L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 29 gennaio 2022

29 gennaio 2022 - Green Pass, lo aboliscono tutti: e adesso che farà Draghi? - Gabriele Sa...

🔴29 gennaio 2022 - Parigi: gilet gialli contro le misure e le politiche economiche del COVID

29 gennaio 2022 - Elon Musk sostiene la protesta canadese

29 gennaio 2022 - Canada, adesso si fa sul serio

Stati Uniti ormai in perenne crisi di nervi e la contrazione della sua economia non ci fa sperare che migliori. Piena STAGFLAZIONE e gli aumenti "promessi" dei tassi d'interessi della Fed non combatteranno certamente la iattura dell'inflazione, e allora arriva la continua e pervicacia propaganda su Mosca che vuole invadere l'Ucraina. Ma la Russia non ha nessuna intenzione di caricarsi sulle spalle il cancro che rappresenta questo paese

Biden deve risollevare un Pil allo 0,1%. L’Europa si sfili. O sarà agnello sacrificale

29 Gennaio 2022 - 15:15

L’ultimo GDPNow parla chiaro. Così come la frenesia bellicista in Ucraina. E Washington prepara l’assalto al commercio marittimo e l’uso strategico del gas. Di fatto, è già guerra. Avvisate Bruxelles


Joe Biden è disperato. Letteralmente. E non esiste al mondo pericolo peggiore di un presidente Usa in crisi di consensi nell’anno delle elezioni di mid-term. Le prove di questa rincorsa affannosa prima dell’appuntamento di novembre nelle ultime 72 ore si sono affastellate in maniera talmente palese da apparire, appunto, per ciò che sono: la nudità di un Re, oggettivamente mai troppo vestito fin dall’insediamento.

Diradata la nebbia del colpo di Stato al Congresso, è rimasto ciò che i Vanzina vedevano sotto il vestito delle modelle anni Ottanta: niente. Partiamo dall’Ucraina. Non solo il presidente ha annunciato l’invio di truppe statunitensi nei Paesi alleati dell’Europa dell’Est, di fatto svelando la natura falsa e strumentale della risposta scritta inviata alla Russia rispetto ai timori sull’allargamento ma - dopo averlo osteggiato per anni come il demonio -, l’amministrazione Usa ha scoperto che Viktor Orban non è poi brutto come lo dipingono. Detto fatto, gentile richiesta - da presidente a presidente di accogliere appunto su suolo ungherese i boots americani in arrivo in chiave anti-russa.

Il tutto mentre la Nato continua a condannare l’ammassarsi di truppe del Cremlino sul confine, nonostante lo stesso presidente ucraino Zelensky getti da giorni acqua sul fuoco e denunci una certa isteria bellicista dell’Alleanza. Non stupisce poi che la nuova offensiva sia arrivata al termine del primo round di colloqui fra Vladimir Putin e Emmanuel Macron sulla de-escalation, talmente positivi da aver spinto il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov, ad azzardare la data di un secondo incontro per tentare la via di una tregua permanente.

Ma perché questa frenesia di guerra dall’altra parte dell’Atlantico? Lo mostra plasticamente questo grafico,

Andamento del tracciatore in tempo reale del Pil Usa (1 trimestre 2022) Fonte: GDPNow/Atlanta Fed

il quale incarna alla perfezione l’ovvia ragione per cui il mercato ha bellamente ignorato le ennesime minacce a vuoto di Jerome Powell sull’aumento a raffica dei tassi. Nel giorno in cui l’indicatore inflazionistico preferito proprio dalla Fed, il Core PCE Deflator, saliva al massimo dall’aprile 1983 e l’indice delle spese personali scendeva per la prima volta dal febbraio 2021, ecco che il tracciatore del Pil in tempo reale della Fed di Atlanta (GDPNow) inviava lo shock: l’economia Usa è già alle soglie della contrazione. La rilevazione del 28 gennaio parla chiaro: la crescita per il primo trimestre di quest’anno è allo 0,1%, un tracollo dal 5,6% di solo dieci giorni fa e contro un consensus medio del 3,3%.

Non a caso, sempre ieri Bank of America pubblicava un report nel quale tagliava con il machete delle previsioni di crescita per l’intero 2022, focalizzandosi soprattutto sui primi tre mesi, il cui tasso è stato rivisto dal 4% all’1% attuale. Insomma, Joe Biden ha un enorme problema, sintetizzato da questo grafico:

Correlazione fra tasso di inflazione Usa e gradimento di Joe Biden Fonte: Bank of America

stagflazione ormai praticamente garantita e apprezzamento dell’opinione pubblica al pari di quello per Ted Bundy. Occorre distrarre. Occorre ricorrere alla strategia Wag the dog, come nel film come Robert De Niro e Dustin Hoffman. Ed ecco che, in effetti, questo grafico

Correlazione fra tasso di gradimento di Joe Biden e presenza dell’Ucraina nelle news nazionali Fonte: Bloomberg

mostri come in contemporanea con l’inabissarsi del gradimento del presidente, l’Ucraina sia cresciuta di presenza nelle news nazionali. Proprio come l’Albania sotto attacco del film.

Insomma, la guerra è inevitabile. Anzi, la corsa alla guerra lo è. La necessità che si spari anche un solo proiettile, in realtà, è paradossalmente minima. Il warfare lavora benissimo anche solo sulle aspettative. Anzi, forse anche meglio. Ma ecco che nel frastuono del conflitto, Washington muove silenziosa le pedine che davvero contano. Gli Stati Uniti, infatti, apriranno un registro navale aperto nelle Isole Vergini, di fatto creando una nuova bandiera di navigazione che vada ad affiancarsi alle tre già esistenti, ovvero Panama, Liberia e Marshall Islands. L’operazione sarà co-gestita con il Northeast Maritime Institute, un college nautico privato del Massachusetts che ha già sovrainteso alla gestione del registro della Repubblica Dominicana.

La ragione della mossa, dopo tanti anni di sostegno al regime di three open international flags? Conquistare il controllo militare del mare attraverso quello commerciale. Il tutto aumentando le tariffe, obbligano i grandi carriers internazionali a cambiare prezzi e operatività in favore degli interessi Usa, gettando le basi per una tratta antagonista a quella marittima della Belt and Road cinese, obbligando gli scafi a battere bandiera statunitense, tagliando fuori dal mercato carriers o porti sgraditi, utilizzando contractors privati per operare come charter al fine di garantire approvvigionamento di materie chiave e liberando la Marina Usa da compiti di pattugliamento che ricadranno su altri. Costi inclusi.

Di fatto, la vera notizia dell’anno. Quantomeno a livello geopolitico. Totalmente ignorata. Infine, questi ultimi due grafici

Andamento del prezzo dei futures del gas statunitense Fonte: Bloomberg
Andamento del prezzo dei futures del gas Usa con consegna marzo 2022 Fonte: Bloomberg

ci mostrano come gli Usa intendano utilizzare - al pari della Russia - il loro gas naturale per scopi geopolitici e strategici. E come l’appeseament di Ursula Von Der Leyen verso Joe Biden nella ricerca congiunta di fonti alternative di approvvigionamento per l’Ue sia potenzialmente un cavallo di Troia e una scelta suicida. In un solo giorno il prezzo del gas naturale Usa è esploso del 72% a causa di un colossale short squeeze sulle posizioni ribassiste schiacciate dal binomio di scadenze delle opzioni e previsioni di un febbraio polare per 45 milioni di americani che vivono nelle aree interessate da tempeste di vento e neve.

Di fatto, la prova provata che l’ipotesi di utilizzare i tankers statunitensi per soppiantare i flussi di gas russo equivale a una dichiarazione di resa dell’Europa e della sua industria. Un qualcosa che, alla luce di quel dato di Pil, alla Casa Bianca potrebbe non dispiacere. Infine, l’ultimo tassello: dopo aver messo sul piatto un attivismo globale e omnicomprensivo, Joe Biden ha annunciato che le criptovalute dovranno essere regolamentate per una questione di sicurezza nazionale. I tempi per la discussione al riguardo che la Casa Bianca avrebbe garantito alle Agenzie federali interessate? Di tre ai sei mesi. Giusto in tempo per il voto di mid-term di novembre. Attenzione, gli Usa sono entrati in guerra. E non faranno prigionieri.

Accuso un Governo di aver perso l’ennesima occasione. Non lascerà dietro di sé nulla che permanga: né ospedali più efficienti o strutture scolastiche più adeguate, tantomeno una visione qualunque di comunità; soltanto un fumo di emergenza che evaporerà al primo vento di normalità

J’accuse di un disertore della guerra al covid


Accuso una società in cui un sano attuale è considerato come malato potenziale, in grado di ammalare (contagiare) chi ha scelto di proteggersi dal male ed è quindi teoricamente più forte.

In realtà a rischiare sarebbero lui e la sua stessa salute. Davvero uno strano spirito di fratellanza e un insolito concetto di cura, abbastanza vicino al marchese De Sade: si vuole il bene altrui mentre si prova odio. Nel frattempo altri malanni subentrano, indebolendo la psiche individuale e la coscienza collettiva. I vaccinati hanno paura della quarantena, i non vaccinati si ammalano della speranza di ammalarsi pur di non vaccinarsi, mentre le strade sembrano un ammasso di morti viventi, timorosi del loro stesso respiro. Chi può dirsi dunque sano?

Accuso un paese che ha dimenticato la commedia e conosce soltanto la tragedia, cavalcata con volgarità e impotenza. Oggi siamo capaci di ridere soltanto con la satira diventata caricatura e di piangere su funerali di dati. È mai possibile che nessuno provi vera tristezza al cospetto di un’umanità ingobbita, intristita e immobile? Una collettività appesa all’emergenza, come un frutto sull’escrescenza del presente. Non sa guardare indietro e nemmeno in avanti, libera dunque dal tempo storico ma dipendente dal tempo meteorologico. Non sa accettare infatti che ci sono due grandi e semplici stagioni: l’inverno con i suoi record virali e l’estate col suo caldo record.

Accuso i benpensanti che per anni si sono indignati contro le malefatte di Berlusconi, la sua incarnazione di re impotente, impegnato in una continua orgia del potere. Tutti costoro ora tacciono. Assecondano invece qualunque decisione provenga da chi il potere l’ha percorso nell’ovatta della corporazione e dell’associazione. Senza tic, manie e sogni di grandezza questo potere non ha nulla di umano. È soltanto efficiente, almeno così pare. Si dimentica però che l’efficienza senza umanità non può darsi, per questo pagherà le conseguenze di scelte e leggi senza fondamento.

Accuso i deboli che si prestano al vecchio giochino del capro espiatorio, iniziato coi ragazzi festaioli e confluito nei criminali no-vax. È il più vecchio tra i giochi consolatori attraverso cui scaricare frustrazione e impotenza. È un miracolo come l’umano lo ripeta inesorabile e puntuale. È meraviglioso come della Storia si prenda sempre la facciata, la si divida in due, si tiri una linea tra bene e male, dimenticandone però lo schema, l’essenza.

Di fronte a problemi economici, sociali, sanitari o geopolitici, il malcontento cresce e di pari passo l’impotenza politica. Ecco sopraggiungere l’antica soluzione. Ogni volta che una categoria d’individui è stata tacciata di un male, l’umanità si è vista retrocedere, ha pianto lacrime di retorica ma dopo un po’ è tornata a commettere lo stesso errore, come se nulla fosse. Ricordarsi Pascal: “La giustizia senza la forza è impotente; la forza senza la giustizia è tirannica”.

Accuso un’epoca incapace di riconoscere l’autorità: di un’intelligenza, di una decisione o anche di un carisma. Ogni riflessione è svilita a opinione e diventa verità solo grazie alla quantità: di voti, di ascolti, dati, like e influenze. Il mondo delle opinioni è l’incubo della ragione che intanto continua a credere nella scienza come salvezza.

Accuso la semplificazione, la scorciatoia, gli acronimi, gli inglesismi, la ripetizione, la ridondanza, il cicaleccio di un dibattito monologante. In altre parole, accuso il silenzio di una lingua che sta morendo. Il lessico pandemico non lascerà traccia alcuna; non una parola sarà specchio in cui potersi leggere o seme su cui crescere.

Accuso un Governo di aver perso l’ennesima occasione. Non lascerà dietro di sé nulla che permanga: né ospedali più efficienti o strutture scolastiche più adeguate, tantomeno una visione qualunque di comunità; soltanto un fumo di emergenza che evaporerà al primo vento di normalità. Eppure basterebbe poco oggi per avere, almeno una volta, davvero le palle. Si pensa che il vaccino sia la conditio sine qua non per il benessere della comunità, allora che s’imponga l’obbligo, ma quello vero.

Anagrafico, incorporato nella tessera sanitaria, senza più codici da mostrare e a ogni somministrazione un bel timbro statale sotto il foglio informativo, come a dire: io ti obbligo a vaccinarti per il bene della collettività e allo stesso tempo mi faccio carico dei tuoi eventuali e individuali problemi di salute. E via mascherine, quarantene…silenzio! E invece no, si resta nella viltà delle mezze misure che sono la lingua preferita dalla burocrazia.

Vigliacchi e impotenti dimenticano l’insegnamento del vecchio paradosso greco di Achille e la tartaruga. L’eroe, partito con un istante di ritardo, non la raggiungerà mai la tartaruga, nonostante la sua velocità. Perché allora continuare a inseguire il virus?

Accuso coloro che accusano. Si vedono in piazza per non sentirsi soli, in una sorta di tinder ideologico. Dicono di essere il bene, di volere un mondo migliore, cantano Imagine, invocano apocalissi e si attribuiscono la salvezza. Insomma usano lo stesso, identico linguaggio, solo capovolto, dei loro avversari. Innocui e inconsistenti, non hanno capito ancora che soltanto due vie restano: la violenza o la diserzione. Oppure la terza via, quella che benedice e salva il nostro paese, così ben conosciuta e percorsa dagli im-potenti nostrani: l’illegalità. In Italia ogni norma nasce con almeno due scappatoie per essere elusa. E che si fottano la legge e le istituzioni. E così sia!

Il vaccino non vaccina, ti ammali, vai all'ospedale e puoi morire, altri 377 e il passaporto degli inoculati è la GRANDE PRESA IN GIRO

Covid: 137.147 positivi, 377 le vittime
Tasso di positività al 13,7%, giù intensive e ricoveri


Redazione ANSAROMA
29 gennaio 202218:03NEWS

(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Sono 137.147 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute.

Ieri erano stati 143.898.

Le vittime sono invece 377, mentre ieri erano state 378. Effettuati 999.490 tamponi con un tasso di positività al 13,7%, stabile rispetto a ieri. Sono invece 1.588 le terapie intensive, 42 in meno di ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 118. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.636, ovvero 160 in meno rispetto a ieri. Dall'inizio della pandemia sono 10.821.375 gli italiani contagiati dal Covid. Gli attualmente positivi sono 2.664.648, in calo di 4.180 nelle ultime 24 ore mentre i morti sono145.914. I dimessi e i guariti sono invece 8.010.813 con un incremento di 141.230 rispetto a ieri. (ANSA).

29 gennaio 2022 - NEWS DELLA SETTIMANA (28 gen 2022)

e i potenti scappano quando i popoli si muovono

Il convoglio della libertà in Canada fa fuggire il premier



L’ambiguo premier Trudeau più a suo agio con le feste in costume che con le idee politiche, anzi con le idee in generale era stato sprezzante con camionisti quando questi avevano annunciato la spettacolare protesta dei convogli contro i mandati vaccinali e le misure anti covid , aveva aveva detto che si trattava di “minoranza marginale di persone con idee inaccettabili che non rappresentano le opinioni dei canadesi”. E invece ieri con l’arrivo dei primi camion a Ottawa se l’e data a gambe, è scappato dalla capitale perché nel frattempo è successo qualcosa di straordinario: lungo il passaggio dei camion riuniti in vari convogli che complessivamente sono arrivati ai 500 chilometri di lunghezza si sono raccolte centinaia di migliaia di persone inneggianti alla libertà in una manifestazione di popolo mai vista. Il fatto che al contrario di una manifestazione di piazza che per quanto affollata può tranquillamente essere ignorata dai media non è stato così per questo gigantesco fiume che ha attraversato il Paese da ogni direzione che è stato impossibile ignorare e non vedere. E la gente non si è sentita più sola, ha preso coraggio è scesa per strada, è uscita dal nulla in cui l’avevano relegata i media. La tattica principe del potere è infatti quella di far sentire isolate le persone e quando non ci riesce si mostra per ciò che è davvero.

Ci sono infiniti video su questa epica marcia per la libertà di video tra i quali è difficile scegliere: qui è possibile trovarne molti.

Biden gioca a fare la guerra ed Euroimbecilandia tutta lo segue

Giochi di guerra contro i cittadini



C’è qualcosa di molto più sconcertante dell’invenzione della pandemia ed è la creazione della guerra alla Russia per la questione Ucraina. Se la prima è perfettamente comprensibile come presa di potere, di una oligarchia finanziaria che ormai mal tollerava le incertezze delle democrazia, sia pure ridotte al minimo sindacale, la seconda non sembra avere nessuna motivazione. Intanto perché è una guerra che la Nato non potrebbe vincere e in secondo luogo perché è totalmente assurdo dichiarare che il vero nemico è la Cina per poi fare di tutto per gettarle nelle braccia un’enorme fetta di Eurasia e di capacità tecnologiche e militari. Certo posiamo immaginare che minacciare la guerra e trasportare truppe può essere funzionale ad obiettivi più limitati, per esempio sfuggire alla iattura di firmare un patto scritto con Mosca che per gli Usa significa dover rinunciare all’auto percezione di eccezionalità e comunque al segno del comando, oppure distrarre la gente mentre viene in qualche modo trasformato il palcoscenico mondiale per passare dalla commedia pandemica a quella endemica. Tutto questo potrebbe anche essere spiegato con la totale anarchia che esiste a Washington o con l’inadeguatezza dell’attuale amministrazione, ma ciò che davvero lascia senza fiato è un’Europa che tiene bordone a questa insensata commedia bellica che in è totale contrasto con ogni suo interesse. La cosa diventa addirittura comica se solo si prendono alcuni titoli della più classica informazione occidentale:


Insomma è per prima proprio la nazione sotto rischio di invasione che smentisce i suoi tutori e tutti sanno dell’incazzatura di Biden verso il presidente Ucraino che non vuol sentir parlare di invasione perché questo spezza la narrativa ufficiale. E purtroppo questo significa che sarò possibile una qualche sanguinosa operazione per tentare di sorregge le proprie balle.

Questa è un’altra dimostrazione dello stato di ipnosi del continente e del totale fallimento dell’idea di unione europea realizzata all’ombra del neoliberismo che adesso è costretta comunque a seguire il fratello maggiore al di là dell’atlantico. Benché gli eserciti europei costino qualcosa che si avvicina ai 130 miliardi l’anno ( 26 solo per l’Italia) essi sono di fatto sotto comando americano e sono interamente pensati e costruiti ( forse con la parziale eccezione della Francia) non per operare autonomamente, ma solo come appoggio a quello del padrone. Diciamo che i budget della difesa dei Paesi Europei sono in gran parte un’integrazione di quello americano da dove peraltro arriva la maggior parte degli armamenti. Si tratta di forze armate del tutto inutilizzabili per fare la guerra a una grande potenza e non sono nemmeno troppo estendibili: chi si manderebbe al fronte? Quelli che vanno in orgasmo per il feel end touch del loro nuovo telefonino o gente tutta d’un pezzo ( ma non si sa di cosa) che si fa vaccinare per poter andare al bar? Certo, che l’informazione occidentale si inventi la possibilità di invasione russa dell’Ucraina è solo uno strumento di pressione, una simulazione, però essa colpisce come una guerra vera le economie europee che così vedranno alzarsi inesorabilmente i prezzi dell’energia la cui gestione di fatto finirà in mano americana. A lungo termine poi la cortina di ferro che finirà per crearsi impedirà all’Europa di collegarsi in maniera organica alle economie asiatiche che di fatto sono già al 60 percento abbondante della manifattura planetaria. .

Per gli Usa si tratta di evitare che un’area da sempre considerata come il cortile di casa possa sfuggirle e perciò la vuole rinchiudere dentro un’ eterna quarantena: ci vogliono elite politiche al limite dell’idiozia per accettare una simile cosa perché persino i servi nati hanno un limite. Quando esse si mettono i pennacchi e promettono gravi ripercussioni se la Russia invaderà l’Ucraina, cosa che Mosca non vuol fare nemmeno pagata, si intende che queste gravi ripercussioni saranno contro i gli stessi cittadini europei, privati di grandi fette di economia dalla falsa pandemia e oggi alle prese con assurde quote Co2 e con il triplicarsi dei prezzi dell’energia che farà triplicare i prezzi di tutto il resto. Le sanzioni che si promettono a Mosca sono in realtà sanzioni contro la propria stessa popolazione, è l’ennesimo atto di un potere folle che non può fare a meno di malattia e di guerra.

🔴29 gennaio 2022 - Claudio Borghi - Diretta: Quirinale. Cosa è successo e perché è finita...

Il mondo occidentale si accartoccia su se stesso e vuole trascinarci tutti giu. A cominciare da Biden, a Greta, alla transizione senza ne capo ne coda al pseudo verde di Euroimbecilandia che ci regalano licenziamenti e aumenti stratosferici del gas e del petrolio, alla gestione idiota dell'influenza covid, e qui in Italia all'obbligo del passaporto degli inoculati per andare a lavorare, entrare in banca alla posta dal barbiere, scemenze su scemenze e ci hanno scomodato anche l'ex presidente della Bce. Ormai è diventato tutto una farsa incontenibile e insostenibile. I morti covid che si ammucchiano sui morti covid vaccinato o no vaccinato, 1, 2, 3, si preannuncia la 4 dose di farmaco sperimentale, non c'è più fine al pozzo senza fondo in cui ci vogliono trascinare e basta non siete sazi delle vostre cretinate? Non scomodiamo il Nord Stream 2 che mandò in soffitta il South Stream...

SPY FINANZA/ Se Bosch e Marelli fanno venire a galla la verità sul Pil dell’Italia
Pubblicazione: 29.01.2022 - Mauro Bottarelli
Il Paese è a pezzi, altro che Pil al 6%. Il disvelamento della verità economica dell’Italia è cominciato dai casi Bosch e Marelli

Lapresse



Mentre il Paese rimaneva ostaggio dell’indecoroso spettacolo in atto da giorni alla Camera e nei suoi dintorni, alcune notizie sono strumentalmente passate sotto silenzio. Altre invece hanno goduto di grande enfasi. Sicuri che la logica con cui sono state scelte, comunicate od omesse risponda unicamente a linee editoriali, basate sulla reale importanza dei fatti e non rispondenti a una strategia meno nobile?

D’altronde, siamo dentro un enorme Matrix, penso che ormai lo abbiamo capito tutti. Altrimenti uno si porrebbe alcune domande, semplici semplici. Come mai, ad esempio, tutti i mezzi di informazione ieri hanno rilanciato con toni trionfalistici l’ok dell’Ema, l’Ente europeo del farmaco, alla pillola di Pfizer contro il Covid, il Paxlovid, senza soffermarsi troppo su effetti collaterali e interazioni pericolose con altri farmaci, oltretutto di uso comunissimo fra i cittadini? Ve lo dice , un documento che più ufficiale non si può, visto che è il bugiardino del farmaco in questione pubblicato dalla FDA americana sotto forma di comunicato stampa, in ottemperanza agli obblighi federali di trasparenza. Io non sono un medico ma ne conosco molti, sia per rapporto personale che per necessità. Ho chiesto a loro di giudicare. Mi sono bastate le facce, le stesse mostratemi con imbarazzo quando ho chiesto loro di essere schietti e sinceri nel dirmi quanti rischi correvo vaccinandomi. Perché a parte il fatto che la FDA americana ha sconsigliato a prescindere l’utilizzo del Paxlovid a chi soffre di patologie renali o epatiche, è la lista dei possibili effetti collaterali in caso di assunzione con altri farmaci a risultare un pochino troppo lunga. E decisamente allarmante, poiché le interazioni non solo riguardano categorie diffusissime come i prodotti contro il colesterolo alto, gli anti-coagulanti e gli anti-depressivi, ma le conseguenze dell’assunzione congiunta con il Paxlovid vengono definite potenzialmente letali dallo stesso ente di controllo e certificazione statunitense. Non ho sentito un solo tg fare menzione di tutto ciò. Nemmeno in un passaggio, nemmeno in un accenno, nemmeno nel minimo sindacale di invito a informarsi bene dal proprio medico (beato chi ce l’ha ancora, tra l’altro) prima di lanciarsi nell’utilizzo dell’ultimo rimedio miracoloso contro la pandemia infinita.

Quelli che parlano bene e danno vita a compagne di debunking, ovvero presunto disvelamento di bufale e fake news, i cacciatori di complottisti al servizio della scienza, cosa hanno da dire al riguardo? E l’Ordine dei giornalisti non ha nulla da obiettare rispetto a questo tipo di informazione unidirezionale, pericolosamente omissiva e parziale e decisamente sbilanciata verso la sottovalutazione? Strano.

In compenso, ci sono altri ambiti in cui si può festeggiare. Ecco, magari non quello della mitica economia reale. Perché mentre a Roma si trastullavano votando Sergio Mattarella come Presidente e alternandone il nome a quello di Terence Hill, due giganti come Bosch e Marelli annunciavano rispettivamente 700 esuberi su 1.700 occupati nello stabilimento di Bari entro i prossimi cinque anni e 550 entro giugno su 4.661 non addetti alla produzione, circa il 12%. Ovvero, quadri e impiegati, i cosiddetti indiretti. Le ragioni? Sempre le solite. Crisi dei microchip e aumento dei costi legati all’energia.

E attenzione, lungi dal sottoscritto lanciare accuse con toni da operaismo d’accatto. Leggete infatti queste parole: «La transizione verso l’auto elettrica ha avuto un’accelerazione troppo repentina, che sta schiacciando tutta l’industria automobilistica. La difficile prospettiva rappresentata da Bosch a Bari è conseguenza di questa veloce trasformazione del mercato e di politiche europee drastiche, che penalizzano l’Italia più di altri Paesi, perché l’Italia è la seconda realtà manifatturiera d’Europa…». E ancora: «Questo non significa che dobbiamo arrenderci alla storia ma dobbiamo attrezzarci per cavalcare il cambiamento. La Bosch infatti sta facendo la sua parte. In soli 4 anni ha messo a punto ben 7 nuovi prodotti ed è pronta a intraprendere una coraggiosa riconversione. Per sostenere questa sfida, però, la Bosch deve poter contare su politiche industriali adeguate». È il commento del presidente di Confindustria Bari e Puglia, Sergio Fontana.

Ora, il ministro Giorgetti ha reso noto che sia nel caso della Bosch che della Marelli, «il Mise ha immediatamente avviato un monitoraggio costante», ma qui ormai la situazione sta precipitando. C’è poco da monitorare, c’è da mettersi il casco e allacciare le cinture di sicurezza in vista dello schianto. Certo, è confortante come almeno il disvelamento della verità economica del Paese abbia portato come effetto collaterale positivo la sparizione dai tg del ministro Brunetta e del suo ghigno degno di miglior causa. Ma forse è il caso che tutti quanti ci rendiamo conto dell’enorme bolla di fanta-politica economica in cui viviamo da trimestri: il Paese è a pezzi, altro che Pil al 6%. Fatta la tara a quell’enorme ricorso al credito d’imposta di massa che è il superbonus, resta il nulla. Anzi, l’avanzata del deserto produttivo che la crisi dei prezzi dell’energia sta accelerando in maniera spaventosa.

In compenso, il 25 marzo torneranno in piazza per uno nuovo sciopero generale per il clima quelli dei FridaysForFuture, ovvero i mandanti morali della distruzione di migliaia di posti di lavoro e i corresponsabili per le nostre bollette alle stelle. Greta Thunberg andrebbe arrestata e processata di fronte a un sempre meno rinviabile Tribunale dell’Aja del buonsenso, perché è ora di finirla con le ossessioni politicamente corrette di élites liberal felicissime di fare profitti con il greenwashing e che stanno in questo modo distruggendo interi tessuti produttivi e alimentando processi di ristrutturazione socialmente devastanti. Ma tranquilli, certe cose al tg o sulla stampa autorevole non le leggerete. Non sta bene, occorre essere politicamente corretti e ambientalmente sostenibili. Viva i transgender e i pinguini, abbasso gli operai (magari pure di destra)! E ora, attenzione, anche dirigenti e impiegati. I quadri, i colletti bianchi.

In compenso, leggerete dell’ultima sparata di Joe Biden: in una telefonata al Presidente ucraino, lo ha invitato a non sottovalutare il rischio concreto di un’invasione russa del suo Paese in febbraio. Capito, ci crede più Biden che Zelensky! E per forza che ci crede, il perché ce lo mostrano questi tre grafici: se infatti l’ultimo sondaggio condotto da NBC News mostra plasticamente cosa stia già facendo l’inflazione al potere d’acquisto e ai redditi dei cittadini statunitensi, ecco che le altre due immagini appaiono rivelatrici.




Più crolla ai minimi storici l’apprezzamento del Presidente fra l’opinione pubblica, più magicamente l’Ucraina impazza nelle news. Il risultato? L’altro giorno, quando giustamente gli imprenditori italiani discutevano di gas con Putin e gli Usa consegnavano al ministero degli Esteri russo la risposta farsa alle richieste sull’allargamento a Est della Nato, il gradimento di Joe Biden scendeva sotto quello di Donald Trump! Capito perché serve giocare al Dottor Stranamore con Kiev? E capite perché Vladimir Putin non sta facendo una piega, proseguendo tranquillo la sua politica di appeseament verso l’Europa? Ma soprattutto, sapete perché sempre ieri Joe Biden ha disvelato al mondo il grado di vassallaggio che rivendica sull’Europa, sostituendosi al Governo tedesco e annunciando come, in caso di invasione russa, il progetto Nord Stream 2 verrà abbandonato per sempre? Perché il giorno precedente, la società svizzera che gestisce Nord Stream 2 ha registrato una sussidiaria in Germania. È nata la Gas for Europe GMBH, entità di diritto tedesco che manda in soffitta tutti gli alibi pretestuosi che lo scorso novembre avevano permesso al governo di Berlino di congelare le concessioni operative per la pipeline. Ora la società domiciliata a Schwerin non è più riconducibile a uno Stato estero, quindi la legge tedesca sull’Energia che tutela la strategicità del settore è bypassata.

Cosa farà adesso il Governo Scholz, proseguirà con il boicottaggio benedetto da Washington? O forse, ritrovatosi brutalmente di fronte alla scelta fra rischio politico legato all’inflazione e difesa dell’Ucraina, è stato proprio il cancelliere a suggerire la mossa notarile – ma con enormi ricadute geopolitiche ed economiche – compiuta da Nord Stream 2 AG? Attenti, siamo nel pieno di un reset senza precedenti. E stanno tentando un lavaggio del cervello di massa altrettanto epocale.

L'influenza covid è stato meno letale nel numero dei decessi giornalieri delle malattie oncologiche. Tre volte inferiori. Eppure per scellerata scelta politica si è deciso di rinviare interventi e cicli di chemioterapie

L’ingannevole formula “salute pubblica” dietro cui sono stati dimenticati milioni di malati non Covid

 di Matteo Milanesi, in Politica, Quotidiano, del 29 Gen 2022, 03:49


Quando si motivano le restrizioni e i lockdown con la tutela della “salute collettiva”, è sempre il caso di chiedersi: chi definisce il concetto di “salute pubblica”? Quali sono i criteri in base ai quali una malattia deve essere trattata con una corsia preferenziale, a discapito delle altre? L’idea di salute collettiva di questi due anni, per esempio, non è coincisa con la salute dei malati oncologici, a cui sono stati rinviati interventi e cicli di chemioterapie.

Come riportato dalla trasmissione televisiva Quarta Repubblica, condotta da Nicola Porro, in questo biennio i morti per malattie oncologiche hanno superato quota 500 al giorno; la metà degli interventi chirurgici da marzo 2020 ad oggi sono stati cancellati; almeno 12 mila medici ed infermieri sono ad oggi in isolamento perché positivi asintomatici. Tanto per fare un paragone, il Covid è stato la causa di 190 decessi quotidiani – con un numero di contagiati e morti anche sovrastimato, come riportato ottimamente da Mario Menichella su Atlantico Quotidiano.

Basandoci su questi dati, è evidente che le forze sanitarie impiegate per contrastare il China Virus sono sproporzionate rispetto alla tutela della salute pubblica. Piuttosto, rappresentano la scelta – politica e sanitaria – di indirizzare l’attenzione solo su una specifica malattia, vuoi perché causa di una pandemia e vuoi perché facilmente contagiosa, ma che, nei fatti, si è dimostrata meno letale delle malattie oncologiche, con un numero di decessi giornalieri tre volte inferiori.

Non esiste una formula univoca di salute collettiva, come non esiste una nozione comune di utilità sociale. La “tutela della salute individuale o di una collettività esercitata dallo Stato o da altri organismi pubblici” – riprendendo la formula di “salute pubblica” della Treccani – rappresenta esclusivamente la subordinazione della salvaguardia del singolo alle decisioni del governo pro tempore, cioè di una pluralità di soggetti che stabiliscono quali diritti individuali devono essere subordinati ad altri.

Come riportato dall’agenzia Ansa, “è in corso una crisi mondiale della salute mentale, soprattutto fra giovanissimi: l’incidenza di depressione e ansia fra adolescenti è raddoppiata rispetto a prima della pandemia e un’ampia metanalisi appena pubblicata su JAMA Pediatrics, che ha incluso 29 studi condotti su oltre 80.000 giovani, ha dimostrato che oggi un adolescente su 4, in Italia e nel mondo, ha i sintomi clinici di depressione e uno su 5 segni di un disturbo d’ansia”.

I ragazzi italiani tra i 10 e i 19 anni sono più di 5 milioni e mezzo. Ciò vuol dire che, dall’inizio della pandemia, quasi un milione e mezzo di adolescenti è stato affetto da stato depressivo a causa di limitazioni e asocialità. Rischiamo di ritrovarci con una generazione mummificata e con potenziali effetti devastanti nei prossimi anni. Prosegue lo studio citato: “La probabilità di disturbi mentali è particolarmente alta fra i ragazzi più grandi rispetto ai bambini, avendo risentito delle restrizioni che non hanno consentito di vivere in serenità e assieme ai coetanei momenti fondamentali della crescita, dalle prime relazioni all’esame di maturità. Tutto questo è confermato anche da un secondo studio, su 1500 bambini e adolescenti, pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry“.

E qui arriviamo al paradosso: quelle decisioni politiche presentate come necessarie per fronteggiare la pandemia – lockdown e Dad su tutte – sono le principali cause del vertiginoso aumento di altre malattie, soprattutto mentali, sottovalutate e misconosciute in nome della cosiddetta “emergenza sanitaria pubblica”, che invece mantiene la sua corsia preferenziale. In Italia, la pandemia e le misure anti-Covid hanno quintuplicato i casi di depressione nella popolazione generale. Le forme più gravi hanno visto un incremento di ben sette volte superiore rispetto al periodo pre-pandemico. Eppure, questa emergenza rimarrà sempre all’oscuro. Proprio perché estranea all’idea prevalente di “salute pubblica”.

Canada - l'obbligo dei vaccini che non vaccinano è demoniaca, e come sempre i decisori politici scappano di fronte alle masse arrabbiate, una scusa vale l'altra

PROTESTA
La protesta dei camionisti canadesi può far saltare l’obbligo vaccinale. Ovunque
il 28 Gennaio 2022



Una carovana infinita di camion è partita da Vancouver, la costa sul Pacifico del Canada, e sta dirigendo verso la capitale del Paese, Ottawa, per protestare contro l’obbligo vaccinale. La manifestazione è prevista sabato 22 gennaio.

Lo chiamano Convoy for Freedom, il Convoglio per la Libertà. I camion coinvolti sarebbero almeno 50 mila, più altre decine di migliaia di veicoli più piccoli che seguono. Alcuni faranno, alla fine dei conti, più di 4000 miglia – con il diesel a loro carico.

Si tratta, secondo alcuni, del più grande convoglio di automezzi della storia. Parliamo di migliaia e migliaia di veicoli, ma non è tutto.

La cosa più incredibile a vedersi, è che lungo il percorso decine di migliaia di persone li aspettano per salutarli a bordo della strada, facendo sventolare bandiere, simboli cristiani, cartelli che inneggiano alla libertà. Una folla senza fine, entusiasta, che si prepara ad entrare ad Ottawa per una protesta contro il regime sanitario che potrebbe far saltare i giochi del governo Trudeau. 

Non solo: la compattezza dei camionisti canadesi sta contagiando anche altri Paesi,
che vogliono prendere esempio. Girano già video di una colonna di camion 
italiani, ma non siamo in grado di provare la veridicità del video.

Il premier Justin Trudeau, aveva pubblicamente definito i camionisti diretti verso la
capitale «una piccola minoranza» che ha «vedute inaccettabili». Non siamo sicuri 
che in un Paese democratico, magari retto da un amicone delle minoranze etniche 
LGBT etc. come il Trudeau, l’espressione «vedute inaccettabili» sia poco impegnativa.

 

Tuttavia siamo certi che al momento la carovana e le orde di supporter che stanno 
sfidando la neve per salutare gli eroi dei camion non sia più esattamente una 
minoranza, quantomeno abbia, nell’equilibrio del potere, non pochissimo peso: 
in una crisi cosa conta di più politicamente, alla fine dei conti, un esercito di uomini 
e donne determinati, o una massa bovina drogata di ideologia e psicofarmaci 
spalmata sul divano ad aeternum? La seconda categoria, con probabilità, ben 
definisce i supporter di Trudeau.L’atto virile dei camionisti canadesi sta mettendo in difficoltà il sistema: la certezza la 
abbiamo perché da qualche ora si è appreso che il premier Trudeau sparirà per un po’: 
ha annunciato, via Twitter, di essere stato a contatto con un positivo COVID, di aver 
quindi fatto un tampone risultato negativo, ma essendo un bravo cittadino, si farà 5 
giorni di quarantena come da linee guida. In molti hanno commentato: si è dato malato, 
si sta nascondendo, si sta imboscando, non sa che fare, non è in grado di reggere una 
protesta del genere.

Se la protesta continua, il Paese può reggere? I vaccinati che vanno al supermercato 
(loro possono), troveranno ancora la crema spalmabile. I vaccinati che vanno a 
comprarsi l’alcool nei liquor store (loro possono), troveranno ancora la bottiglia con 
cui stordirsi durante i lockdown o durante i momenti di depressioni da sudditi della 
dittatura biotica?

Dai pochi media che stanno coprendo il fenomeno – l’ordine è quello di ignorare quello 
che sta accadendo – apprendiamo cose preoccupanti. Uno dei capi della protesta, 
Benjamin Dichter, ha parlato ieri in collegamento con la trasmissione di Fox News 
Tucker Carlson Tonight, testimoniando qualcosa di pazzesco: arrivato al confine con 
il telefonino pronto per mostrare al doganiere il pass, questi gli ha detto che non serviva: 
hanno un sistema che aggancia già i telefoni delle persone in arrivo, e da lì hanno già il 
dato dello status vaccinale della persona.Per questo, ha detto il camionista, la protesta non riguarda solo gli obblighi vaccinali 
(e perché mai un camionista, che non è a contatto con nessuno, dovrebbe immunizzarsi?) 
ma in generale la politica di controllo sociale intrapresa dal governo.

I camionisti stanno agendo contro i loro sindacati che – lo abbiamo visto in Italia, in 
Australia, in Germania, ovunque – hanno tradito i lavoratori per mettersi dalla parte di 
chi ti vuole affamare se non ti pieghi alla siringa mRNA.

Le immagini che stiamo vedendo sono semplicemente grandiose. Una cavalcata epica, trionfale, con migliaia in strada che potrebbero diventare milioni – qualcuno sta parlando di almeno 1,4 milioni di cittadini in marcia verso la capitale.

Nessuno si immaginava una cosa così.

Il Canada assediato dai camion sarà il primo birillo che casca?

https://www.renovatio21.com/la-protesta-dei-camionisti-canadesi-puo-far-

saltare-lobbligo-vaccinale-ovunque/

Nonostante il 100% vaccinati si continua a morire negli Emirati Arabi Uniti. La conferma che il vaccino non vaccina, ti fa ammalare, ti ospedalizza, e puoi morire

Thu 27-01-2022 20:08 PM
Gli Emirati Arabi Uniti annunciano 2.638 nuovi casi di COVID-19, 1.099 recuperi, 4 decessi nelle ultime 24 ore


ABU DHABI, 27 gennaio 2022 (WAM) - Il Ministero della salute e della prevenzione (MoHAP) ha annunciato di aver condotto 528.426 ulteriori test COVID-19 nelle ultime 24 ore, utilizzando apparecchiature per test medici all'avanguardia.

In una dichiarazione, il Ministero ha sottolineato il suo obiettivo di continuare ad ampliare l'ambito dei test a livello nazionale per facilitare la diagnosi precoce dei casi di coronavirus ed eseguire le cure necessarie. Nell'ambito della sua intensificata campagna di test, MoHAP ha annunciato 2.638 nuovi casi di coronavirus, portando il numero totale di casi registrati negli Emirati Arabi Uniti a 835.839.

Secondo il ministero, le persone contagiate sono di varie nazionalità, sono in condizioni stabili e ricevono le cure necessarie.

MoHAP ha anche annunciato 4 decessi dovuti a complicazioni dovute al COVID-19, portando il numero totale di decessi nel Paese a 2.232.

Il Ministero ha espresso le sue più sincere condoglianze alle famiglie dei defunti e ha augurato ai pazienti COVID-19 una pronta e completa guarigione. Ha invitato tutti i membri della società a collaborare con le autorità sanitarie, rispettare le istruzioni e la distanza fisica per garantire la salute e la sicurezza di tutti.

MoHAP ha anche notato che altre 1.099 persone si erano completamente riprese da COVID-19, portando il numero totale di guarigioni a 772.723.

Tradotto da: Mina Samir Fokeh .

WAM/Italian

Parole importanti estrapoliamo "... I pazienti vaccinati e rafforzati con la dose booster presenti in Intensiva sono molto fragili, probabilmente avrebbero la necessità di ricevere cure intensive, seppur non così robuste, anche in caso di influenza o di un altro virus, poiché il loro sistema immunitario è fortemente deficitario...." Tradotto il vaccino non vaccina, indebolisce il sistema immunitario e qualsiasi germe diventa pericoloso

“Se faticate a respirare, venite in ospedale, non ricorrete a terapie strambe e inefficaci”

A chi decide di non vaccinarsi, dichiara il professor Massimo Girardis, direttore della terapia intensiva del Policlinico di Modena “e io sono assolutamente libertario e questa non è certo la sede in cui discutere della libertà di scelta, come medico e rianimatore raccomando di non attendere troppi giorni a casa e di non ricorrere a terapie strambe, assumendo azitromicina, ivermectina, cortisone o le bacche di Goji. Se faticate a respirare, venite in ospedale. Fidatevi della scienza. Se la mortalità media in terapia intensiva è del 30%, in un paziente che arriva in ritardo può salire sino al 70%”.
28 Gennaio 2022

Terapia intensiva del Policlinico di Modena

Sono 20 i pazienti positivi attualmente ricoverati in Terapia intensiva in provincia di Modena, tutti al Policlinico e la fotografia che ne traccia il direttore, il professor Massimo Girardis, non lascia adito a dubbi: “la malattia non è diventata più lieve. Qui – prosegue – la situazione è sempre uguale da due anni e mezzo a questa parte. Abbiamo un numero di pazienti che oscilla tra i 20 e i 30 tutti con malattie respiratorie molto gravi. I pazienti vaccinati e rafforzati con la dose booster presenti in Intensiva sono molto fragili, probabilmente avrebbero la necessità di ricevere cure intensive, seppur non così robuste, anche in caso di influenza o di un altro virus, poiché il loro sistema immunitario è fortemente deficitario. I non vaccinati invece sono pazienti giovani, sempre gli stessi, quelli che vediamo dal marzo del 2020: presentano quadri clinici gravi e la mortalità è del 30%”.

Il direttore della Terapia intensiva del Policlinico lancia poi un appello: “mi rivolgo a chi sceglie di non vaccinarsi, vi prego, quando iniziate ad avere sintomi importanti non restate a casa. Ultimamente stanno arrivando tanti pazienti di diverse età con forme molto gravi. Persone che tentano di curarsi a casa, seguiti in maniera non scientificamente corretta, con trattamenti privi di ogni dimostrazione di efficacia. Arrivano qui con forme polmonari molto gravi che fanno schizzare la mortalità al 70%” (e questo succede perchè i medici di casa non fanno i medici e sono più o meno vincolati alla VIGILE ATTESA e Tachipirina che ha fatto crescere enormemente la diffidenza verso la medicina. Vogliamo parlare del ribaltamento che si è usato a piene mani affermando su tutte le televisioni che l'immunità naturale diventa nel caso dell'influenza covid meno efficace dei vaccini sperimentali che non vaccinano, quando fino all'altro ieri era un'assioma fondante sulle infezioni e le risposte del sistema immunitario?)

A chi decide di non vaccinarsi, conclude il professor Girardis, “e io sono assolutamente libertario e questa non è certo la sede in cui discutere della libertà di scelta, come medico e rianimatore raccomando di non attendere troppi giorni a casa e di non ricorrere a terapie strambe, assumendo azitromicina, ivermectina, cortisone o le bacche di Goji. Se faticate a respirare, venite in ospedale. Fidatevi della scienza. Se la mortalità media in terapia intensiva è del 30%, in un paziente che arriva in ritardo può salire sino al 70%”.

Euroimbecilandia traccheggia senza una vera strategia. La bilancia commerciale dell'Italia è strutturalmente attiva, abbiamo un risparmio tra i più alti al mondo e se gli euroimbecilli parlano solamente del debito pubblico è da metterli al muro dell'inconsistenza minimale dell'economia. Giornalisti attenti! Siete obbligatoriamente nel mirino fate informazione e NON PROPAGANDA IDEOLOGICA EUROIMBECILLI A PRESCINDERE

Compiti a Casa, per Bruxelles e Francoforte
Dopo trent'anni di Maastricht, venti di Euro e dieci di Fiscal Compact

28 gennaio 2022
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa


E' ora di cambiare strada: quello che l'Italia doveva e poteva fare l'ha fatto. E' l'Europa che traccheggia, senza una vera strategia.

Non veniteci a fare ancora la predica sul rapporto debito/PIL dell'Italia, schizzato a livelli terrificanti per colpa della pandemia e degli aiuti concessi alle famiglie ed alle imprese. E' cresciuto come in tutti gli altri Paesi del mondo, di una ventina di punti percentuali. Partivamo dal 140% e siamo nuovamente in orbita.

Chi oggi minaccia nuovi sfracelli, il ritorno dello spread a massacrarci ha in testa un solo processo: tenere l'Italia con un costo del lavoro misero, con le imprese a farsi competizione tagliando i salari, i costi operativi e gli investimenti, schiacciandola in basso nella catena del valore.

Bisogna intendersi bene: l'Italia è uscita dal gorgo della insostenibilità dei conti con l'estero, nonostante la disciplina dell'euro che da vent'anni non consente svalutazioni, avendo 
  1. ridotto le importazioni all'osso 
  2. ed il costo del lavoro. 
  3. Dopo le mazzate fiscali, 
  4. la flessibilità del mercato del lavoro 
  5. e le riforme del sistema pensionistico, 
l'economia italiana è diventata competitiva sui mercati internazionali, ma giocando tutto al ribasso: spremendo tutto quello che c'era, dagli investimenti già fatti in passato alla forza lavoro. Il risultato positivo è che la nostra bilancia commerciale è strutturalmente attiva, e che la posizione finanziaria netta è finalmente positiva in quanto siamo per la prima volta nella storia creditori netti verso l'estero.

Il fatto negativo è che questi sacrifici hanno indebolito il sistema:

  1. dal punto di vista sociale, perché i giovani più preparati vanno all'estero per lavorare trovando lì retribuzioni assai più elevate che in Italia;
  2. dal punti di vista produttivo, perché si è interrotto il processo di crescita qualitativa e dimensionale delle imprese, sempre più rinchiuse nel core business ed attente ai costi per mantenere competitività e margini;
  3. dal punto di vista dello sviluppo, perché il risparmio ed il surplus estero sono impiegati in investimenti finanziari, troppo lontani dalle esigenze delle imprese;
  4. il sistema bancario si è spostato verso la gestione dei servizi di pagamento, lucrando soprattutto sulle commissioni, impelagato nelle insolvenze dopo la crisi e nell'accantonamento di capitale a fini prudenziali. E' una componente sempre più passiva dell'economia: quasi svogliata, non ha più la capacità di raccogliere risparmi a medio e lungo termine che vengono dirottati sui Fondi di investimento e di gestione;
  5. il bilancio pubblico è alle prese con sforzi titanici per effettuare gli investimenti del PNRR, tanto complessi da essere incomprensibili nel disegno industriale e produttivo che ne deriverebbe. Di tutti i soldi che verranno spesi, non si capisce quanti ne resteranno davvero in Italia rispetto agli acquisti di tecnologie dall'estero: rischia di essere un boomerang, una spesa che cola via da una pentola con il fondo bucato. 

Serve una riflessione profonda sui meccanismi europei, al di là delle fanfare sulla New Generation Ue, sulla transizione energetica, sull'auto elettrica:

il Fiscal Compact va riscritto di sana pianta, visto che si continua a parlare del rapporto deficit/PIL senza considerare la componente estera che assicura l'afflusso di risorse da impiegare per la crescita, o del rapporto debito/PIL che trascura l'enorme ricchezza netta del settore privato (Paolo Savona docet). Gli Stati che rispetteranno le regole, dovranno essere pienamente garantiti dalla BCE al momento delle emissioni sul mercato, assicurando che il tasso di interesse pagato sia coerente con quello fissato per i titoli a 10 anni;

il funzionamento della BCE va completamente rivisto, perché deve assicurare il finanziamento dei debiti pubblici di tutti i Paesi aderenti all'euro alle medesime condizioni

  • Lasciare andare allo sbando gli spread è una follia che nessuna Banca centrale al mondo consentirebbe. Lo spread deve essere pari a zero;
  • vanno definitivamente congelati tutti i debiti pubblici "eccezionali", sia quelli derivanti dagli interventi effettuati dopo la GCF del 2008 ed a seguito del collasso sui mercati nel biennio 2010-2012, sia quelli resisi necessari dopo la crisi sanitaria del 2020. Sono già nel portafoglio delle diverse Banche centrali nazionali dell'Eurozona: vanno trasformati in rendite irredimibili, il cui onere per interessi va retrocesso integralmente agli Stati come già ora avviene;
  • tutte le risorse ancora inutilizzate dal MES, visto che spetterà alla BCE diventare prestatore di ultima istanza, dovranno essere trasferite alla BEI cui spetta il compito di raccogliere capitali sul mercato per finanziare i progetti di investimento dei privati e quelli pubblici infrastrutturali. Ci troviamo, invece, di fronte ad un ingiustificato proliferare di soggetti e procedure europee che valutano le regole che presidiano i bilanci pubblici, la redditività e la sostenibilità degli investimenti finanziati con grant o con bond europei, e le misure di condizionalità. E' diventato un polpettone.
L'Italia ha già fatto i compiti a casa, pagando un prezzo enorme in termini di crescita e di prosperità.

Ora tocca all'Unione europea dimostrare di non essere solo un robottino che applica regole che ormai mandano tutti fuori strada.

Dopo trent'anni di Maastricht, venti di Euro e dieci di Fiscal Compact

Compiti a Casa, per Bruxelles e Francoforte

Obbligo di un vaccino che non ti vaccina ti fa ammalare e ti manda all'ospedale è un insulto a qualsiasi logica. È un'accanimento diabolico

Canada: come i camionisti conducono la lotta

Lascia senza fiato il Convoglio della Libertà dei camionisti canadesi diretti a Ottawa per la protesta contro la VACClNAZlONE obbligatoria il 29 gennaio. La gente gli porta cibo e regali e  lancia fuochi d’artificio al passaggio  del convoglio..

Riportiamo le ultime notizie , che mostrano con quanta organizzazione, determinazione e aiuto dalla gente  i  camionisti conducono la lotta:

 Gli organizzatori del “ Freedom Convoy ” hanno “ricevuto conferma che GoFundMe ha rilasciato il nostro primo lotto di fondi” in seguito ai rapporti di giovedì, la piattaforma di raccolta  fondi  ha bloccato l’accesso al denaro.

Internet era in subbuglio ieri quando GoFundMe ha bloccato l’accesso ai fondi che avrebbero aiutato a sostenere il convoglio di almeno 50.000 camionisti diretti a Ottawa, la capitale del Canada, sabato. Le donazioni servono  per  essere distribuite ai camionisti che hanno partecipato alla manifestazione, pagando il carburante, il cibo e l’hotel. GoFundMe voleva maggiori chiarimenti dal gruppo su come sarebbero stati spesi i soldi.

In Canada il governo e i media aziendali minimizzano il movimento di  rivolta che continua a prendere piede.

I camionisti sono in armi per i mandati dei vaccini iniziati il ​​15 gennaio e che hanno richiesto ai camionisti non vaccinati che tornavano in Canada di essere testati e messi in quarantena per una settimana. Gli Stati Uniti hanno adottato una politica simile il 22 gennaio. Questi due mandati hanno immediatamente tolto dalla strada il 20% dei 160.000 camionisti transfrontalieri americani e canadesi a causa della non conformità in entrambi i paesi.

Giovedì, il movimento ha attirato  l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, che ha twittato di sostenere i camionisti – con i suoi 71,8 milioni di follower.

Ecco l’aggiornamento completo di uno degli organizzatori del Freedom Rally, che ha affermato che il primo lotto di oltre 6,8 milioni di CAD è stato rilasciato.

Abbiamo delle ottime notizie da condividere con tutti voi! Abbiamo ricevuto conferma che GoFundMe ha rilasciato il nostro primo lotto di fondi e sta avviando il nostro primo trasferimento …

Purtroppo, i media  hanno ritenuto necessario pubblicare articoli di notizie che implicavano che GoFundMe avesse congelato i nostri fondi per una serie di motivi scandalosi. In realtà, la sospensione temporanea era dovuta alle normative bancarie internazionali che dettano molte delle politiche di GoFundMe. È prassi comune con GoFundMe condurre questo tipo di due diligence per garantire che i fondi siano legittimi.

Nel nostro caso, a causa delle enormi donazioni che abbiamo ricevuto – attualmente siamo l’ottava campagna in più rapida crescita nella loro storia  –  i continui tentativi da parte del potere di contrassegnare la nostra campagna come illegittima hanno esacerbato il già complesso processo. È stato fantastico lavorare con il team di GoFundMe e apprezziamo molto il loro supporto.

Il rilascio di questo primo lotto di fondi ci consentirà di iniziare a elaborare  le rimesse per i conducenti che hanno bisogno del nostro supporto. Inizialmente, ci sarà un collo di bottiglia a causa dell’elevato numero di richieste che dobbiamo elaborare e dei tempi di elaborazione dei pagamenti [….]

Ricordiamo che questi fondi aiuteranno in primo luogo i conducenti di tutti i TIR  e i veicoli di supporto diretto come camion pilota e/o camion meccanici nei convogli diretti a Ottawa. Le registrazioni devono essere state ricevute e firmate dai Capitani di Strada. Anche questi moduli devono essere compilati esattamente secondo le istruzioni del modulo di registrazione, altrimenti non verranno elaborati. Tieni presente che tutti gli invii non sono garantiti, poiché ciò dipende da quante registrazioni vengono ricevute e da quanto viene donato attraverso la campagna GoFundMe.

Abbiamo un team straordinario dietro le quinte composto da avvocati, contabili e contabili che lavorano duramente per garantire che le persone vengano risarcite. Ci vorrà un po’ di tempo e chiediamo la tua pazienza mentre il team esamina e convalida il numero schiacciante di invii da parte dei partecipanti.

Ancora una volta, grazie a tutti per la loro gentilezza, pazienza e supporto mentre risolviamo questo problema. Ognuno di voi sta giocando un ruolo nell’unificare i canadesi in tutto il paese e mostrare al mondo che non c’è solo speranza per il Canada, ma per il mondo intero.

… e chissà, i camionisti potrebbero essere in grado di fermare Ottawa a partire da sabato. Nel frattempo, il presidente Justin Trudeau è in isolamento dopo una possibile esposizione al COVID.

* * *

Trudeau ha bollato i rivoltosi dei TIR come un mix di razzista, misogino, pericoloso o “democrazia dannosa”.  Per contro  Elon Musk – dopo aver twittato in precedenza il suo sostegno ai camionisti canadesi   e  alla loro lotta  contro i mandati sui vaccini…

… dicendo ai suoi 71,1 milioni di follower su Twitter che: “Se spaventi abbastanza le persone, chiederanno la rimozione della libertà. Questa è la strada verso la tirannia”, e ha aggiunto che il modo in cui reagire è “votarli fuori”.

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L’enorme convoglio di camionisti canadesi si sta avvicinando alla capitale Ottawa per protestare contro i mandati del vaccino transfrontaliero COVID-19 che colpiscono gravemente l’industria degli autotrasporti.

Alti funzionari governativi, grandi aziende tecnologiche e media mainstream stanno minimizzando la protesta, soprannominata il ” Freedom Convoy ” che è iniziato a Vancouver domenica e dovrebbe raggiungere Ottawa, la capitale del Canada, sabato.

Il primo ministro Justin Trudeau ha definito la protesta ei suoi sostenitori una “piccola minoranza marginale” con “punti di vista inaccettabili”. 

“La piccola minoranza marginale di persone che si stanno dirigendo verso Ottawa ha opinioni inaccettabili che stanno esprimendo, non rappresentano le opinioni dei canadesi  che sanno che seguire la scienza e farsi vaccinare per proteggere sé  e  gli  altri è il modo migliore per continuare a garantire le nostre libertà, diritti e valori “, ha detto Trudeau ai giornalisti mercoledì. 

Il presidente ha chiamato chiunque non sia stato vaccinato come estremista razzista ed estremista misogino (sic). 

Nel frattempo, le grandi aziende tecnologiche stanno prendendo di mira il movimento per limitare la loro mobilità prima di raggiungere Ottawa.

GoFundMe ha bloccato un  account collegato al gruppo che ha organizzato  la protesta. La pagina GoFundMe ha raccolto 6 milioni di dollari canadesi giovedì mattina da 76.000 persone. “Chiediamo prima donazioni per aiutare con i costi del carburante e, si spera, cibo e alloggio per alleviare le pressioni di questo arduo compito”, afferma la pagina di GoFundMe.

Ma la portavoce di GoFundMe Rachel Hollis ha scatenato un contraccolpo significativo dopo che la società tecnologica ha congelato le distribuzioni del fondo dopo aver chiesto agli organizzatori di mostrare la documentazione “su come i fondi saranno distribuiti correttamente”.

Ha senso il motivo per cui Trudeau, la grande tecnologia e i media aziendali stanno minimizzando e limitando la mobilità del gruppo, questo perché il movimento è enorme, ovunque tra 10.000 e 50.000 camionisti canadesi. Il convoglio potrebbe facilmente chiudere Ottawa questo fine settimana.