L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 settembre 2022

Stati Uniti, basta truccare i dati e oplà la STAGFLAZIONE scompare

Stati Uniti sull’orlo di una recessione
By Advisor Professional

08/09/2022

L’economia americana sta soffrendo a causa delle politiche al rialzo dei tassi attuate dalla Fed e dall’aumento dell’inflazione che ha toccato livelli record. Il PIL degli Stati Uniti si è contratto per due trimestri di fila, ma i dati consumo e lavoro non sono coerenti con una situazione di recessione.

Ad ogni modo, secondo Jared Franz, Economista, Pramod Atluri, Gestore di portafoglio a reddito fisso e Diana Wagner, Gestore di portafoglio azionario di Capital Group, gli Stati Uniti potrebbero essere sull’orlo di una recessione o ci stanno già entrando.

Negli ultimi 70 anni la recessione media degli Stati Uniti è durata circa 10 mesi e ha comportato un calo del PIL del 2,5%. Tuttavia, secondo Franz, questa recessione potrebbe essere peggiore della media se la situazione attuale persiste, ma non più pericolosa di quella registrata dal dicembre 2007 al giugno 2009.

I consumatori americani guardano con attenzione, l’inflazione superiore al 9%, l’impennata dei prezzi dell'energia e un calo delle vendite immobiliari. Tutti fattori che fanno presagire una recessione imminente. Il mercato del lavoro è l’unico settore che si dimostra solido in questo momento.

A giugno negli Stati Uniti sono stati creati 372.000 posti di lavoro, un numero superiore alle aspettative della maggior parte degli economisti. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 3,6%, quasi al minimo storico.

Tuttavia, come spiega Franz, questo numero riflette uno squilibrio tra domanda e offerta in un'economia che non si è ancora ripresa completamente dalla pandemia. L'economista si aspetta un incremento del numero di persone in cerca di lavoro. Ciò dovrebbe far aumentare il tasso di disoccupazione, in quanto le aziende riducono il numero di nuove assunzioni.

Un altro settore sotto pressione è il mercato immobiliare statunitense. Con l'aumento significativo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense per contrastare l'inflazione, i tassi ipotecari sono saliti alle stelle negli ultimi mesi, innescando una forte reazione nel mercato immobiliare.

I gestori non escludono che il rischio che una correzione più ampia in questo settore possa aumentare l'entità e la durata della prossima recessione.

In conclusione, secondo il team di Capital Group, lo scenario è particolarmente complesso e difficile, l’economia sta rallentando e le probabilità che si verifichi una stagflazione sono concrete. È importante però tenere a mente che dopo il buio esce sempre il sole. Dopo un periodo di recessione, che di solito è di breve durata, si aprono opportunità più vigorose.

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