L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 7 ottobre 2022

Ieri, 5 ottobre i satelliti da ricognizione della NATO che sorvegliano l’ Ucraina dai suoi confini sono stati messi fuori uso dopo che i russi hanno utilizzato armi laser avanzate messe a punto solo da poco tempo

Satelliti Nato accecati



L’altro giorno in un post ho scritto che la Russia ha accolto con una calma quasi olimpica la distruzione degli gasdotti realizzati per portare gas direttamente in Germania, ma da sempre presi di mira da operazioni Usa di dissuasione e alla fine distrutti. Certamente il guaio è in gran parte per la Germania che tra l’altro contrattualmente dovrebbe ancora pagare miliardi di metri cubi di gas che non ha voluto ricevere e che oggi nemmeno può più ricevere. Tuttavia l’idea che i russi abbiano incassato questa azione militare americana volta in gran parte contro gli stessi alleati tedeschi senza reagire è sbagliata. Ieri, 5 ottobre i satelliti da ricognizione della NATO che sorvegliano l’ Ucraina dai suoi confini sono stati messi fuori uso dopo che i russi hanno utilizzato armi laser avanzate messe a punto solo da poco tempo. Di conseguenza, l’Occidente ha perso la capacità di controllare il movimento di parte delle armi nucleari russe e gran parte della capacità di direzione di razzi come quelli del sistema Himars che senza satelliti sono di fatto sole delle vecchie katyushe.

Secondo analisti esperti l’esercito russo per mettere fuori uso i satelliti ha utilizzato il nuovo sistema laser Peresvet , un’arma laser che è in grado di disabilitare aerei, droni e i satelliti fino a 1.500 chilometri, una distanza più che sufficiente per accecare i satelliti spia la cui orbita generalmente varia dai 400 ai 900 chilometri. Purtroppo Mosca non può fare altro che mandare segnali a un complesso imperiale ormai completamente fuori di testa e le cui reazioni sono ormai imprevedibili alla luce della ragione, Ma poiché dentro il Pentagono, almeno sino a qualche mese fa, si dubitava dell’efficacia della nuova arma russa, ecco che è arrivata la risposta. una risposta che dovrebbe inquietare in primo luogo gli europei, dal momento che in caso di conflitto generalizzato, vedrebbero in gran parte azzerata la capacità di risposta nucleare americana dalle basi di occupazione che hanno sul continente. Ma questo credo che possa importare ormai poco sia a un milieu politico che ha accettato di suicidare l’intera economia continentale pur di obbedire al padrone,, sia alla grande massa di cittadini del tutto ignari di queste realtà tecnologiche e militari, ma che comunque non sembrano avere alcuna capacità di reazione di fronte alla propria stessa rovina.

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