L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 ottobre 2022

La GUERRA FINANZIARIA che gli Stati Uniti hanno dichiarato al resto del mondo esportando RECESSIONE inizia a produrre risultati, il Giappone è uno di questi, non sarà il solo, Euroimbecilandia a seguire

Giappone, crollano ordinativi di macchinari settore privato in agosto

Economia, Macroeconomia · 12 ottobre 2022 - 07.50


(Teleborsa) - Peggiora l'andamento degli ordini di macchinari in Giappone. E' quanto emerso dall'ultimo report dell'Istituto di Ricerca Economica e Sociale del Giappone (ESRI).

Il totale degli ordinativi al settore privato segna, ad agosto, un decremento su base mensile del 5%, dopo il +6,2% riportato a luglio.

Calano del 5,8% gli ordini core, cioè al netto delle componenti più volatili, dopo il +5,3% precedente, facendo peggio del consensus (-2,3%).

Sul dato complessivo degli ordini - che registra un calo dello 0,5% dopo il +0,3 di luglio - ha pesato il crollo del 18,9% di quelli dall'estero mentre sono saliti del 29,4% quelli governativi.

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