L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 gennaio 2022

Infosfera - I dominatori e i dominati vivono lo stesso ambiente, ma i dominanti sono i nuovi feudatari dell’informazione, il flusso rischia di travolgere anche loro

Iperstoria
di Salvatore Bravo
7 gennaio 2021

La filosofia è ricerca della verità, essa è storica, perché è nella storia e risponde alle sollecitazioni materiali della stessa, ma pur essendo parte integrante degli eventi storici, discerne nella storia con il suo metodo d’indagine olistico e dialettico il contingente dal necessario. La filosofia non è ideologia, perché ha quale obiettivo l’universale e non il particolare (ideologia). Filosofare non è un atto descrittivo che registra l’accadere, ma concetto che diviene prassi nella critica qualitativa. Negli ultimi decenni la filosofia sembra aver “dimenticato” la passione per la verità per rendersi organica al mercato. La filosofia adattiva è parte del sistema, lo descrive ed indica la fatalizzazione del tempo storico. L’infosfera è la nuova via all’adattamento capitalistico sostenuto dalla filosofia accademica, parte dal postulato che il digitale è il nuovo ambiente dell’essere umano, si consuma una nuova cesura nella storia, si passa dalla storia all’iperstoria. Il digitale è presentato come una realtà oggettiva, un nuovo realismo tecnologico (ICT) che crea il mondo, il suo ambiente e gli esseri umani. Dietro l’impalabile presenza dell’interconnessione digitale non vi è che il digitale, scompaiono le strutture economiche e ideologiche, pertanto l’iperstoria viene a noi nel segno del destino.

Ancora una volta è la resilienza a governare la condizione umana: il digitale impera, per cui bisogna adattarsi o scomparire nell’iperstoria:

“Potrebbe trovare utile rappresentare l’evoluzione umana come un missile a tre stadi: la preistoria, in cui non ci sono ICT; la storia, in cui ci sono ICT che registrano e trasmettono informazioni ma le società umane dipendono principalmente da altre tipologie di tecnologie che riguardano le risorse primarie e l’energia; l’iperstoria, in cui ci sono ICT che registrano, trasmettono e soprattutto processano informazioni, in modo sempre più autonomo, e in cui le società umane dipendono in modo cruciale dalle ICT e dall’informazione in quanto risorsa essenziale per la loro stessa crescita. All’inizio del terzo millennio, potrebbe concludere il nostro storico del futuro, innovazione, benessere e valore aggiunto cessano di essere collegate alle ICT per divenire da loro dipendenti1”.

La grande rivoluzione dell’iperstoria è l’iperattività del digitale con le sue interconnessioni che finiscono con l’essere la causa del nostro benessere, sono la nuova natura naturante artificiale apparsa sull’orizzonte della storia. La rivoluzione passiva si concretizza nella dipendenza dall’interconnessione digitale. L’umanità è spettatrice della destinale apparizione e non può che inseguire il nuovo ordine mondiale. Nell’iperstoria le idee sono nel mercato libero e sregolato del digitale, pertanto il mercato resta la divinità nascosta che tutto muove, ma dalla filosofia accademica è valutato come il nuovo dogma della religione del modo di produzione capitalistico che regna sovrano. Il digitale vela il dio nascosto, il nuovo ambiente dell’iperstoria più che il digitale che crea e ricrea il mondo è il capitale/mercato sciolto da ogni limite che incapsula tutto e tutti nel nuovo ambiente-mercato:

“Disporre di pattern di piccola scala è importante, nell’iperstoria, poiché costituiscono la nuova frontiera dell’innovazione e della competizione in ambiti differenti, dalla scienza al business, dalla governance alle policy sociali, fino ai diversi generi di politiche della sicurezza. Nel libero e aperto mercato delle idee, se qualcuno riesce a sfruttare tali modelli di analisi meglio e più rapidamente di noi, ci costringe a uscire dal mercato, a mancare una scoperta decisiva – e con questa il futuro Nobel –, fino a mettere seriamente a rischio le fortune del nostro paese2.

Memoria dimenticata e l’infosfera

Il digitale volatilizza i dati con i cambiamenti perpetui dei supporti e dei programmi informatici. La grande opportunità del nuovo ambiente umano è sempre più sull’abisso del nulla. La memoria che dimentica è il vero successo del capitale, ogni totalitarismo vorrebbe cancellare la storia ed eternizzare il presente. L’innovazione continua coincide con la scomparsa della storia e della memoria della lotta. Ogni generazione rischia l’apocalisse della memoria, dinanzi all’iperstoria che si ribalta in neolitico futuro la filosofia accademica si limita ad auspicare la presenza dei custodi della memoria. Le nuove Vestali del destino iscritto nell’iperstoria sono le nuove ed inutili protagoniste della storia antiquaria: si conserva senza prassi:

“Una pagina web che si aggiorna costantemente è un sito che non conserva memoria del proprio passato, e lo stesso sistema dinamico che consente di riscrivere migliaia di volte lo stesso documento rende altamente improbabile la conservazione delle versioni precedenti per un esame futuro. “Salva questo documento” significa “sostituisci le versioni precedenti”, per cui ogni documento digitale di qualsiasi genere è destinato a questa natura astorica. Il rischio è che le differenze siano cancellate, le alternative amalgamate, il passato costantemente riscritto e la storia ridotta a un perenne qui e ora. Quando la maggior parte della nostra conoscenza è nelle mani di tale memoria che dimentica, possiamo trovarci imprigionati in un eterno presente. Questo è il motivo per cui sono vitali le iniziative volte a conservare la nostra crescente eredità culturale digitale per le future generazioni, come la National Digital Stewardship Alliance (NDSA) e l’International Internet Preservation Consortium (IIPC). Il lavoro di custode dell’informazione è destinato a diventare sempre più importante. V I è però anche il potenziale rischio catastrofico di immense quantità di dati create simultaneamente3”.

L’infosfera è il nuovo spazio-tempo che cresce su stessa, le tecnologie sempre più autonome producono nuove relazioni, sono i nuovi utenti e padroni che sfuggono alla comprensione degli umani, i quali divengono semplice presenza. Dietro la cortina dell’infosfera e dell’iperstoria l’umanità non può che perseguire quale unico obiettivo l’adattamento resiliente. La filosofia accademica benedice il presente con il turibolo delle argomentazioni astratte, poiché i rapporti di forza sono abilmente elusi dinanzi al nuovo che avanza inesorabile. La vergogna prometeica è tra di noi, la regressione civile ed etica sono orchestrate dai padroni dell’etere, ma tutto questo non turba la filosofia ufficiale, che diviene la sovrastruttura acritica del presente:

“In un’infosfera non più frammentata ma pienamente integrata, l’impercettibile coordinazione tra dispositivi sarà senza soluzione di continuità nello stesso modo in cui il nostro smartphone interagisce con il nostro portatile e questo con la stampante. È difficile prevedere cosa accadrà quando le cose comunicheranno regolarmente le une con le altre, ma non sarei sorpreso se le società di computer e di software iniziassero a progettare e vendere elettrodomestici, come la TV, nel prossimo futuro. Tecnologie in veste di utenti che interagiscono con altre tecnologie in veste di suggeritori tramite altre tecnologie: questo è un altro modo di descrivere l’iperstoria in quanto stadio dello sviluppo umano che si profila allorché relazioni tecnologiche di terzo ordine divengono la condizione necessaria per lo sviluppo, l’innovazione e il benessere. Si tratta anche della riprova ulteriore che abbiamo fatto ingresso in tale stadio iperstorico del nostro sviluppo4”.

L’iperstoria è la fine dell’Umanesimo e di ogni prassi. Con l’iperstoria comincia il transumanesimo escrescenza del capitalismo assoluto. L’essere è l’artificiale produzione senza fondamento veritativo. L’opportunità digitale implica la liberazione da ogni vincolo etico in una rincorsa verso l’iperproduzione senza fini oggettivi. L’iperstoria divora il tempo, lo disperde nell’innovazione senza fondamento metafisico, per cui le tecnologie divengono nella loro ipercinetica trasformazione le protagoniste assolute del nuovo corso della storia.

L’emancipazione dai processi di reificazione è la “memoria dimenticata” della storia. Senza memoria si recide il futuro ed il presente, l’iperstoria cancella con l’Umanesimo la verità, non resta che il regno del digitale. L’infosfera è il nuovo ambiente costituito dai supporti che interagiscono e fondano il mercato digitale. Il flusso di interazioni è costituito da informazioni. Si occulta il dato primario: le informazioni gestite dai supporti alimentano il mercato. I nuovi padroni dell’etere permeano le tecnologie con la logica del profitto, per cui il flusso inarrestabile di dati è la nuova merce del nuovo capitalismo. Ogni attimo della vita è dono sacrificale al mercato che lo sublima in plusvalore. I gestori della rete di informazioni vampirizzano gli “utenti umani” per estrarre dalla vita i nuovi pacchetti azionari da vendere sul mercato digitale:

“Le ICT stanno mutando la natura vera e propria, e in tal senso il significato stesso, della realtà, trasformandola in un’infosfera. Infosfera è un neologismo coniato negli anni Settanta ed è basato sul termine “biosfera”, che fa riferimento a quella limitata porzione del nostro pianeta caratterizzata dalla vita. Si tratta anche di un concetto in rapida evoluzione. A un livello minimo, l’infosfera indica l’intero ambiente informazionale costituito da tutti gli enti informazionali, le loro proprietà, interazioni, processi e reciproche relazioni. È un ambiente paragonabile al, ma al tempo stesso differente dal, cyberspazio, che è soltanto una sua regione, dal momento che l’infosfera include anche gli spazi d’informazione offline e analogici. A un livello massimo, l’infosfera è un concetto che può essere utilizzato anche come sinonimo di realtà, laddove interpretiamo quest’ultima in termini informazionali5.

La natura umana nell’infosfera

L’infosfera è costituita da informazioni liquide, in quanto il supporto può mutare con facilità, anche l’umanità è paragonata alle tecnologie. Si opera un rovesciamento antiumanistico, l’essere umano è comparato all’infosfera, per cui non è che flusso di informazione senza supporto stabile. I dominatori e i dominati vivono lo stesso ambiente, ma i dominanti sono i nuovi feudatari dell’informazione, il flusso rischia di travolgere anche loro. Nelle interazioni vi è il rischio di un’eccedenza rispetto alle intenzioni di dominio che può sfuggire ai dominatori. L’euristica della paura dovrebbe guidare la filosofia accademica, invece ancora una volta si constata la presenza dell’infosfera, ma si sottovalutano i rischi annessi allo scopo di legittimare la nuova frontiera del mercato:

“I filosofi moderni hanno preferito associare l’esistenza alla possibilità di essere soggetto a percezione. Le loro menti, molto più empiriche, hanno insistito sull’idea che potesse qualificarsi come esistente soltanto ciò che fosse percepibile attraverso i sensi. A immutabilità e percepibilità possiamo aggiungere oggi l’interattività. La nostra filosofia sembra suggerire che “essere è essere in interazione”, anche se ciò con cui interagiamo è solo transitorio e virtuale6”.

Se l’infosfera è il nuovo ambiente dove si raccolgono le illimitate correnti che trasportano le informazioni, l’essere umano non può che essere attraversato dalle nuove forze digitali e dalla logica predatoria che le guida: la natura umana è costituita da bit. Nessuna stabilità, nessun fine metafisicamente fondato, ma come ogni supporto digitale l’essere umano è interno al flusso, interagisce passivamente con la corrente dei bit per diventare solo oggetto di “transazione” che non guida la storia, ma docilmente si adatta alle condizioni del nuovo ambiente. Lo sguardo con cui il soggetto incontra il volto dell’alterità è aumentato dai dispositivi, al punto che la sua inaudita moltiplicazione dovrebbe rendere il soggetto più consapevole, secondo la diagnosi dei sostenitori del nuovo ordine digitale. Se si riporta l’astratto al concreto non è difficile verificare che la società dell’immagine non è consapevolezza di sé, ma dimenticanza dell’unità dell’identità rifratta in mille pose. Lo sguardo da soglia di incontro diviene seduzione predatoria dietro cui si nasconde la solitudine narcisistica racchiusa nella distanza dei dispositivi. Solo la relazione in presenza può essere l’inizio di una storia e della storia, in quanto si vive nella concretezza della scoperta. Lo sguardo disperso consuma immagini senza responsabilità, prepara identità liquide e patologiche:

“In primo luogo, l’esperienza dello sguardo rivolto su di sé risulta amplificata, posposta (in termini di età) e prolungata (in termini di durata). Ciò significa che la tendenza dello sguardo a modificare la natura del sé che vi è soggetto è diventata una caratteristica stabile dell’esperienza onlife. Il sé iperconsapevole non smette mai di tentare di comprendere come è percepito dagli altri. In secondo luogo, attraverso lo sguardo digitale, il sé vede se stesso dalla prospettiva di una terza persona, il cui sguardo è condizionato dalla natura del mezzo digitale, che offre soltanto un’osservazione parziale e specifica. È un po’ come essere costretti a guardare a se stessi attraverso uno specchio distorto che non offre accesso7.

In un’intervista di Enzo Biagi del 1971 Pier Paolo Pasolini verificava che la TV e lo schermo in generale falsificano la relazione. La distanza mediatica impoverisce la comunicazione al punto da porre colui che si mostra nello schermo su un podio invisibile. Il senso di superiorità acquisita dalla distanza secondo lo scrittore è la nuova barbarie che si profilava nella società a capitalismo integrale. Pasolini era supportato nella sua analisi dalla dialettica e dalle categorie marxiane. La nuova filosofia accademica ha scelto l’astratto, ha scollato il digitale dalla logica che lo governa, pertanto “rischia” di essere “il supporto” del capitalismo assoluto. Alla filosofia adattiva bisogna opporre più filosofia teoretica e critica per far crescere la consapevolezza comunitaria delle pratiche del digitale, le quali sono investite dall’ideologia del controllo e del consumo. La vera urgenza non è decantare le potenzialità della tecnocrazia, ma svelare la logica del dominio in atto. La prassi si elabora con processi che conducono fuori della spelonca svelando la presenza della caverna a coloro che hanno naturalizzato lo sguardo. Senza filosofia non vi è storia e non vi è politica, e questa dovrebbe essere la verità prima da cui iniziare il processo di liberazione.

Note

1 Luciano Floridi, La quarta rivoluzione Come l’infosfera sta trasformando il mondo, Raffaello Cortina Editore

Milano, 2017, Tempo l’iperstoria.

2 Ibidem Dati

3 Ibidem Dati

4 Ibidem Spazio L’Infosfera

5 Ibidem La vita nell’infosfera

6 Ibidem La vita nell’infosfera

7 Ibidem Percezione: lo sguardo digitale

L'India un miliardo e trecentomila persone hanno puntato sulla cura mentre l'Occidente usa solo i vaccini che non vaccinano, i contagiati, quindi, aumentano aumentano aumentano ad ondate mentre lì hanno fermato il covid

Che fine ha fatto l’India? I media fanno gli indiani



Nella primavera dello scorso anno improvvisamente i media misero assieme una sorta di campagna dell’orrore sull’India a causa dell’aumento dei contagi e dei morti attribuiti al Covid: nulla fu risparmiato all’uomo della strada cui furono venduti un numero straordinario di decessi quando essi erano pressoché la normalità per una popolazione di 1 miliardo e 300 milioni di persone e furono spacciati come situazioni di emergenza i roghi funerari in uso circa da tremila anni. Insomma un perfetto fritto misto di menzogne e ignoranza usato per spingere il governo indiano a proibire ufficialmente le cure e ad essere più solerte nelle misure anticovid, perché il fatto che nel sub continente ci fossero manifestazioni contadine che radunavano fino a 300 milioni di persone in una settimana senza un’ecatombe, era certamente un affronto per ila narrazione ufficiale. Tuttavia dopo questo breve festival di cazzate e vista la resistenza di buona parte del governo e della classe medica indiana ai diktat, dell’India non si è più parlato nemmeno di straforo e per un motivo semplicissimo: che dal giugno scorso fino ad oggi c’è stato uno straordinario calo di del numero dei casi, nonostante ( ma si potrebbe tranquillamente dire a causa di) l’India rimanga un fanalino di coda per quanto riguarda le vaccinazioni. Un silenzio imbarazzante visto che l’India rappresenta un settimo della popolazione mondiale, non si parla delle isole Tonga.

Cosa fanno gli indiani di diverso dagli europei occidentali? Semplicemente i medici sono liberi di somministrare un cocktail di farmaci come misura preventiva, in primo luogo l’ivermectina che come è noto è praticamente proibita nella quasi totalità dei Paesi occidentali, nonostante il fatto che essa sia inserita dall’Oms nell’elenco dei 100 farmaci indispensabili e venga usata da decenni senza problemi. Anzi nello stato dell’Uttar Pradesh che conta 200 milioni di abitanti essa viene distribuita come profilassi preventiva con risultati straordinari. Cosa che peraltro trova conferma nei molti Paesi africani dove questa medicina viene regolarmente somministrata per altri problemi rispetto al Covid: contagi e decessi sono enormemente inferiori a quelli europei o americani Quindi perché da noi solo a nominare l’ivermectina si viene bollati come teorici della cospirazione? Semplicemente perché proprio queste evidenze così clamorosamente e insensatamente trascurate mettono in luce la cospirazione vaccinale. In poche parole l’India o magari anche il Giappone dove l’ivermectina è regolarmente usata con risultati incredibilmente buoni, sono la dimostrazione della fallacia dell’ideologia vaccinista, quindi meglio nasconderle agli occhi .E fare gli indiani. Anche perché queste sostanze sono efficaci nel contenere molti tipi di virus e potrebbe essere un bel guaio per Big Pharma se dovessero entrare come farmaci di elezione nella cura e nella prevenzione delle sindromi influenzali stagionali: miliardi di dosi di vaccini antri covid e antinfluenzali rischierebbero di rimanere invenduti.

8 gennaio 2022 - NEWS DELLA SETTIMANA (7 gen 2022)

Anche in Olanda i vaccini non vaccinano. Ti infetti, infetti, ti ammali e puoi morire

Olanda: Il governo nasconde l’eccesso di mortalità
Maurizio Blondet 8 Gennaio 2022

Sebbene vi sia chiaramente un aumento della mortalità in eccesso nei Paesi Bassi, la causa di ciò rimane poco chiara. In che misura gioca un ruolo la corona o la vaccinazione contro il covid? Questo deve essere scoperto il prima possibile, affermano Ronald Meester ed Eline van den Broek – Altenburg.


Il 1 ° dicembre 2021, la Camera dei rappresentanti ha adottato all’unanimità la mozione Omtzigt su uno studio accademico indipendente sull’attuale eccesso di mortalità. Ad oggi, questa mozione non è stata ascoltata dal gabinetto. A causa della situazione urgente, lo troviamo straordinario e in realtà irresponsabile.

Nel corso di dicembre, l’eccesso di mortalità è ulteriormente aumentato, a circa 1.200 persone a settimana, secondo i dati del Central Bureau of Statistics (CBS). Le cause di questa elevata mortalità non sono chiare: potrebbero essere in parte vittime (registrate o non registrate) del coronavirus, potrebbero essere legate a cure ritardate, ma non possiamo escludere che le vaccinazioni di massa abbiano qualcosa a che fare con questo. Del resto: ricerche recenti mostrano che sulla base dei dati attuali non si può escludere che le vaccinazioni non siano solo protettive, ma in una certa misura anche al di sopra dei 65 anni di età. Nel mese di dicembre, quando sono state nuovamente introdotte le misure di lockdown, si prevede una diminuzione della mortalità in eccesso.

La ricerca internazionale mostra che esiste una grande diversità nel rapporto tra mortalità in eccesso e mortalità correlata al Covid-19. In alcuni paesi, come il Messico, ad esempio, vediamo un’elevata mortalità e un numero relativamente basso di decessi per covid. In altri paesi vediamo relazioni molto diverse. Questo rapporto indica in parte quanto bene il Paese possa far fronte al picco di capacità sanitaria e in parte quanto sia grande il problema della morte correlata al covid in relazione ad altri problemi.

Con la mozione sostenuta all’unanimità dalla Camera, Pieter Omtzigt ha chiesto al governo di avviare al più presto uno studio accademico per scoprire le cause dell’elevata mortalità nei Paesi Bassi. In un momento in cui l’urgenza e la coercizione della vaccinazione sono in cima all’agenda politica olandese ed europea, dovrebbe essere ovvio che il governo dovrebbe prima e senza ulteriori indugi attuare la mozione di Omtzigt.

Privacy

Insistiamo quindi su un’indagine indipendente, condotta da pochi statistici, medici, analisti di dati e scienziati della salute, che devono avere accesso a tutti i dati di origine, ovviamente con una buona garanzia di privacy. Si tratta di dati di origine relativi a dati demografici (come età, sesso, BMI), dati socio-economici (come reddito), stato vaccinale, effetti collaterali, comorbidità e tutti i dati sui possibili ricoveri ospedalieri. Fino ad ora, il governo non ha reso disponibili questi dati, rendendo impossibile la ricerca sulle notevoli morti.

Questa ricerca è necessaria per determinare le cause cliniche dell’eccesso di mortalità, qual è l’effetto delle misure della corona, se alcuni gruppi della società sono colpiti in modo sproporzionato e come i Paesi Bassi “si comportano” rispetto ai paesi vicini. . È possibile che parte dell’eccesso di mortalità rimanga inspiegabile, ma dobbiamo fare tutto il possibile per capirne il più possibile.

Solo quando sapremo di più sulle possibili cause dell’elevata mortalità, potremo placare i disordini e prendere le giuste decisioni politiche, mediche e sociali. Un incidente con dieci o cento morti è sempre seguito da un’indagine e i numeri coinvolti sono molto maggiori. Ci sembra quindi irresponsabile aspettare ancora con questa indagine.

Ronald Meester è professore di teoria della probabilità, Eline van den Broek – Altenburg è un economista sanitario.

Lo statunitense o è un bugiardo o non conosce i trattati tra la Russia e il Kazakistan, Armenia, Biellorussia, Kirghizistan

Mosca si scaglia contro le parole di Blinken
-8 Gennaio 2022


Mosca si scaglia contro le parole del Segretario di Stato americano Antony Blinken. Il Segretario USA ha criticato l’invio delle truppe russe in Kazakistan. Ha inoltre affermato che ora il Kazakistan non riuscirà più a sbarazzarsi dei russi.
Mosca si scaglia contro Blinken: cos’è successo?

Ieri, il Segretario di Stato americano Antony Blinken si è detto preoccupato per l’arrivo delle truppe russe in Kazakistan. Tali truppe sono arrivate nel Paese per aiutare il governo kazako a sedare i disordini. Blinken ha affermato che il Kazakistan non riuscirà più a liberarsi delle truppe russe. “Una lezione della storia recente è che una volta che i russi sono a casa tua, a volte è molto difficile convincerli ad andarsene“, ha detto il Segretario. Le parole di Blinken hanno fatto infuriare Mosca.

Il ministero degli Esteri russo ha definito l’osservazione di Blinken “tipicamente offensiva” e lo ha accusato di scherzare sui tragici eventi in Kazakistan. Ha affermato che Washington dovrebbe analizzare i suoi interventi in paesi come il Vietnam e l’Iraq. “Se Antony Blinken ama così tanto le lezioni di storia, allora dovrebbe tenere conto di quanto segue: quando gli americani sono a casa tua, può essere difficile rimanere in vita e non essere derubati o violentati. Ci viene insegnato questo non solo dal recente passato, ma da tutti i 300 anni di stato americano“, ha detto il ministero sul suo canale di social media Telegram. Il ministero ha poi sottolineato che il dispiegamento in Kazakistan è stata una risposta legittima alla richiesta di sostegno di Almaty da parte dell’Organizzazione del Trattato per la sicurezza collettiva, un’alleanza di Stati ex sovietici che include la Russia.

La Russia riabilita De Donno mentre in Italia le istituzioni l'hanno assassinato

CRONACHE
Sabato, 8 gennaio 2022
Covid, Russia autorizza farmaco con anticorpi estratti da pazienti guariti
Via libera dal ministero della Sanità russo per la certificazione del farmaco "Covid-Globulin" che contiene anticorpi estratti da pazienti guariti da Covid-19di Raffaele Tafuro


Il medicinale ha un'alta efficacia e sembra in grado di prevenire il 70% dei casi gravi e dei ricoveri

Ancora una volta la Russia è tra le nazioni protagoniste al mondo nel creare un “antidoto” contro il Covid-19. La holding farmaceutica Russa Nacimbio della Rostec State Corporation, che sviluppa e produce farmaci immunobiologici ha avuto il via libera da parte del Ministero della Sanità Russa per la certificazione del farmaco "Covid-Globulin" che contiene anticorpi estratti da pazienti guariti da coronavirus. Farmaco che presto sarà disponibile per curare chi ha contratto il coronavirus.

Secondo i numerosi test effettuati è emerso che il medicinale ha un'elevata efficacia e capacità di neutralizzare il coronavirus e pare sia in grado di prevenire il 70% dei casi gravi e dei ricoveri tra coloro che risultano positivi al virus. Il farmaco ha mostrato la massima efficacia se usato nelle prime fasi della malattia.

Gli studi clinici hanno dimostrato che il "Covid-Globulin" è in grado di arginare la “tempesta citochinica” una reazione violenta delle difese immunitarie che, anziché proteggere dal virus, attaccano tutti gli organi del paziente, fino ad ucciderlo.

Dopo il vaccino Sputnik, brevettato e distribuito tra i primi al mondo durante la pandemia i Russi con il "Covid-Globulin" compiono un ulteriore passo in avanti per arginare l’indomabile Covid-19.

I vaccini che non vaccinano - Il gioco delle tre carte delle istituzioni sui contagiati che non sono malati non sono malati non sono malati. La tassa/tangente senza soluzione di continuità sull'obbligatorietà dei tamponi farlocchi. Forza Italia c'è la possiamo fare a diventare melma nella melma

Il report dell'Iss: aumento rapido nuove infezioni. Cala l'età dei positivi

Undicesima settimana consecutiva di aumento dei nuovi casi di Covid-19. Balzo dell'incidenza
aggiornato alle 15:1608 gennaio 2022

© AGF - File, tamponi, drive in

AGI - Per l’undicesima settimana consecutiva c'è un aumento "rapido e generalizzato" del numero di nuove infezioni di Covid 19 in Italia.

Lo indica l'Aggiornamento nazionale sull'epidemia dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), che registra 1.098 casi per 100.000 abitanti dal 27 dicembre al 2 gennaio, rispetto i 429 per 100.000 abitanti annotati dal 20 dicembre al 26 dicembre, secondo i dati di flusso Iss; anche quelli aggregati raccolti dal ministero della Salute vanno in questa direzione, segnando 1.669 per 100.000 abitanti nel periodo 31 dicembre-6 gennaio.

Dal 20 dicembre al 2 gennaio sono stati segnalati 934.886 nuovi casi, tra i quali 721 decessi, valore che non include le persone decedute pure in quel periodo ma con una diagnosi antecedente al 20 dicembre.

Sul conteggio dei decessi però pesa un forte ritardo nella loro notifica, in particolare in Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e dalla provincia autonoma di Bolzano "dovuto a difficoltà tecnico-organizzative e forte pressione sui servizi sanitari". La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale è quella 20-29 anni, pari a 2.144 casi per 100.000 abitanti, in aumento rispetto la settimana precedente.

Gli over 80 anni, con 302 casi ogni 100.000 abitanti, sono la fascia con incidenza minore, perché "presentano anche una maggiore copertura vaccinale sia con ciclo completo che con dose di richiamo". L’età mediana di chi ha contratto l’infezione da virus Sars-CoV-2 nel periodo in esame è pari a 35 anni, in diminuzione rispetto alla scorsa settimana. In aumento da due settimane la percentuale di casi tra operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

e vai, l'euroimbecille del Pd Gualtieri ha iniziato a governare Roma, raddoppio stipendio mentre per i romani i redditi vengono falciati dagli aumenti enormi delle bollette del gas e della luce. Il magna magna ri-inizia

Comune di Roma: con il nuovo Consiglio aumenta lo stipendio

8 Gennaio 2022 - 15:49

Dopo l’aumento per i sindaci italiani, si punta al raddoppio per le buste paga dei consiglieri comunali, quelli del Campidoglio.


I consiglieri comunali capitolini ritengono troppo esigua la somma che gli viene corrisposta mensilmente.

La questione, posta sul tavolo dai membri del PD, solleva non poche polemiche, ma, per come sti sta evolvendo la cosa, la mossa al raddoppio della cifra che oggi leggiamo sulle loro buste paga potrebbe andare a buon fine senza eccessivo clamore.

La vicenda che negli ultimi giorni si sta dipingendo negli ambienti politici romani però merita un focus più specifico, a partire dalle recenti mosse del governo che hanno costituito un vero e proprio procedente per questa proposta.

Ecco quindi a quali cifre si punta e da quali valori si parte, per ciascuna delle cariche comunali della Città Eterna.

L’opinione di Gualtieri

Il rialzo degli stipendi per tutti i sindaci e gli assessori, decisione presa in seno all’attività del Governo stesso, aveva portato alcuni parlamentari a presentare un emendamento per proporre l’aumento degli stipendi anche per i consiglieri. L’esecutivo però aveva negato questa possibilità. A Roma tuttavia la volontà resta forte e «torna sotto altra forma», con un’iniziativa interna.

Le prime voci erano circolate tra lo staff di Gualtieri già il 4 gennaio, in una seduta di gruppo ma non lo vedevano protagonista in prima persona. Oggi però anche il primo cittadino sembra aver dato il via libera. Il palazzo modificherà il proprio regolamento interno che prevede che lo stipendio del consigliere sarà un terzo di quello del sindaco.

Il sindaco infatti vedrebbe di buon occhio l’iniziativa anche perché, dal canto suo, i benefici sono già in arrivo. A breve da uno stipendio di 5.700 netti al mese si passerà, trattandosi di una grande città come Roma a oltre 11mila euro. Il suo braccio destro, il vicesindaco, ne guadagnerà invece 7322 e al terzo posto, se dovessimo stilare un ranking dei guadagni, si colloca il presidente d’Aula che percepisce lo stesso stipendio lordo di un assessore: 6345 euro al mese.

L’attuale stipendio e la proposta al raddoppio

Gli “onorevoli” comunali vorrebbero ritoccare la propria busta paga, oggi stabile a quota 1.500 euro netti al mese per coloro i quali prestano servizio all’istituzione con estrema assiduità.

I promotori dell’iniziativa infatti lamentano di guadagnare troppo poco a fronte dell’impegno settimanale che questo ruolo richiederebbe.

A commentare la richiesta sarebbe intervenuto tra gli altri il senatore PD Bruno Astorre con queste parole:

«È incomprensibile la bocciatura dell’emendamento, i consiglieri comunali hanno un ruolo
fondamentale e carico di responsabilità. Una funzione importante che
gli va riconosciuta, anche economicamente. Spero si riesca a porre rimedio a questo errore al più presto, noi sicuramente andremo avanti su questa strada».

Questa sollecitazione e quest’appoggio avallano quindi la richiesta di raggiungere il valore di circa 3.500 euro netti per ciascun membro del consiglio.
Quando dovrebbe accadere?

La proposta sembra pronta a entrare in porto tant’è che, per la fine di gennaio, la bozza della delibera stesa da 4 eletti del PD verrà discussa in Aula.

Questa tempestività fa riflettere: subito dopo la votazione del bilancio di solito si votano le urgenze. A commentare l’atto c’è un consigliere che preferisce mantenere l’anonimato:

«Non vogliamo passare per questuanti. Incassiamo gettoni senza contributi, nulla, per un importo più basso del minimo tra i dipendenti comunali. E votiamo noi un bilancio di 5 miliardi, con tutte le responsabilità che comporta».

Solo una questione di giusti riconoscimenti quindi, no?

Se arrivano i tassi la Depressione deflattiva è certa

Una banca si prepara al catastrofico "shock dei tassi" mentre la supernova di liquidità diventa negativa

DI TYLER DURDEN
SABATO 8 GENNAIO 2022 - 06:11

Bene, finalmente ci siamo: il 2022 è arrivato e lo shock dei tassi che il capo stratega d'investimento ribassista di BofA Michael Hartnett ha profeticamente avvertito è arrivato proprio fuori dal cancello, e con il botto mentre sia i rendimenti nominali che quelli reali sono aumentati bruscamente solo nella prima settimana del 2022.


E sfortunatamente, se la visione di Hartnett per il resto del 2022 è accurata come lo è stata finora, peggiorerà molto.

Mentre Euroimbecilandia Green ci ha fatto aumentare le bollette di luce e gas, Loro si possono permettere il lusso di far fare centinaia e centinaia di voli vuoti

Per tenere gli slots, Lufthansa ha operato 18.000 voli vuoti. Saluti all’Europa green

8 Gennaio 2022 - 13:00

Stampa e governo belga denunciano (3.000 erano di Air Brussels), l’Ue tace. In compenso, i prezzi dei futures sulle emissioni tornano sui massimi record a causa del caro-gas. E le fabbriche chiudono


Mentre in Italia Regione Sardegna e governo cercano una soluzione per i 1322 dipendenti di Air Italy licenziati, di fatto aprendo la strada a ulteriori ammortizzatori sociali che andranno inseriti nel computo di nuovo deficit già necessario per i ristori del turismo, dal Belgio arriva la pietra tombale della favoletta green dell’Europa.

Stando a quanto denunciato da Le Soir e RTBF, infatti, questo inverno Lufthansa avrebbe operato circa 18.000 voli totalmente vuoti o quasi vuoti, di cui 3.000 sotto le insegne di Air Brussels, unicamente in ottemperanza alle deliranti regole europee per il mantenimento degli slots nei principali hub aeroportuali del Continente. Per non perdere diritti di decollo e atterraggio, infatti, l’Ue richiede alle linee aeree di operare almeno l’80% dei voli programmati. Un numero altissimo in periodo di pandemia, tanto che quella percentuale è stata abbassata al 50% ma gli attuali numeri del trasporto aereo appaiono ben lontani anche da quell’obiettivo.

Che fare, quindi? In ossequio all'agenda di emissioni zero e alle estenuanti trattative di COP26, il vettore tedesco e la sua controllata belga hanno svolazzato con i velivoli a coefficiente di riempimento quasi a zero per tutto l’inverno, bruciando carburando e quindi inquinando inutilmente. E se il ministro dei Trasporti belga, Georges Gilkinet, ha immediatamente chiesto alla Commissione Ue che si metta mano a una regolamentazione incomprensibile da un punto di vista sia economico che di impatto ambientale, di fatto abbassando ulteriormente la percentuale minimi di voli da operare per non veder messi in discussione gli slots, dalla Germania è arrivato un chiaro segnale di coda di paglia.

La stessa Lufthansa, infatti, ha confermato la cancellazione di circa 33.000 collegamenti aerei da qui alla fine di marzo, citando ovviamente come ragione la scarsità di domanda dovuta alla variante Omicron e alla nuove restrizioni. D'altronde, i diritti per gli slots sono stati già garantiti dai 18.000 non necessari di questo inverno: et voilà. Qualcosa non funziona. Soprattutto alla luce di questi due grafici,

Andamento del prezzo dei futures CO2 (emissioni) europei Fonte: The Daily Shot
Andamento dell’utilizzo di gas da parte del comparto industriale europeo Fonte: Bloomberg

i quali mettono in prospettiva il disastro industriale cui la stessa Europa sta andando incontro per il combinato di scarsità delle risorse energetiche e limiti ambientali imposti con furore ideologico e poco raziocinio pragmatico. Se infatti il prezzo de futures per le emissioni di CO2 sta tornando sui livelli di record assoluto, proprio a causa dell’aumento di utilizzo di carbone a fronte del caro-gas, la seconda immagine dovrebbe risvegliare un minimo di buon senso anche nei fan più sfegatati di Greta Thunberg che albergano a Bruxelles.

L’utilizzo di gas da parte dell’industria europea ha infatti subito un drastico taglio nel quarto trimestre del 2021, un -5% che rappresenta il calo maggiore dal secondo trimestre del 2020, quello devastante della prima ondata di Covid. A confermarlo i dati diffusi dall’azienda di consulting energetico Engie EnergyScan, il cui numero uno, Julien Hoarau, non ha usato mezzi termini con Bloomberg nel lanciare l’allarme: Le comunicazioni di operatività interrotta o non ripresa dopo la pausa natalizia da parte delle fabbriche europee stanno ricominciando a fioccare e questo ci porta a dire che il primo trimestre di quest’anno potrebbe coincidere con una nuova ondata di distruzione della domanda industriale.

E se l’ultima settimana del 2021 ha visto addirittura esacerbarsi quella dinamica, segnando un -7% di utilizzo di gas nel Nord Europa, i blocchi della produzione cominciano a estendersi a macchia di leopardo. Alcoa ha bloccato la produzione di alluminio nella sua fabbrica spagnolo per due anni, la norvegese Norsk Hydro sta tagliando la produzione in Slovacchia mentre Nyrstar, unità del gigante svizzero Trafigura sta mettendo in stand-by una fonderia di zinco in Francia e il principale produttore di ammoniaca tedesco, SKW Piesteritz Holding GmbH, ha chiuso uno dei suoi principali siti produttivi già in dicembre. Praticamente, di fronte a noi sta formandosi la vera tempesta perfetta. Ancora voglia di assecondare Greta Thunberg e i suoi bla bla bla?

Cina - Controllo sempre più determinato per gestire l'economia e le bolle createsi in questi anni e l'aziende tecnologiche non sfuggono alle regole

Cina contro Big Tech: Governo pronto a controllare algoritmi dei colossi del web

7 Gennaio 2022 - 12:20

Prosegue la guerra di Xi Jinping nei confronti delle Big Tech cinesi. Dal prossimo 1° marzo il Governo di Pechino potrà controllare e intervenire sugli algoritmi sviluppati dai colossi del web.


La Cina continua la sua stretta nei confronti delle Big Tech della nazione. L’ultima di una serie di misure contro i colossi del web riguarda quello che viene considerato il bene di maggior valore del capitale immateriale di una società operante nel settore tecnologico: l’algoritmo.

Il Governo di Pechino ha infatti definito le regole che entreranno in vigore nella Repubblica Popolare a partire dal prossimo 1° marzo. Queste hanno come obiettivo principale quello di disciplinare l’utilizzo degli algoritmi sviluppati dalle aziende stesse, tra cui, solo per citare le più importanti, Alibaba e Tencent.

La regolamentazione che la Cina si prepara ad attuare è sicuramente una mossa senza precedenti a livello internazionale, con la quale per la prima volta il Governo di un Paese è pronto a entrare in quelli che sono considerati i segreti più preziosi di un’azienda tecnologica.

Sono molti gli osservatori interessati a quelle che potranno essere le conseguenze, sia a livello economico che politico, di questa decisione, grazie alla quale il presidente Xi Jinping è pronto ad accrescere ancora di più il suo potere sulla nazione.

Così il Governo cinese potrà controllare gli algoritmi delle Big Tech

Lo scopo ufficiale di questa decisione è salvaguardare gli utenti, proteggendoli da frodi e truffe che potrebbero derivare dalle raccomandazioni algoritmiche generate automaticamente sulle varie app.

Al tempo stesso, come riportato dalle dichiarazioni governative, attraverso le nuove norme, gli utenti potranno essere in grado di disattivare i servizi di raccomandazione, selezionando o eliminando i tag di profilazione. Inoltre, gli algoritmi che forniscono feed di notizie dovranno ottenere una licenza, così da non poter diffondere fake news sui social e sulle diverse piattaforme online.

In caso le Big Tech cinesi non rispettino le nuove direttive, il Governo può applicare delle sanzioni nei loro confronti, le quali vanno da un minimo di 10 mila yuan a un massimo di 100 mila yuan. L’equivalente di, rispettivamente, 1.387 e 13.875 euro).

Le conseguenze della nuova stretta della Cina

Per verificare il corretto funzionamento, i regolatori potranno intervenire ispezionando i codici che sono stati sviluppati alla base dell’algoritmo. Questa nuova situazione rischia così di influire pesantemente, almeno nel breve periodo, sul modello di business delle società nel mirino.

Come è possibile osservare, le linee guida tracciate sono le stesse su cui si discute negli ultimi anni in tutto il mondo. Tuttavia, un intervento così massiccio da parte di uno Stato in cui la popolazione non può contare su una piena democrazia, rischia di accrescere a dismisura il potere del Governo.

Nel caso specifico della Cina, permette anche a Xi Jinping di portare a termine la sua guerra contro i grandi imprenditori, in primis Jack Ma, tra i pochi in grado di minacciarne la supremazia assoluta all’interno dei confini nazionali.

Lo sfascio delle istituzioni è in pieno atto. C'è una tana libera tutti. Draghi, lo stregone maledetto/vile affarista/coniglio mannaro che vorrebbe piegare metà Nazione ma poi fugge dopo questa decisione. La più alta istituzione dello stato la Presidenza della Repubblica, la garanzia di ultima istanza che lascia compiere giorno dopo giorno lo scempio della Costituzioni con una scusa di un'emergenza che emergenza non è. Gli ospedali sono anni che si intasano nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, basta guardare le cronache degli anni passati, risalendo anche al secolo scorso. Un vaccino che non vaccina, un'obbligatorietà di tamponarsi per incutere Paura&terrore e ingrassare il settore farmaceutico pagando quasi quotidianamente la tangente in soldi. Abbiamo tempo fino alle elezioni di un nuovo Presidente-Garante e poi ci sarà l'assalto alla diligenza ai nostri risparmi. Noi lo diciamo, niente segno del dopo.

LA RIFLESSIONE
L’Italia dei Comuni batte Draghi: i sindaci chiudono le scuole e imbarazzano il Governo

Forse non è mai successo quello che sta accadendo in queste ore. In tutto il Paese i primi cittadini stanno contraddicendo le direttive di Palazzo Chigi che aveva fatto i conti senza l’oste. E in Calabria Occhiuto fa il tifo per loro (ASCOLTA L'AUDIO)

di Enrico De Girolamo
7 gennaio 2022 19:19

Mario Draghi

È inedito ciò che sta succedendo in queste ore in Italia. Da una parte il Governo Draghi, che conferma con toni perentori l’intenzione di non far slittare il ritorno a scuola previsto per lunedì 10 gennaio. Dall’altra presidi, medici e presidenti di Regione che spingono per uno stop prolungato di almeno una settimana per arginare la recrudescenza dei contagi da Covid, che ieri hanno superato il record di 200mila casi in 24 ore, segno che la variante Omicron, considerato come il virus più contagioso della storia dell’Umanità, galoppa a ritmi forsennati. Lo scenario potrebbe cristallizzarsi in questa diatriba istituzionale che ha, in base alla legge, già un vincitore: Palazzo Chigi.

Neppure i presidenti di Regione, infatti, possono contraddire le decisioni assunte dal Governo. È previsto espressamente nel decreto di Natale, quello varato il 24 dicembre scorso. Se lo facessero, i loro provvedimenti sarebbero estremamente vulnerabili a una decisione contraria del Tar. Lo stesso governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che di certo non è uno che indugia nell’approccio diplomatico, non ha annunciato atti d’imperio, ma continua a invocare un stop che venga imposto da Roma. Partita vinta a tavolino da Palazzo Chigi, quindi, che invece da questo orecchio non ci vuol proprio sentire.

E invece no. Perché a mettersi di traverso, in tutta Italia, sono in queste ore i sindaci, terzo incomodo che forse nessuno aveva tenuto nella giusta considerazione.
LaC News24 sta documentando da questa mattina la progressiva adesione dei primi cittadini calabresi alla tesi delle scuole chiuse per arginare i contagi e permettere di incrementare nel frattempo la campagna vaccinale tra i più giovani.

Le ordinanze comunali che prevedono la non riapertura degli istituti lunedì 10 si affastellano una sopra l’altra, ora dopo ora. E così sta accadendo nel resto d’Italia, dove i sindaci, massima autorità in tema di salvaguardia territoriale della salute pubblica, stanno adottando ordinanze di chiusura in aperto contrasto con le direttive del Governo, che probabilmente aveva fatto i conti senza l’oste.

Hai voglia ad ostentare l’autorevolezza e l’autorità di un presidente del Consiglio, Mario Draghi, che è riuscito a domare anche Matteo Salvini facendogli ingoiare pillole amarissime per l’elettorato della Lega.

I sindaci, anche quelli di piccolissimi paesi sperduti su un cucuzzolo appenninico, hanno un potere che il premier, in questo frangente, non ha. E lo stanno usando. Primi cittadini che poi non sono altro che il riflesso del loro elettorato, altrettanto minuto ma forse mai come in questa circostanza capace di decidere le sorti del Paese. L’ha compreso Occhiuto, che oggi ha esplicitamente affermato che lui non può fare nulla per impedire l’apertura delle scuole, ma non ostacolerà i sindaci che decideranno diversamente.

E dunque, lunedì, moltissime scuole resteranno chiuse, non perché l’hanno deciso premier o governatori, esperti virologi o parlamentari. Resteranno chiuse perché così ha deciso il “popolo”, quello che ha il numero di telefono del sindaco, che lo incontra sul corso mentre va a fare la spesa, che può andare sotto casa sua a chiedergli conto del perché non si adegui alle sue istanze.

Draghi, che ha dominato l’Europa da presidente della Bce, che viene anelato in cima al Quirinale e invocato a Palazzo Chigi, Draghi che tutto il mondo ci invidia per capacità e autorevolezza, deve fare ora i conti con il potere di una fascia tricolore che di solito va in giro tesa su un petto tronfio mentre risuonano le note della banda musicale del paese, con la “P” minuscola.
È l’Italia dei Comuni, quella di Dante e di Boccaccio, che ritorna o che forse non è mai finita. Perché, in fondo, sempre italiani siamo.

I vaccini che non vaccinano. Le ondate che si susseguono ad ondate. I contagi dei vaccinati continua interrottamente. Tutto basato su tamponi farlocchi che non distinguono le influenze di vario tipo dai raffreddori. Ormai non siamo più nel campo della scienza ma nel campo di chi la spara più grossa

Per gli esperti Usa un richiamo del vaccino ogni pochi mesi non è realistico

Il pool di specialisti interpellati dal New York Times spiega che la frequenza ravvicinata delle somministrazioni "ha poco senso dal punto di vista scientifico". Tuttavia una campagna di questo tipo "può aiutare ad alleviare la pressione sul sistema ospedaliero"

aggiornato alle 06:5908 gennaio 2022

Vaccino Usa

AGI - Se la somministrazione di una quarta dose del vaccino contro il Covid-19 ai soggetti ad alto rischio è utile, sottoporre l'intera popolazione a un richiamo ogni pochi mesi "non è realistico" e "ha poco senso dal punto di vista scientifico". È questo l'orientamento prevalente tra gli esperti interpellati dal New York Times, in una fase che, davanti al diffondersi di una variante che si espande con grande rapidità ma appare meno letale, vede le autorità e la comunità scientifica interrogarsi su come convivere con il virus in una "nuova normalità".

"Non è una cosa mai sentita somministrare vaccini periodicamente ma ci sono strade migliori dell'offrire richiami ogni sei mesi", afferma Akiko Iwasaki, immunologa dell'Università di Yale. Prima di tutto, osserva il New York Times, in assenza di un obbligo appare difficile persuadere i cittadini a scoprire il braccio ogni pochi mesi. Se il 73% degli adulti americani ha concluso il ciclo vaccinale, appena un terzo si è sottoposto a un richiamo. "Non appare di sicuro una strategia sostenibile nel lungo termine", commenta Deepta Bhattacharya, immunologa dell'Università dell'Arizona.

Inoltre, ricorda il quotidiano Usa, non sono disponibili al momento dati a sostegno dell'utilità di una quarta dose per persone non immunodepresse. Nell'attuale fase di rapida diffusione della variante Omicron del nuovo coronavirus, una campagna di richiami può aiutare ad alleviare la pressione sul sistema ospedaliero ma l'incremento dell'immunità è comunque transitorio, sottolinea il New York Times, tanto che alcuni studi preliminari mostrano un decremento del numero di anticorpi già alcune settimane dopo la terza dose.

Inoltre la variante Omicron appare in grado di aggirare le difese immunitarie anche al picco della protezione. "Anche con quei livelli di anticorpi, è molto difficile fermare il virus per un tempo prolungato", afferma Shane Crotty, virologo del La Jolla Institute for Immunology, in California. "ora l'asticella è molto più alta e forse un vaccino specifico per la variante Omicron farebbe un lavoro migliore".

"Non ha senso continuare a somministrare richiami per un ceppo che se ne è già andato", dichiara Ali Ellebedy, immunologo della Washington University di St. Louis, "se vuoi aggiungere una quarta dose, aspetterei decisamente l'arrivo di un vaccino specifico per la Omicron". Gli esperti puntano inoltre sui trattamenti che potranno essere disponibili nel prossimo futuro, come i vaccini nasali o orali.

Nella lotta contro altri patogeni, in vari casi aumentare l'intervallo tra le dosi si era rivelato più utile al rafforzamento dell'immunità. Alcuni esperti erano addirittura, in un primo momento, contrari del tutto all'ipotesi di un richiamo poichè la campagna vaccinale originale era apparsa sufficiente a evitare i ricoveri per la maggior parte della popolazione. "Omicron mi ha fatto cambiare idea", spiega Scott Hensley, immunologo dell'Università della Pennsylvania che rimane però contrario a una quarta dose, sul modello israeliano, in quanto altre componenti del settore immunitario, come le cellule T e le cellule B, si mantengono stabili forse anche solo con due dosi e, sebbene non siano in grado di prevenire l'infezione, diminuiscono la gravità dei sintomi e, di conseguenza, le probabilità di finire in ospedale.

"Le persone vaccinate stanno andando davvero bene in termini di ricoveri", osserva Michel Nussenzweig, immunologo della Rockefeller University di New York. La variante Omicron ha cambiato la logica, ricorda Nussenzweig, non ha più senso cercare di impedire il contagio ma "la questione è tenere le persone fuori dall'ospedale". Anche l'immunologo della Casa Bianca, Anthony Fauci, pare ormai persuaso che la priorità non sia più impedire le infezioni sintomatiche ma che a contare davvero siano i ricoveri.

La "nuova normalità" potrebbe quindi prevedere, come per l'influenza, la somministrazione di una dose ai soggetti vulnerabili prima dell'inizio della stagione invernale", spiega Hensley. E sono proprio le campagne vaccinali per l'influenza ad aver mostrato che un'immunizzazione troppo frequente mostra benefici sempre minori. Spetta ora alla Casa Bianca decidere quale sia l'obiettivo: arginare i contagi o semplicemente limitare i ricoveri. "Stiamo andando rapidamente da qualche parte ma non sappiamo dove", conclude Natalie Dean, biostatistica dell'Emory University di Atlanta, "qualunque cosa riservi il futuro, deve essere chiaro quale sia l'obiettivo". E fissarlo spetta alla politica.

I vaccini non vaccinano anzi diventano strumenti di diffusioni delle varianti, previsto da Luc Montagnier, da Vernon Coleman, Giulio Tarro e altri

Omicron si diffonde più velocemente di Delta all'interno di individui vaccinati: studio danese

Tyler Durden's Photo
DI TYLER DURDEN
GIOVEDÌ 6 GENNAIO 2022 - 05:00

Scritto da Naveen Athrappully via The Epoch Times,

Uno studio danese su quasi 12.000 famiglie ha scoperto che Omicron si diffonde più velocemente di Delta tra coloro che sono completamente vaccinati, e ancora più in alto tra coloro che hanno ricevuto colpi di richiamo, dimostrando una forte evidenza dell'evasività immunitaria della variante..

La variante Omicron è stata trovata per eludere l'immunità degli individui vaccinati ad un ritmo molto più veloce rispetto a Delta, e ad un tasso più elevato rispetto ai non vaccinati, secondo lo studio condotto da ricercatori dell'Università di Copenaghen, Statistics Denmark e Statens Serum Institut.

"Confrontando le famiglie infette da Omicron a Delta VOC, abbiamo trovato un SAR 1,17 volte superiore per i non vaccinati, 2,61 volte superiore per i completamente vaccinati e 3,66 volte superiore per gli individui vaccinati con richiamo, dimostrando una forte evidenza di evasività immunitaria del VOC Omicron", ha detto il preprint dello studio. SAR si riferisce al tasso di attacco secondario.

Tuttavia, lo studio ha anche scoperto che gli individui non vaccinati diffondono il virus più facilmente di quelli che sono completamente vaccinati, mentre c'era una ridotta trasmissione tra le persone che hanno ricevuto colpi di richiamo.

C'erano complessivamente 11.937 famiglie coinvolte nello studio, di cui 2.225 avevano già Omicron. Dopo uno o 7 giorni, il team ha seguito le famiglie e ha trovato 6.397 infezioni secondarie. Il SAR è risultato essere il 31% con l'Omicron e il 21% con la variante Delta.

Omicron si è diffuso in 90 paesi in tutto il mondo ed è diventato la variante dominante negli Stati Uniti. Tuttavia, il ceppo ha dimostrato di causare sintomi lievi rispetto alle varianti precedenti come Delta e si traduce in un minor numero di ricoveri.

"L'Omicron VOC (variante di preoccupazione) è stato segnalato per essere da tre a sei volte più infettivo delle varianti precedenti, con un breve tempo di raddoppio, comprese le prime stime da paesi con un'elevata copertura vaccinale che indicano tempi di raddoppio di 1,8 giorni (Regno Unito), 1,6 giorni (Danimarca), 2,4 giorni (Scozia) e 2,0 giorni (Stati Uniti)", dallo studio.

I ricercatori hanno anche suggerito di prendere in considerazione metodi alternativi per combattere l'infezione. "I nostri dati indicano che gli interventi non farmaceutici che sono stati utilizzati per controllare le precedenti varianti di SARS-CoV-2 sono anche probabilmente efficaci contro l'Omicron VOC".

Il settantotto per cento dei cittadini danesi sono completamente vaccinati con due dosi, mentre quasi la metà ha ricevuto un colpo di richiamo. Più dell'80% ha ricevuto il vaccino Pfizer-BioNTech.

L'efficacia dei vaccini è ridotta a circa il 40% per i sintomi e l'80% per la malattia grave con la variante Omicron. I numeri erano migliori con i colpi di richiamo in quanto l'efficacia era ridotta solo all'86% per i sintomi e al 98% rispettivamente per coloro che soffrivano di infezioni gravi.

L'efficacia della vaccinazione con Pfizer-Biotech per prevenire l'infezione con la variante Omicron è solo del 35%, lo studio ha trovato. "Il vantaggio dell'Omicron VOC sembra essere una combinazione di alta trasmissibilità e aumento delle capacità di evadere immunitaria".

"Suggeriamo quindi che potrebbero essere necessari vaccini adattati o migliorati per mitigare la diffusione del VOC Omicron".

Il team danese ha aggiunto che sono necessari ulteriori studi per comprendere l'ultima variante di COVID-19, come hanno concluso: "I nostri risultati confermano che la vaccinazione di richiamo ha il potenziale per ridurre la trasmissione di Omicron VOC nelle famiglie, sebbene la vaccinazione come strategia per il controllo dell'epidemia sia sempre più sfidata dall'evasività immunitaria del VOC Omicron".

Un preprint dello studio è stato pubblicato il 27 dicembre e non è ancora stato sottoposto a peer-review.

https://www.zerohedge.com/covid-19/omicron-spreads-faster-delta-within-vaccinated-individuals-danish-study?utm_source=&utm_medium=email&utm_campaign=399

Il giudice mette a nudo le furberie dell'istituzione FDA che dovrebbe proteggere la salute degli statunitensi e invece copre le trame delle multinazionali dei farmaci per fare più soldi alle spalle dei cittadini che se ne fregano della salute

Il giudice respinge il ritardo di 75 anni della FDA sui dati Vax, taglia a soli 8 mesi

DI TYLER DURDEN
VENERDÌ 7 GENNAIO 2022 - 06:11

Un giudice federale ha respinto una richiesta della FDA di produrre solo 500 pagine al mese dei dati presentati da Pfizer per concedere in licenza il suo vaccino Covid-19 - e ha ordinato loro di produrre 55.000 pagine al mese. Supponendo che ci siano circa 450.000 pagine, ciò significa che ci vorranno poco più di otto mesi perché il mondo veda cosa c'è sotto il cofano.


L'avvocato Aaron Siri, che rappresenta il querelante nel caso, ha fornito questo straordinario aggiornamento tramite il suo blog, Injecting Freedom :

Per conto di un cliente, la mia azienda ha chiesto alla FDA di produrre tutti i dati presentati da Pfizer per concedere in licenza il suo vaccino Covid-19. La FDA ha chiesto alla Corte il permesso di essere richiesto solo per produrre ad un ritmo di 500 pagine al mese, che avrebbe richiesto oltre 75 anni per produrre tutti i documenti.

Sono lieto di riferire che un giudice federale ha respinto sonoramente la richiesta della FDA e ha ordinato alla FDA di produrre tutti i dati in una clip di 55.000 pagine al mese!

Questa è una grande vittoria per la trasparenza e rimuove una delle strette che le autorità federali "sanitarie" hanno avuto sui dati necessari agli scienziati indipendenti per offrire soluzioni e affrontare gravi problemi con l'attuale programma vaccinale – questioni che includono l'immunità calante, le varianti che eludono l'immunità vaccinale e, come ha confermato il CDC, che i vaccini non impediscono la trasmissione.

Nessuna persona dovrebbe mai essere costretta a impegnarsi in una procedura medica indesiderata. E mentre è abbastanza grave che il governo abbia violato questo diritto fondamentale alla libertà imponendo il vaccino Covid-19, il governo ha anche voluto nascondere i dati aspettando di produrre pienamente ciò su cui si basava per concedere in licenza questo prodotto fino a quando quasi tutti gli americani vivi oggi sono morti. Questa forma di governo è distruttiva per la libertà e antitetica all'apertura richiesta in una società democratica.

Nell'ordinare il rilascio dei documenti in modo tempestivo, il giudice ha riconosciuto che il rilascio di questi dati è di fondamentale importanza pubblica e dovrebbe essere una delle massime priorità della FDA. Ha poi giustamente citato James Madison dicendo che un "governo popolare, senza informazioni popolari, o i mezzi per acquisirle, non è che un prologo di una farsa o di una tragedia" e John F. Kennedy che spiega che una "nazione che ha paura di lasciare che il suo popolo giudichi la verità e la falsità in un mercato aperto è una nazione che ha paura del suo popolo".

Di seguito è riportato il testo integrale dell'ordinanza del giudice, una copia della quale è disponibile anche qui.


CORTE DISTRETTUALE DEGLI STATI UNITI

PHMPT, querelante contro FDA, convenuto,n. 4:21-cv-1058-P

ORDINE

Questo caso riguarda la legge sulla libertà di informazione ("FOIA"). In particolare, è in discussione la richiesta FOIA dell'attore che chiede "[a]ll dati e informazioni per il vaccino Pfizer enumerati in 21 C.F.R. § 601.51 (e) ad eccezione dei rapporti pubblicamente disponibili sul sistema di segnalazione degli eventi avversi del vaccino" della Food and Drug Administration ("FDA"). Vedi ECF n. 1. Come è diventato standard, le Parti non sono riuscite a concordare un programma di produzione reciprocamente accettabile; hanno invece presentato programmi di produzione duellanti all'esame di questa Corte. Di conseguenza, la Corte ha tenuto una conferenza con le parti per determinare un programma di produzione adeguato. [1] Cfr. ECF n. 21, 34.

"L'open government è fondamentalmente una questione americana" – non è né una questione repubblicana né una questione democratica. [2] Come scrisse James Madison, "[un] governo popolare, senza informazioni popolari, o i mezzi per acquisirle, non è che un prologo di una farsa o di una tragedia; o, forse, entrambi. La conoscenza governerà per sempre l'ignoranza: e un popolo che intende essere il proprio Governatore, deve armarsi del potere che la conoscenza dà. [3] John F. Kennedy riconobbe anche che "una nazione che ha paura di lasciare che il suo popolo giudichi la verità e la falsità in un mercato aperto è una nazione che ha paura del suo popolo". [4] E, particolarmente appropriato in questo caso, John McCain (correttamente) ha osservato che "[e]xcessive segreto amministrativo . . . alimenta le teorie del complotto e riduce la fiducia del pubblico nel governo". [5]

Facendo eco a questi sentimenti, "lo scopo fondamentale del FOIA è quello di garantire una cittadinanza informata, [che è] vitale per il funzionamento di una società democratica". NLRB v. Robbins Tire & Rubber Co., 437 U.S. 214, 242 (1977). "FoIA è stato [quindi] emanato per 'bucare il velo del segreto amministrativo e per aprire l'azione dell'agenzia alla luce del controllo pubblico'". Batton v. Evers, 598 F.3d 169, 175 (5th Cir. 2010) (citando Dep't of the Air Force v. Rose, 425 U.S. 352, 361 (1976)). E "il Congresso ha da tempo riconosciuto che 'l'informazione è spesso utile solo se è tempestiva' e che, quindi, 'un eccessivo ritardo da parte dell'agenzia nella sua risposta equivale spesso a una negazione'". Apri Soc'y Just. Initiative v. CIA, 399 F. Supp.3d 161, 165 (S.D.N.Y. 2019) (citando H.R. REP. NO. 93-876, a 6271 (1974)). Quando necessario, un tribunale "può usare i suoi poteri equi per richiedere a un'agenzia di elaborare i documenti secondo una tempistica imposta dal tribunale". Clemente v. FBI, 71 F. Supp.3d 262, 269 (D.D.C. 2014).

Qui, la Corte riconosce le sfide "indebitamente onerose" che questa richiesta FOIA può presentare alla FDA. Si veda in generale eCF n. 23, 30, 34. Ma, come espresso alla conferenza di programmazione, potrebbe non esserci una "questione più importante presso la Food and Drug Administration . . . rispetto alla pandemia, al vaccino Pfizer, all'vaccinare ogni americano, [e] assicurandosi che il pubblico americano sia assicurato che questo non è stato affrettato per conto degli Stati Uniti . . . ". ECF n. 34 a 46. Di conseguenza, la Corte conclude che tale richiesta FOIA è di fondamentale importanza pubblica.

"Le informazioni [S]tale sono di scarso valore." Payne Enters., Inc. c. Stati Uniti,837 F.2d 486, 494 (D.C. Cir. 1988). La Corte, concordando con questa ovvietà, conclude pertanto che il rapido completamento della richiesta dell'attore non è solo praticabile, ma necessario. Vedi Bloomberg, L.P. v. FDA, 500 F. Supp. 2d 371, 378 (S.D.N.Y. Aug. 15, 2007) ("[I]t è il bisogno impellente di tale comprensione pubblica che guida l'urgenza della richiesta."). A tal fine, la Corte conclude inoltre che il tasso di produzione, come descritto di seguito, bilancia adeguatamente la necessità di un'urgenza senza precedenti nel trattamento di tale richiesta con le preoccupazioni della FDA in merito agli oneri di produzione. Vedi Halpern v. FBI, 181 F.3d 279, 284-85 (2nd Cir. 1991) ("[FOIA] sottolinea una preferenza per la divulgazione più completa possibile da parte dell'agenzia di tali informazioni coerente con un bilanciamento responsabile di preoccupazioni concorrenti . . . .").

Di conseguenza, dopo aver esaminato gli argomenti delle parti, i depositi a sostegno e la legge applicabile, la Corte ORDINA che:

1. La FDA produrrà le "oltre 12.000 pagine" articolate nella propria proposta, vedi ECF n. 29 a 24, entro il 31 gennaio 2022.

2. La FDA produrrà i documenti rimanenti ad un ritmo di 55.000 pagine ogni 30 giorni, con la prima produzione prevista entro il 1 ° marzo 2022 ,fino al completamento della produzione.

3. Nella misura in cui la FDA affermi qualsiasi privilegio, esenzione o esclusione in merito a qualsiasi record reattivo o parte di esso, la FDA, in concomitanza con ogni produzione richiesta dal presente Ordine, produrrà una versione redatta del record, cancellando solo quelle parti su cui viene rivendicato privilegio, esenzione o esclusione.

4. Le parti presentano una relazione congiunta sullo stato di avanzamento della produzione a rotazione entro il 1° aprile 2022e successivamente ogni 90 giorni. [6]

COSÌ ORDINATO in questo 6 ° giorno di gennaio, 2022.


[1] Sorprendentemente, la FDA non ha inviato un rappresentante dell'agenzia alla conferenza di pianificazione.

[2] 151 CONG. REC. S1521 (ed. quotidiano 16 febbraio 2005) (dichiarazione del senatore John Cornyn).

[3] Lettera di James Madison a W.T. Barry (4 agosto 1822), in 9 WRITINGS OF JAMES MADISON 103 (S. Hunt ed., 1910).

[4] John F. Kennedy, Remarks on the 20th Anniversary of the Voice of America (26 febbraio 1962).

[5] America After 9/11: Freedom Preserved or Freedom Lost?: Hearing Before the S. Comm. on the Judiciary, 108th Cong. 302 (2003).

[6] Sebbene la Corte non decida se la FDA abbia correttamente negato la richiesta del querelante di un trattamento accelerato, la questione non è controversa. Qualora le Parti intendano presentare istanze di giudizio sommario, la Corte si occuperà della questione.