L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 19 ottobre 2022

Gli interessi nazionali di sopravvivenza prima di tutto

Esteri
La Bulgaria deroga alle sanzioni anti-russe per avere accesso alla benzina

La Bulgaria del presidente Radev si smarca dalla politica sanzionatoria dell'Unione Europea e permette alla russa Lukoil di continuare a operare sul suo territorio e fornire benzina per i mezzi del servizio pubblico bulgaro.


Il presidente della Bulgaria Rumen Radev non cede alla pressioni di Bruxelles e degli europeisti interni, ma mantiene il suo orientamento verso gli interessi nazionali. Alcuni lo accusano di essere filorusso, ma non si vede come ciò possa essere qualcosa di negativo in sé: con la Russia vi sono interessi economici congiunti e fruttuosi, come la raffineria della Lukoil, la più grande dei Balcani, situata nella città portuale di Burgas. Con una deroga alle sanzioni UE, Sofia ha deciso di permettere fino a dicembre 2024 che le compagnie russe che trattano il carburante per autoveicoli possano stipulare contratti di fornitura con gli enti statali bulgari. In questa maniera la Bulgaria non deve affrontare l’emergenza a cui le sanzioni europee l’avrebbe condannata, cioè la mancanza di benzina per i mezzi pubblici che operano sul territorio nazionale nella sicurezza e nella sanità. Peraltro Lukoil ha in Bulgaria una rete di più di 220 distributori e stazioni di servizio. In un’intervista alla BNR, la radio nazionale bulgara, il primo ministro Gălăb Donev si è detto fortemente dubbioso rispetto all’utilità e all’opportunità delle sanzioni anti-russe. Non chiede che vengano annullate, ma insiste affinché siano accuratamente vagliate e discusse, perché presentano sia dei pro che dei contro molto pesanti sull’economia continentale.

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