L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 ottobre 2022

E' solo una questione di tempo ma poi la verità emerge

Pericolo vaccini a mRna: si sapeva da 18 anni



Se ne erano dimenticati o forse pensavano di aver migliorato le cose e di avere così il diritto di vaccinare forzosamente la popolazione mondiale con i sieri a mRna senza tenere in nessun conto le reazioni avverse che poi si sono dimostrate enormemente superiori alle attese, anche quelle più pessimistiche . Ma adesso si scopre che nel già nel 2004 i danni da sieri proteici realizzati per la Sars Cov 1 erano conosciuti come riferisce Natural News. A quel tempo, i ricercatori canadesi stavano lavorando allo sviluppo di un vaccino contro la SARS e hanno iniziato a testarlo nei laboratori sui furetti e lo studio venne pubblicato sul Journal of Virology . La preparazione è stata composta da un virus modificato ricombinante (rMVA) che codifica per la proteina spike specifica per SARS-CoV. Lo studio infatti aveva scoperto che i furetti vaccinati hanno sviluppato epatite e altri danni al fegato a causa dei livelli elevati di un particolare enzima. Questo danno epatico è stato ben documentato e l’autore principale dello studio avvertì del pericolo l’intera comunità dei vaccini: “Particolare cautela dovrebbe essere esercitata nel caso di test programmati con vaccini contro la SARS per l’uomo a causa del possibile danno epatico causato dall’immunizzazione e dall’infezione da virus. Nel futuro sviluppo di vaccini per l’uomo, dobbiamo prestare attenzione a questo effetto”.

Sappiamo invece che non è stata prestata alcuna attenzione tanto che tra le brutte soprese portate dall’uso dei vaccini, a distanza di 18 anni da quegli studi, è proprio la concentrazione inaspettata di proteine spike nel fegato e se è per questo in quasi tutte le strutture del corpo umano: proprio la settimana scorsa gli scienziati della New York University hanno trovato l’mRna dei “vaccini Covid-19” nel latte materno umano, cosa che d’altronde non stupisce più di tanto perché bambini e donne incinte non facevano parte del campione che è servito per le approvazioni di emergenza e dunque nulla si poteva sapere di queste dinamiche, anche se poi in un’orgia di vaccinismo sfrenato si sono “consigliati” per non dire imposti i sieri genici anche ai soggetti sui quali nulla si sapeva.

Invece in un certo senso si sapeva quasi tutto sin dall’inizio: si sapeva che gli studi su modelli animali avevano dato risultati deludenti per non dire inquietanti, ma nemmeno per un momento si è pensato di fermare quello che è stato un vero e proprio esperimento sull’intera popolazione umana . Anzi a dire tutta la verità il capo dell’unità Special Pathogens presso il laboratorio Sars che ha condotto i test nel 2004 scrisse che dopo questi primi risultati allarmanti non arrivarono più soldi per poter continuare le ricerche, cosa alquanto singolare visto che la Sars veniva indicata come pericolo planetario (anche se poi è rimasta confinata a pochi soggetti). Ecco una delle caratteristiche della ricerca contemporanea: quella di spegnere i riflettori su ambiti di studi che non danno i risultati sperati. Oggi in Canada infuria la polemica sulla morte di 32 medici morti “improvvisamente e inaspettatamente” negli ultimi 16 mesi dopo essere stati vaccinati tre o anche 4 volte: alcuni di esssi sono morti mentre svolgevano una regolare attività fisica. Altri sono deceduti inaspettatamente nel sonno, altri per infarto, ictus e altri ancora invece per alcuni tipi di cancro a esordio improvviso- Naturalmente si cerca di negare, ma con tutta probabilità una a parte di questa storia era già stata scritta in passato, ma è stata completamente ignorata.

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