L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 5 ottobre 2022

Russia, India e Cina si sono coalizzate per creare un'area geografica il più ampia possibile dove limitare l'uso del dollaro e utilizzare le fonti energetiche in comune. Comincia il ritiro degli investimenti cinesi dai Paesi occidentali. Sinopec ne è un esempio


Petrolio, il colosso cinese Sinopec avvia il delisting da Londra. Che cosa significa per l'Europa
di Elena Dal Maso

Le tensioni geopolitiche, la distanza fra Usa/Europa da un lato e Russia/Cina dall'altro si stanno concretizzando con il ritiro degli investimenti cinesi dai Paesi occidentali. La storia del colosso del petrolio Sinopec è un esempio 

Il colosso cinese Sinopec, ovvero China Petroleum & Chemical Corp., ha annunciato il delisting dei suoi certificati Ads dal London Stock Exchange, secondo quanto comunicato alla Borsa di Hong Kong. Sinopec è quotata su diversi listini, sull'Hang Seng ha ceduto lunedì 3 ottobre lo 0,6% a 3,35 dollari di Hong Kong, dove vale 533,96 miliardi.

Il gruppo è scambiato anche a Shanghai e qui capitalizza 483 miliardi di yuan, così come a Wall Street, dove si è parlato di delisting già lo scorso agosto. Il ritiro dai listini occidentali e il rientro dei capitali in Cina fa parte di una strategia di Pechino per rinforzare da un lato le borse cinesi, dall'altro è una decisione che nasce da tensioni geopolitiche. Fra l'altro la comunicazione arriva poco prima di metà ottobre, quando avrà luogo il 20° Congresso del Partito Comunista che sarà chiamato a confermare la terza rielezione di Xi Jinping alla guida del Paese.

Le distanze fra l'Est e l'Ovest del mondo si stanno intensificando, da un lato Russia, India e Cina si sono coalizzate per creare un'area geografica il più ampia possibile dove limitare l'uso del dollaro e utilizzare le fonti energetiche in comune, dall'altro Usa ed Europa (Unione europea e Regno Unito) sono coalizzate contro la Russia a causa dell'invasione dell'Ucraina. A dividere Usa e Cina è anche l'isola di Taiwan, che Pechino rivendica come area di competenza dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Ma che cosa sono gli ADR e gli ADS? Gli American depositary receipts (Ricevute di deposito americane, ADR) consentono di negoziare azioni estere come quelle cinesi sulle borse statunitensi, mentre gli ADS rappresentano i sottostanti degli ADR. In altre parole, l'ADS è l'effettiva quota disponibile per la negoziazione, mentre l'ADR rappresenta un insieme di ADS. Sinopec in questo senso ha annunciato il delisting degli ADS dal London Stock Exchange.

Il delisting dalla Borsa di Londra dovrebbe aver luogo a partire dalle ore 8:00 ora del 1 novembre 2022, quindi l'ultimo giorno di negoziazione su Lseg sarà il 31 ottobre. Sul titolo Sinopec sul terminale Bloomberg ha raccolto, alla data del 3 ottobre, 13 giudizi Buy, 4 Hold e 2 Sell. Lunedì il Ftse 100 è fra i peggiori listini europei, cede l'1,3% alle ore 11:25.

Il delisting delle società cinesi da Wall Street

Il tema del delisting delle società cinesi da Wall Street si è sviluppato sotto l'amministrazione di Donald Trump, all'epoca della guerra dei dazi fra le prime due economie mondiali. Ed è tornato forte dopo la visita della speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi, a Taiwan. A fine agosto sono arrivate a Wall Street le richieste, separate, di delisting da parte di diversi colossi cinesi. Si trattava di PetroChina, China Life Insurance, Sinopec e Aluminum Corp. of China, la cui capitalizzazione complessiva si aggira attorno a 310 miliardi di dollari, circa la metà del valore di tutta Piazza Affari.

La decisione arriva nel momento in cui la Securities and Exchange Commission ha avvertito mesi fa che sono 273 le società cinesi quotate a Wall Street a rischio di espulsione perché non forniscono adeguate informazioni su conti e partecipazioni. Il tema dell'audit, la valutazione indipendente di un soggetto esterno, è diventata centrale sotto l'amministrazione Trump visto che le società cinesi quotate negli Usa sono accusate di non fornire la stessa trasparenza di quelle americane alle Authority di Borsa. Un tema divenuto più rilevante negli Usa dopo l'invasione dell'Ucraina, con la Russia protetta dalla Cina e di recente dopo le tensioni su Taiwan. 

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