L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 ottobre 2022

Putin incorona Erdogan a RE del Mediterraneo, padrone assoluto del gas che deve arrivare in Euroimbecilandia

VERTICE PUTIN-ERDOGAN/ Non piace ai “puri”, ma può favorire la pace
Pubblicazione: 14.10.2022 - Edoardo Canetta
Putin ha incontrato Erdogan ad Astana, in Kazakistan. Un Paese mediatore. Soprattutto dopo la visita del papa. Ogni strada per la pace va percorsa

Recep Tayyip Erdogan e Vladimir Putin (LaPresse)

Milioni di persone in tutto il mondo hanno guardato con speranza all’incontro che ieri c’è stato ad Astana tra Erdogan e Putin. Erdogan, praticamente, giocava in casa, vista la massiccia presenza di turchi in Kazakistan. D’altra parte anche Putin qui è di casa perché qui firmò, esattamente 20 anni fa, il trattato di difesa Csto con diversi paesi dell’ex Unione Sovietica. Ci saranno anche, ma fuori dal palazzo sede dell’incontro, quegli oltre centomila giovani russi che hanno chiesto ospitalità in Kazakistan per sfuggire alla guerra e, soprattutto, alla chiamata alle armi.

Credo che la città sarà come al solito imbandierata con i vessilli della Turchia e della Russia, ma dubito che saranno permesse manifestazioni pubbliche di qualunque tipo. Questo non è il momento del clamore, ma del silenzio. Nei giorni scorsi si è parlato molto e per lo più a sproposito.

Astana, forse anche rafforzata come immagine dalla visita di papa Francesco che l’ha indicata come terra ideale del dialogo, comincia a prendere sul serio la propria vocazione. Parla con tutti, ospita tutti (giovani russi compresi) e da tutti si aspetta prospettive di pace.

I giornali kazaki danno molto risalto a questo incontro che avviene in occasione di una conferenza per la collaborazione tra i Paesi dell’Asia. Erdogan, insignito dal presidente kazako Tokayev dell’ordine Dostyk (Amicizia), massima onorificenza dello Stato, si è espresso in termini familiari col presidente kazako, chiamandolo “fratello”. Anche lui, come già il presidente della Cina, ha voluto sottolineare che la Turchia garantirà la sicurezza e l’integrità territoriale del Kazakistan. E la Turchia è membro della Nato.

Anche Putin ha ringraziato pubblicamente l’invito kazako, sottolineando il ruolo importante che il Kazakistan può avere nel dialogo per la pace. So che molti puristi della politica non hanno una grande stima né di Putin, né di Erdogan, ma visto che di puri assoluti oggi (e forse anche ieri) è difficile trovarne, bisogna confidare nel fatto che la Provvidenza possa usare anche di quelli meno puri per ottenere il meglio possibile. È certo che in quegli ambienti nessuno fa niente per niente, ma ci basta che qualcuno, facendo i suoi interessi, possa fare qualcosa anche per noi. Del resto questa è la storia della politica.

Quali saranno i frutti di questo incontro tra Erdogan e Putin nessuno lo sa, ma credo che non si siano visti per passare il tempo libero. Anche perché, visto il clima del Kazakistan, ci sono mete turistiche più appropriate.

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