il marchese de Vaudreuil, era di mantenere gli inglesi sulla difensiva il più lontano possibile dagli insediamenti canadesi. Vaudreuil conquistò il forte Oswego, di proprietà britannica, sul Lago Ontario nel 1756, ottenendo il pieno controllo della Regione dei grandi laghi. Nell’agosto del 1757, i francesi conquistarono anche il forte William Henry sul lago George.

Nel frattempo, canadesi ed indigeni attaccarono gli insediamenti di frontiera americani. Questi ultimi non riuscirono a far fronte agli attacchi, cosìcchè la Gran Bretagna fu costretta ad inviare oltre 20.000 soldati nelle colonie, mentre la maggior parte della Marina Britannica fu impegnata a bloccare i porti francesi.

La strategia francese si basava sull’utilizzo di un piccolo esercito, aiutato dai canadesi e dagli indigeni, per bloccare la maggior parte delle forze militari britanniche all’interno del territorio, proteggendo così le colonie più preziose, come quella della Guadalupa, dagli attacchi.

La guerra cambia: le vittorie britanniche

Nel 1758, l’andamento della guerra si capovolse contro i francesi e gli inglesi lanciarono diversi importanti attacchi alle postazioni dei nemici. A luglio, il generale britannico James Abercrombie, con oltre 15.000 soldati britannici e americani, attaccò Fort Carillon, sconfiggendo il nemico con perdite minime.

In estate, gli inglesi lanciarono con successo un attacco anfibio a Louisburg, il che permise alle navi britanniche di raggiungere il fiume San Lorenzo. In agosto, gli inglesi distrussero Fort Frontenac, privando i francesi di un’importante quantità di rifornimenti per le truppe disposte sul fronte occidentale.

L’avanzata britannica pareva inarrestabile, tanto che gli alleati indigeni della Francia nella regione dell’Ohio decisero di fare una pace separata con gli inglesi, costringendo i francesi ad abbandonare le loro postazioni.

Nel 1759, gli inglesi conquistarono la Guadalupa nei Caraibi e con questa nuova base operativa organizzarono tre campagne militari contro le fortificazioni francesi sulla terraferma. Due eserciti britannici avanzarono sul Canada, mentre un terzo catturò la zona di Niagara. Nel frattempo, la Royal Navy britannica, guidata da James Wolf con 9000 uomini, sbarcò in Québec. Wolf cercò di attirare i francesi in una battaglia campale, attaccando i loro avamposti e assediando le loro città.

Il 13 settembre del 1759, una forza britannica di 4.500 uomini sbarcò a soli 3 km a Monte del Quebec. Invece di aspettare rinforzi, il generale francese Montcalm decise di attaccare. Così gli inglesi inflissero una sconvolgente sconfitta ai nemici. Sia Wolfe che Montcalm morirono per le ferite riportate durante la battaglia, ma la città si arrese pochi giorni dopo.

Le postazioni britanniche in Quebec erano però ancora deboli: la Royal Navy si ritirò dall’area prima dell’inverno, lasciando la guarnigione britannica isolata. Il generale de Lévis assunse dunque il comando dell’esercito francese e nell’aprile successivo inflisse una pesante sconfitta agli inglesi sul campo di battaglia. Gli inglesi furono costretti a ritirarsi in Quebec e Lévis assedio la città.

Ma il 16 maggio, quando le fregate britanniche arrivarono sul fiume San Lorenzo, Lévis dovette abbandonare l’assedio, ponendo fine ad ogni speranza di una riscossa francese. L’esercito francese si ritirò a Montreal e fu costretto ad arrendersi ad Amherst l’8 settembre 1760.
Fase finale

Nonostante le vittorie militari e navali, nel 1760 gli inglesi stavano raschiando il limite della bancarotta sotto un colossale debito nazionale. Il ministro della guerra, William Pitt, esortò il governo a dichiarare guerra alla Spagna, che fece un’alleanza difensiva con la Francia nell’agosto 1761.

Ma il nuovo re, Giorgio III, voleva la pace. Entro la fine dell’anno, Pitt venne rimosso dall’incarico. La guerra non sarebbe finita, tuttavia, fino al 1763.

La Gran Bretagna dichiarò guerra alla Spagna nel gennaio 1762 e continuò le sue operazioni all’estero. Nel febbraio e marzo 1762, gli inglesi presero Martinica, St. Lucia, Grenada e St. Vincent. Catturarono l’Avana dagli spagnoli in agosto, seguiti da Manila nell’ottobre 1762.
Il Trattato di Parigi

Nel frattempo, i governi di Gran Bretagna, Francia e Spagna stavano negoziando condizioni di pace. Il primo ministro del governo francese, il duca di Choiseul, era determinato a riconquistare le preziose colonie di zucchero della Martinica e della Guadalupa.

La Gran Bretagna accettò di restituire Martinica e Guadalupa alla Francia, ma si assicurò le isole dell’India occidentale di Dominica, Tobago, St. Vincent e Grenada.

La Spagna cedette la Florida agli inglesi, ma ricevette parte del vasto territorio francese della Louisiana. La Francia lasciò anche la Nuova Francia alla Gran Bretagna, poiché aveva un valore commerciale inferiore alle isole dello zucchero delle Indie occidentali o alle isole di pescatori dell’Atlantico settentrionale.

Effettivamente le dimensioni e la posizione della Nuova Francia la rendevano una colonia costosa da difendere e mantenere. Inoltre, Choiseul era convinto che le colonie americane, che non avevano più bisogno della protezione militare britannica, avrebbero presto combattuto per l’indipendenza.

Dodici anni dopo, le colonie americane insorsero infatti contro la Gran Bretagna. Ironia della sorte, fu solo con l’aiuto militare dei francesi che finalmente ottennero la loro indipendenza.

Il Trattato di Parigi fu firmato da Gran Bretagna, Francia e Spagna il 10 febbraio 1763 mentre il trattato di Hubertusburg fu firmato il 15 febbraio 1763 da Prussia, Austria e Sassonia e pose fine alla guerra nell’Europa centrale.

Nessun commento:

Posta un commento