L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 12 ottobre 2022

Per risparmiare pochi spiccioli di minuti un raddoppio che è dannoso inutile costoso. Già oggi la Lione-Torino che passa per il Fréjus è sempre meno usata

Parigi prende tempo, finanziamenti Ue per la Tav a rischio
Governo rinvia ancora decisione sulla via d'accesso

Redazione ANSA
11 ottobre 202214:23

TAV: DEGRADO NEL LUOGO DOVE SORGERA' NUOVO CANTIERE - RIPRODUZIONE RISERVATA

BRUXELLES - Il governo francese prende ancora tempo nel definire la strategia per lo sviluppo della tratta nazionale della Tav Torino-Lione e rischia di perdere i finanziamenti Ue. E' quanto apprende l'ANSA a Bruxelles a margine di una tre giorni di convegni sulle TEN-T. Nel giugno scorso la Commissione europea aveva esortato Parigi ad "accelerare" nella scelta del tracciato delle strade di accesso al tunnel ferroviario.

A oggi, però, il ministro dei Trasporti Clément Beaune non avrebbe ancora espresso la decisione definitiva, dandosi tempo fino alla fine del 2022. Un rinvio che, se dovesse prolungarsi, metterebbe a rischio il co-finanziamento al 50% da parte dell'Ue di lavori che equivalgono a 130 km di linea, così come il raggiungimento dell'obiettivo ambientale auspicato dai promotori dell'opera: ridurre il traffico di mezzi pesanti sui valichi di frontiera transalpini, pari a circa un milione di mezzi all'anno.

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