L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 20 ottobre 2022

Mentre le relazioni militari tra Russia e Corea del Nord rimangono ipotetiche, le prospettive per una rinnovata collaborazione economica che possa condurre ad accordi sostanziosi anche dal punto di vista militare sono molto realistiche

Relazioni economiche e militari rinsaldano i rapporti tra Russia e Corea del Nord
17 ottobre 2022


A inizio settembre fonti dell’intelligence statunitense hanno reso noto che la Russia avrebbe iniziato l’acquisto di armi convenzionali e munizioni dal regime nordcoreano: migliaia di razzi e proiettili d’artiglieria destinati all’impiego in Ucraina.

Un funzionario del governo statunitense, secondo quanto riportato dal New York Times lo scorso mese, ha detto che la Russia “ha piazzato ordini per razzi a corto raggio e per munizioni d’artiglieria”, mentre dovrebbe effettuare ordini per altro materiale nel corso delle prossime settimane. Ugualmente, il consigliere per la sicurezza nazionale John Kirby ha affermato che i presunti accordi potrebbero “includere milioni di munizioni, razzi e proiettili d’artiglieria”.

Anche il Regno Unito in un report dell’intelligence della Difesa ha dichiarato che la Russia “quasi certamente sta aumentando in maniera esponenziale le importazioni di armi” da altri stati sotto sanzioni. Elemento che induce a ritenere che la situazione dell’esercito russo si sia rivelata peggiore del previsto oppure che Mosca si stia preparando per un’offensiva di grandi dimensioni che richiede forniture extra.


È verosimile ritenere che gli acquisti dalla Corea del Nord non riguardino armi particolarmente sofisticate. Ciò induce a pensare ad una decrescente capacità russa nel produrre armi anche poco elaborate ma può anche essere letta come la volontà di diversificare il più possibile l’importazione di strumentazioni ad uso bellico e di rinnovare l’alleanza con Pyongyang.

Il 21 settembre è arrivata la smentita ufficiale della Corea del Nord, che nega di aver stretto accordi per rifornire di armi e munizioni le forze armate russe. “Non abbiamo mai esportato armi o munizioni in Russia prima d’ora e non abbiamo in programma di esportarle”, ha dichiarato un funzionario del Dipartimento generale degli equipaggiamenti del ministero della Difesa nordcoreano, come riportato dalla stessa Korean Central News Agency. La Difesa, diffidando gli Stati Uniti con i soliti toni, ha sottolineato però che Pyongyang si riserva “il diritto di esportare sistemi militari”.

Un paio di giorni dopo Gli Stati Uniti hanno riportato di ritenere attendibili le informazioni d’intelligence a loro disposizione secondo cui la Russia avrebbe negoziato o starebbe negoziando l’acquisto di armi dalla Corea del Nord in “quantitativi ingenti”. Lo conferma il portavoce del dipartimento della Difesa statunitense Pat Ryder, mentre pochi giorni prima altri funzionari della Difesa avevano sostenuto che la Russia ha chiesto alla Corea del Nord di acquistare “milioni di munizioni” di varie tipologie.


Le informazioni diffuse fin qua dagli Stati Uniti sulle forniture nordcoreane rimangono sono piuttosto vaghe e non contengono dettagli sul tipo di armi, il calibro delle munizioni e le modalità di spedizione e consegna tra i due stati.

Anche se non vi è ancora prova concreta delle forniture sospette, che violerebbe tra l’altro il regime di sanzioni e l’embargo sulle armi imposto a Pyongyang dalla comunità internazionale, tutto fa pensare ad un possibile ritorno di fiamma nell’alleanza tra la Russia e la Corea del Nord. Ricordiamo che le relazioni tra i due paesi erano state ‘congelate’ dall’inizio della pandemia nel 2020, con un arresto del commercio e dei contatti diplomatici tra Pyongyang e Mosca.

Recentemente l’ambasciatore russo in Corea del Nord, Alexander Matsegora, ha parlato di estese possibilità di cooperazione economica tra le repubbliche del Donbass e la Corea del Nord. Il diplomatico ha anche sottolineato come la forza lavoro nordcoreana potrebbe portare un importante contributo alla ricostruzione delle infrastrutture e degli apparati industriali nel Donbass, mentre invece le repubbliche potrebbero esportare carbone, grano ed equipaggiamento industriale in Corea del Nord.


Mentre le relazioni militari tra Russia e Corea del Nord rimangono ipotetiche, le prospettive per una rinnovata collaborazione economica che possa condurre ad accordi sostanziosi anche dal punto di vista militare sono molto realistiche.

Il vice primo ministro Marat Khusnullin ha affermato che le autorità russe stanno lavorando su accordi politici per impiegare manodopera nordcoreana, in particolare per sviluppare infrastrutture nelle regioni russe orientali (anche questa costituirebbe una violazione alle sanzioni imposte a Pyongyang dalla comunità internazionale).

Alcuni analisti vedono la possibilità che i pagamenti da parte russa avvengano tramite spedizioni di petrolio. In cambio di armi, la Corea del Nord potrebbe anche ricevere cibo e altri materiali di prima necessità. Pyongyang potrebbe essere inoltre interessata ad ottenere armi più sofisticate da parte di Mosca, compresi velivoli da combattimento moderni, materiale necessario per lo sviluppo del programma missilistico nordcoreano e per la preparazione di un prossimo ed inedito test nucleare che ci si aspetta avvenga nel prossimo futuro.

Segnali di nuove iniziative nordcoreane in tal senso giungono dal lancio di un missile il 4 ottobre, il 23esimo test missilistico di quest’anno ma il primo missile balistico lanciato contro il Giappone senza preavviso da 5 anni a questa parte. E’ probabile che Pyongyang aspetterà fino a dopo metà ottobre per condurre un test ancora più significativo. Anche l’agenzia per l’energia atomica ha avvertito che la Corea del Nord si sta preparando per un test nucleare, anch’esso il primo dal 2017.


Dal momento dell’inizio delle note vicende in Ucraina, l’importanza di Pyongyang per Mosca è aumentata proprio nel momento in cui l’agenda di denuclearizzazione della penisola coreana è diminuita per il Cremlino. D’altra parte, è la Corea del Nord ad avere ora meno bisogno di Mosca avendo raggiunto la capacità di deterrenza nucleare.

La Corea del Nord ha una delle forze d’artiglieria di tipo russo/sovietico (20 mila obici e lanciarazzi razzi campali secondo l’International Institute for Strategic Studies-ISS) più grandi al mondo ed ha accumulato ampie riserve di munizioni per decine di anni ed è quindi in grado in teoria di fornirne eventualmente a Mosca.

Per la Corea del Nord questo sarebbe anche un modo per liberarsi di milioni di munizioni in cambio di materiale (militare e non) in questo momento più utile. Tali munizioni potrebbero anche includere quelle in scadenza poiché destinate a un rapido impiego sui fronti ucraini, secondi gli analisti di un istituto di ricerca sudcoreano. Ma Mosca, secondo gli Stati Uniti, potrebbe spingersi ad acquistare anche altro materiale militare da Pyongyang.

Tra le munizioni di più probabile interesse per Mosca vi sarebbero razzi da 122mm e proiettili di artiglieria 122mm e 152mm mentre secondo altri analisti le forniture riguarderebbero in gran parte munizioni per armi leggere di tipo Kalashnikov.

I vecchi sistemi d’artiglieria nordcoreana hanno però una scarsa reputazione per quanto riguarda la loro accuratezza, come ha dimostrato il bombardamento dell’isola sudcoreana Yeonpyeong del 2010, in cui meno di un terzo delle armi nordcoreane impiegate (circa 80 su più di 300) avevano colpito il bersaglio, secondo i rapporti sudcoreani.


Come conferma Hugh Griffiths, ex membro del panel di esperti delle Nazioni Unite sulla Corea del Nord, Pyongyang ha arsenali voluminosi di artiglieria e sistemi con propulsione a razzo relativamente datati di tipo e calibro simile a quello utilizzato dai russi negli attacchi compiute alle città ucraine.

In ogni caso, unanime è l’opinione secondo cui il potenziale accordo potrebbe essere di dimensioni considerevoli, forse addirittura senza precedenti. Pyongyang ha già fornito ingenti quantità di armi e munizioni alla Siria e al Myanmar (e prima all’Iran ed Hezbollah durante la guerra civile siriana), comprese componenti di missili balistici e armi convenzionali come lanciarazzi multipli.

Da un punto di vista del diritto internazionale le spedizioni di armi e munizioni costituiscono una violazione dell’embargo sulle armi verso la Corea del Nord e possono essere altresì oggetto di sequestro in altro mare.

Da un punto di vista logistico però la Corea del Nord potrebbe inviare armi in Russia via ferrovia attraverso il comune confine, il che renderebbe più semplice (anche se non legale) la fornitura. L’ambasciatore nordcoreano in Russia ha recentemente annunciato che il traffico commerciale ferroviario tra i due paesi sarebbe stato presto riaperto entro il mese di settembre, anche se non si hanno ancora notizie ufficiali in merito alla ripresa né al ripristino del traffico passeggeri via Vladivostok e Khasan.

Pyongyang ha anche recentemente iniziato ad usare formule linguistiche diverse nei confronti di Mosca, parlando di collaborazione “tattica e strategica”. La guerra in Ucraina ha aperto una nuova era nelle relazioni tra i due paesi, attivando una nuova realtà geopolitica nella quale le due nazioni possono diventare sempre più vicini, fino a far risorgere la quasi alleanza tra il Cremlino e Pyongyang risalente alla Guerra Fredda.

Dopo la votazione della Corea del Nord contro la risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedeva alla Russia di ritirare tutte le sue forze militari dal territorio ucraino ed il riconoscimento diplomatico delle repubbliche di Donetsk e Lugansk si era parlato di possibili forniture di materiali per sostenere l’operazione militare russa in Ucraina.

Un articolo postato sul sito del ministero degli esteri nordcoreano esprimeva chiaramente il sostegno del regime per le azioni russe in Ucraina, mentre le lettere inviate dal ministro degli esteri Choe Son Hui alle controparti delle repubbliche di Donetsk e Lugansk esprimevano la volontà di sviluppare relazioni “da stato a stato”. C’è da notare che l’allineamento con Mosca, seppure abbastanza naturale, non era scontato dato che in passato – e ancora negli anni 2000 – la Corea del Nord avrebbe importato tecnologia militare proprio da Kiev.


Alcuni media russi avevano persino discusso la possibilità che la Corea del Nord avrebbe potuto inviare circa 100.000 militari in Ucraina, anche se il ministro degli esteri russo avevano bollato queste speculazioni come completamente false. La Corea del Nord è solita cooperare a livello militare con “nazioni amiche” attraverso l’invio di consiglieri militari e figure simili, come ha fatto nei conflitti in Africa e Medio Oriente (in violazione delle sanzioni imposte a Pyongyang).

Se ciò dovesse verificarsi in Ucraina, difficilmente apporterebbe alla Russia un vantaggio strategico in mancanza di previe esercitazioni congiunte e anche a causa delle barriere linguistiche, a meno che personale militare nordcoreano non venga utilizzato precipuamente per scopi di supporto logistico.

L’ipotesi dell’invio di truppe nordcoreane in Ucraina è poco credibile ma rimane verosimile l’invio di componenti di missili balistici, armi convenzionali e soprattutto munizioni, come afferma il Pentagono. La Corea ha sviluppato il missile balistico a corto raggio KN-23 (nella foto sopra) derivato dal russo Iskander ma differenze sostanziali permangono tra i due non consentendo una reale interoperabilità.

Analisti dell’Asan Institute for Policy Studies di Seoul ritengono che, nonostante la rinnovata entente cordiale, la Corea del Nord non si spingerà fino a cedere a Mosca missili balistici o componenti che il regime ritiene cruciali per lo sviluppo delle sue strategie militari nei confronti di Washington e Seul.

Foto KCNA. KCTV e Rodong Sinmun

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