L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 ottobre 2022

Da emergenza in emergenza, Paura&Terrore non devono mancare mai nel nuovo metodo di governo in Occidente

Influenza aviaria, è allarme: “La più grande epidemia mai vista in Europa”. Italia secondo Paese per focolai. Vaccino consigliato per i lavoratori.
Maurizio Blondet 4 Ottobre 2022

Stefano D’Alessio

Il nuovo allarme in Europa si chiama influenza aviaria: a lanciarlo sono stati l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Influenza aviaria: epidemia da record in Europa

L’Efsa e l’Ecdc hanno reso noto che l’epidemia di influenza aviaria 2021-2022 è la più grande mai vista in Europa, con quasi 2.500 focolai, 47,5 milioni di volatili abbattuti negli allevamenti e più di 3.500 casi negli uccelli selvatici.

L’estensione geografica dell’epidemia è senza precedenti: ha colpito 37 Paesi europei, dalle isole Svalbard al Portogallo meridionale fino all’est all’Ucraina.

Fonte foto: ANSA

In Europa non si era mai registrata un’epidemia di influenza aviaria come quella 2021-2022.

Italia secondo Paese in Europa per focolai di influenza aviaria

L’Italia è il secondo Paese in Europa per numero di focolai di influenza aviaria negli allevamenti: sono 317, meno solo di quelli che sono stati accertati in Francia (1.383).
Influenza aviaria: i rischi per l’uomo

Nella nota dell’Ecdc sull’epidemia di influenza aviaria in Europa, si precisa che i virus dell’influenza che circolano in specie animali come maiali o uccelli possono infettare sporadicamente gli esseri umani, causando malattie da lievi a molto gravi.


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L’Ecdc ha poi sottolineato che, nonostante il “numero eccezionalmente elevato di casi” recentemente rilevati in pollame e uccelli, nonché i “numerosi eventi di trasmissione dell’influenza aviaria” a diverse specie di mammiferi, negli ultimi anni non si è osservata alcuna trasmissione umana nell’UE/SEE. Solo un piccolo numero di infezioni umane con malattia asintomatica o lieve, inoltre, è stato segnalato a livello globale. Pertanto, ha chiosato l’Ecdc, il rischio complessivo per la popolazione resta “a livelli bassi”.

La nota riporta anche le dichiarazioni di Andrea Ammon, direttore dell’Ecdc: “Per fortuna, non ci sono state infezioni umane durante i recenti focolai di influenza aviaria nell’UE/SEE. Tuttavia, diversi gruppi di persone, principalmente quelli che lavorano nel settore animale, sono maggiormente a rischio di esposizione ad animali infetti. È fondamentale che medici, esperti di laboratorio ed esperti di salute, sia nel settore animale che umano, collaborino e mantengano un approccio coordinato. È necessaria vigilanza per identificare le infezioni da virus influenzali il prima possibile e per informare le valutazioni del rischio e l’azione di salute pubblica”.


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