L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 ottobre 2022

Berlusconi con una zampata sdogana il senso critico verso una narrazione che ci obbligava ad essere ostaggi degli Stati Uniti che solo per i loro interessi vogliono continuare la guerra. Ostaggi del nostro clero televisivo del Circo mediatico che prende ordini da al di la dell'oceano e non vuole assolutamente tenere conto degli interessi dell'Italia

GRANDE SILVIO!!!


(di Andrea Cucco)
19/10/22

"Ho riallacciato un po' i rapporti con il presidente Putin, un po' tanto. Nel senso che per il mio compleanno mi ha mandato venti bottiglie di vodka e una lettera dolcissima. Gli ho risposto con bottiglie di Lambrusco e una lettera altrettanto dolce. Sono stato dichiarato da lui il primo dei suoi cinque veri amici".

Dopo la pubblicazione di queste parole, pronunciate ieri da Berlusconi durante l’incontro riservato ai parlamentari di Forza Italia, sono usciti titoli che vanno da “audio shock” a “Berlusconi piccona l’accordo con Fratelli d’Italia”.

Proviamo a ragionare a bocce ferme.

Il capo di uno dei partiti che costituiranno la maggioranza ha un rapporto di amicizia più che ventennale con il presidente russo in carica.

È in atto una guerra in cui l’orso russo è indiscutibilmente passato da difensore di un’enclave aggredita ed assediata ad invasore di un'intero Stato sovrano: dalla ragione al torto!

La coalizione che andrà al governo ha doverosamente confermato il suo atlantismo ed appoggio all'Ucraina.

Qual è dunque il problema?

Il capo di uno dei partiti che costituiranno la maggioranza ha mostrato il più vago interesse a rinnegare l’Alleanza? No!

Il capo di uno dei partiti che costituiranno la maggioranza ha per caso dichiarato formalmente la sua amicizia con gli USA, dimostrandosi poi di fatto al servizio di Mosca o addirittura... Pechino? Negativo (sarebbe stato il più grave ed infame tradimento!).

Il capo di uno dei partiti che costituiranno la maggioranza può o potrà mai essere corrotto da una potenza straniera? Ridicolo, è uno degli uomini più ricchi del Paese.

Il capo di uno dei partiti che costituiranno la maggioranza ha – volontariamente o involontariamente – fatto capire di poter essere una risorsa enorme in un momento di tensione globale come questa? Esatto!

Ricordiamo che, a differenza di tutti gli altri, Berlusconi è il solo a poter prendere un aereo (anche a proprie spese e non pubbliche) per andare a parlare, discutere, trattare, litigare... con Putin.

Berlusconi sarebbe quindi davvero un problema? Al contrario (se non si scola tutto quel che arriva da Mosca) è - ripetiamo - una risorsa!

Qualcuno rosica? Il problema è suo.

Foto: Cremlino (2019)

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